Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti

Si comunica che, causa indisposizione, il Maestro Federico Maria Sardelli
verrà sostituito alla direzione dell’opera Così fan tutte dal Maestro Francesco Pasqualetti.


DISPONIBILITÀ NEI PALCHI PER DOMENICA 15 DICEMBRE

 

Dopo Le nozze di Figaro in scena a Como e nei Teatri di OperaLombardia nella Stagione 2015/16, e Don Giovanni della Stagione 2022/23, Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti chiude il trittico Mozart-Da Ponte negli storici allestimenti di Mario Martone, in scena al Teatro Sociale di Como venerdì 13 dicembre alle ore 20.00 e domenica 15 alle ore 15.30.

OperaLombardia chiude così la trilogia di Wolfgang Amadeus Mozart con la terza e ultima opera delle opere buffe scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte, dramma giocoso in due atti composto fra il 1789 e il 1790.
Commissionata dall’imperatore Giuseppe II in seguito al successo delle riprese viennesi di Don Giovanni (maggio 1788) e delle Nozze di Figaro (agosto-novembre 1789), la prima rappresentazione avvenne nel 1790 a Vienna e fu un successo.

Quattro giovani, due sorelle e i rispettivi pretendenti, scoprono la vita nelle sue manifestazioni più importanti: l’amicizia, l’amore, l’odio e il tradimento.
Al centro della vicenda domina il tema amoroso: da una parte v’è la caducità e la superficialità dell’amore femminile, messo alla prova da un classico scambio delle parti, dall’altra parte invece, c’è l’amore visto al maschile, in grado di esibire il perdono, ma appunto come mera esibizione, nel rispetto e in ossequio delle convenzioni sociali del tempo.

L’allestimento proposto, ripreso Raffaele Di Florio, sarà la storica versione del grande capolavoro mozartiano messa in scena a Napoli nel 1999, allora diretto dal M° Claudio Abbado, con le scene di Sergio Tramonti, i costumi Vera Marzot (ripresi da Rossana Gea Cavallo) e le luci di Pasquale Mari (riprese da Gianni Bertoli).

A dirigere l’orchestra sarà il Maestro Federico Maria Sardelli, poliedrico artista e direttore esperto del repertorio settecentesco, è compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore e autore letterario. È ospite regolare del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia, del Teatro La Fenice, e di molte altre istituzioni.

Protagoniste saranno le voci vincitrici dello scorso 75° Concorso Internazionale AsLiCo per giovani cantanti lirici, come Mara Gaudenzi nel ruolo di Dorabella, Katarina Radovanovic in quello di Fiordiligi, Davide Peroni sarà Guglielmo, mentre Matteo Torcaso sarà Don Alfonso, insieme a Pietro Adaíni e Cristin Arsenova (rispettivamente Ferrando e Despina).

 

ASPETTANDO… COSÌ FAN TUTTE

Il Teatro Sociale continua la rassegna di incontri di approfondimento dedicati all’opera, in programma alla domenica mattina in Sala Bianca.

Domenica 8 dicembre, alle ore 11.00, ad ingresso libero, all’Aspettando… Così fan tutte la giornalista e critica Carla Moreni racconterà al pubblico i segreti dell’opera di Mozart.

 

PODCAST TSC Un caffè all’opera

È uscita la quarta puntata di Un caffè all’opera, il podcast del Teatro Sociale di Como con il supporto di Caffè Milani e voce e curatela di Valentina Anzani di Opera Meet.

Il podcast non è esattamente una guida all’ascolto, piuttosto è una pausa caffè prima di andare all’opera e soprattutto è l’elenco di tutte le volte che ci si commuove a Teatro!

Non resta che scoprire la quarta puntata già online su Spotify!

Opera lirica in due atti KV 588. Musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Libretto di Lorenzo da Ponte

Prima rappresentazione: Burgtheater, Vienna, 26 gennaio 1790

Fiordiligi           Katarina Radovanovic
Dorabella         Mara Gaudenzi
Guglielmo        Davide Peroni
Ferrando         Pietro Adaini
Despina            Cristin Arsenova
Don Alfonso     Matteo Torcaso

Direttore         Federico Maria Sardelli

Regia               Mario Martone
Ripresa da       Raffaele Di Florio
Scene              Sergio Tramonti
Costumi           Vera Marzot
Ripresi da        Rossana Gea Cavallo
Luci                 Pasquale Mari
Riprese da       Gianni Bertoli

Maestro del coro Diego Maccagnola

Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali

Coproduzione Teatri di OperaLombardia

Allestimento Fondazione Teatro San Carlo di Napoli

 

Federico Maria Sardelli, direttore

Direttore d’orchestra, compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore e saggista. È direttore principale dell’Accademia Barocca di S. Cecilia di Roma e ospite regolare del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro La Fenice, della Moscow State Chamber Orchestra e di molti altri teatri. Nel 1984 ha fondato l’Orchestra Barocca Modo Antiquo. Ha registrato più di quaranta dischi per Naïve, Deutsche Grammophon, Sony, Glossa, Dynamic, Brilliant. Due volte nominato ai Grammy Awards (1997, 2000). Ha registrato le prime esecuzioni mondiali di numerose opere inedite di Vivaldi. È membro dell’Istituto Vivaldi della Fondazione G. Cini di Venezia e responsabile del Catalogo Vivaldi (RV). Le sue pubblicazioni musicali e musicologiche sono numerose per Bärenreiter, Olschki, Ricordi, SPES, Sellerio. Il suo romanzo storico L’affare Vivaldi (Sellerio, 2015) ha vinto il Premio Comisso per la narrativa e il Prix Pelléas, diventando un best-seller tradotto in molte lingue. Il 28 novembre 2009 la Regione Toscana gli ha conferito il suo massimo riconoscimento, il Gonfalone d’Argento, per il suo eccezionale eclettismo artistico e le sue conquiste culturali. È accademico ordinario dell’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica accademia del mondo e un suo autoritratto è stato acquisito nelle collezioni permanenti del Museo degli Uffizi.

 

Mario Martone, regia

Affronta la lirica per la prima volta nel 1988 con un Oedipus rex a Gibellina e con Charlotte Corday di Lorenzo Ferrero all’Opera di Roma nell’anno successivo, ma sarà con la regia di Così fan tutte al San Carlo di Napoli nel 1999 che l’opera comincerà a affiancare stabilmente il teatro e il cinema nel suo lavoro. Dopo il debutto al San Carlo, Così fan tutte viene scelto da Claudio Abbado come lo spettacolo con cui affrontare per la prima volta il capolavoro mozartiano. Martone completa la trilogia di Mozart e Da Ponte al San Carlo con Don Giovanni (Opera Award 2002) e Nozze di Figaro. Affronta tre volte Rossini mettendo in scena per il Rossini Opera Festival le opere Matilde di Shabran (Premio Abbiati per la regia nel 2004), Torvaldo e Dorliska e Aureliano in Palmira (International Opera Award 2014). Nel repertorio moderno e contemporaneo spiccano le sue messe in scena della Lulu di Berg al Massimo di Palermo, di Antigone di Ivan Fedele al Maggio fiorentino (premio Abbiati nel 2007), della rielaborazione del Combattimento di Tancredi e Clorinda di Giorgio Battistelli a Ravello, di Sancta Susanna di Hindemit all’Opera-Bastille a Parigi, di The curlew river e The prodigal son di Britten e di The Bassarids di Henze all’Opera di Roma (ancora Premio Abbiati nel 2015).  Un posto a parte nella produzione lirica di Martone ha Giuseppe Verdi, di cui mette in scena numerose opere. La prima è del 2005, al Covent Garden, Un ballo in maschera, a cui seguono Falstaff e Macbeth al Théâtre des Champs-Elysées a Parigi, Otello al National Theatre di Tokyo, di nuovo Falstaff alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino, e le produzioni scaligere Oberto conte di San Bonifacio, Luisa Miller e Rigoletto.  Per la Scala realizza il dittico Cavalleria Rusticana/Pagliacci di Mascagni/Leoncavallo, concepito come due produzioni distinte che verranno riprese più volte, tre opere di Umberto Giordano, La cena delle beffe, Fedora e Andrea Chénier (che apre la stagione della Scala nel 2017),  Chovanščina di Musorgskij, premio Abbiati come migliore spettacolo lirico nel 2019. La lirica è importante anche nella sua attività cinematografica: per il film di argomento risorgimentale Noi credevamo Martone realizza una colonna sonora composta di brani attinti dal repertorio lirico dell’Ottocento italiano e, nei lockdown del 2020 e del 2021 crea per l’Opera di Roma e per RAI Cultura due film/opera nel teatro vuoto, a cavallo tra teatro e cinema, Il barbiere di Siviglia e La Traviata. Nel 2022 realizza un terzo film/opera, La bohème, completando così una trilogia che è stata seguita complessivamente da oltre due milioni di spettatori. Nel 2021 apre la stagione del San Carlo con un nuovo allestimento dell’Otello di Verdi. Nell’ambito della Mostra “Fantasmagoria Callas” Martone ha ideato Hommage à Maria Callas, un cortometraggio ambientato alla Scala, sulla fascinazione esercitata dal soprano sulla scrittrice e poetessa Ingeborg Bachmann.

 

Raffaele Di Florio, regista per la ripresa

Si è formato a Napoli presso l’Accademia di Belle Arti, si diploma in Scenografia, presso l’Università Popolare dello Spettacolo si diploma Regia, ed ha frequentato laboratori teatrali condotti, tra gli altri, da Eugenio Barba, Yves Le Breton, Leo de Berardinis, Julie Ann Stanzak, Rena Mirecka. In qualità di videomaker, ha diretto vari cortometraggi, dedicati ad artisti e a personaggi del mondo della cultura. Come scenografo ha elaborato spazi scenici per lavori firmati da Andrea De Rosa, Jean Kalman, Nello Mascia, Antonella Monetti, Anna Redi. È stato fondatore, con Davide Iodice e Marina Rippa, della compagnia Liberamente, con la quale ha lavorato in qualità di attore, scenografo e regista. Con Antonello Cossia e Riccardo Veno ha dato vita alla firma artistica cossiadiflorioveno. Ha condotto seminari di educazione teatrale per ragazzi a rischio, laboratori teatrali per attori e corsi di formazione per operatori teatrali. È stato assistente di scena di Carmelo Bene. Ha collaborato, in teatro, con artisti quali Mimmo Paladino e Lello Esposito. Ha partecipato come protagonista al film di Antonietta De Lillo Il Resto di Niente. Nei teatri d’Opera lirica ha collaborato con Giancarlo Corbelli, Filippo Crivelli, Costantin Costa Gravas, Andrea De Rosa, Hugo de Ana, Roberto De Simone, Jean Kalman, Lisa Ferlazzo Natoli, Chiara Muti, Francesco Saponaro, Graham Vick. Con Mario Martone, in qualità di regista e scenografo assistente, ha collaborato alla realizzazione di opere teatrali, liriche e cinematografiche.

 

Sergio Tramonti, scene

Pittore e scenografo, debutta in teatro anche come attore nel Woyzeck di Büchner, firmando costumi e maschere, con la regia di Carlo Cecchi. Con Carlo a Roma incontra Elsa Morante e con lei Pier Paolo Pasolini che lo sceglie per recitare con Maria Callas nella sua Medea. Subito dopo Elio Petri lo vuole accanto a Gian Maria Volonté in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Tra gli anni ‘70 e ‘80 mette in scena con Carlo Cecchi Molierè, Pirandello, Cechov, Shakespeare. Lavora anche con Enriquez, Proietti, Gregoretti e Arias. Dal 1999 inizia il sodalizio in lirica con Mario Martone: La trilogia di Mozart (premio Abbiati per Don Giovanni) al Teatro San Carlo e poi Così fan tutte a Ferrara con Claudio Abbado. Lulu di Alban Berg al Teatro Massimo di Palermo, Un ballo in maschera al Covent Garden con Antonio Pappano, Cavalleria rusticana, Pagliacci, Oberto e Luisa Miller alla Scala di Milano. Con la regia di Andrea de Rosa, Matrimonio inaspettato a Salisburgo con Riccardo Muti e poi Maria Stuarda al San Carlo. Aida con direttore Oren all’Arena di Verona. Cavalleria rusticana al San Carlo con la regia di Pippo Del Bono (Premio Abbiati). Al Petruzzelli Elektra di Richard Strauss con Gianni Amelio. The Bassarids di Hans-Werner Henze al Teatro dell’Opera di Roma e infine Sancta Susanna di Hindemith con la regia di Mario Martone all’Operà Paris – Bastille. Riprende dal 2014 a lavorare con Carlo Cecchi per il Teatro Stabile di Ancona: La dodicesima notte di Shakespeare, Enrico IV di Pirandello e infine Il dolore sotto chiave di Eduardo De Filippo. Tra i suoi più recenti lavori, si ricordano Madama Butterfly con regia di Ferzan Özpetek al Teatro San Carlo di Napoli e, nella prosa, Diari d’amore da Natalia Ginzburg, con regia di Nanni Moretti.

 

Vera Marzot, costumi

Costumista cinematografica e teatrale, nata a Milano nel 1931. Per il grande schermo ha lavorato con registi come Luchino Visconti, Mario Monicelli e Vittorio De Sica, spesso in collaborazione con Piero Tosi, da cui ha appreso la meticolosità e l’attento studio storico delle forme, ma anche la capacità di uniformare il dettaglio con la visione d’insieme, al fine di rendere l’abito parte integrante e indispensabile del grande quadro cinematografico. Dopo aver frequentato senza diplomarsi il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, debuttò nel cinema come assistente di Beni Montresor in Pia de’ Tolomei di Sergio Grieco, e quindi di Flavio Mogherini in Il magistrato di Luigi Zampa, di Piero Zuffi in Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini, di Dario Cecchi in I delfini di Francesco Maselli, e di Pier Luigi Pizzi in Una vergine per il principe di Pasquale Festa Campanile. Esordì come costumista in Urlatori alla sbarra di Lucio Fulci; tra i suoi lavori più importanti di questo primo periodo vanno ricordati Un giorno da leoni di Nanni Loy, L’isola di Arturo di Damiano Damiani ed Eva di Joseph Losey, film per il quale disegnò tutti i costumi, eccetto quelli della protagonista Jeanne Moreau curati dallo stilista Pierre Cardin. Nel 1963 iniziò la collaborazione con Tosi, come assistente sul set di due film: Il Gattopardo di Visconti, una delle avventure più suggestive della storia del costume cinematografico, nelle cui scelte stilistiche si avverte un richiamo alla pittura dei Macchiaioli e del migliore Ottocento europeo, in accordo perfetto con le scenografie di Mario Garbuglia; e I compagni di Mario Monicelli, in cui utilizzò abiti smessi e stoffe povere. Firmò poi insieme a Tosi quattro film: La donna scimmia di Marco Ferreri, per il quale creò costumi ispirati al surreale e folle mondo ideato dal regista; Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, in cui gli abiti aderenti e dai colori sgargianti di Sophia Loren, nella prima parte del film, contrastano vistosamente con quelli da lei indossati nella seconda parte, poveri e sciupati, che diventano una sorta di metafora delle sue disillusioni; La caduta degli dei e Gruppo di famiglia in un interno, entrambi di Visconti, nel secondo dei quali il passaggio dalla realtà al ricordo è sottolineato dal contrasto tra i leggerissimi abiti primo Novecento della madre e della moglie del protagonista, riviste in sogno, e la vistosa eleganza degli abiti del personaggio interpretato da Silvana Mangano, simbolo di un presente privo di poesia. Nel 1973 disegnò i costumi di Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii e di La colonna infame di Nelo Risi. Successivamente ha rivolto la sua attenzione principalmente al teatro, lavorando ancora con Visconti e, tra gli altri, con Luca Ronconi. Dal 2000 viene nominata membro della giuria dell’Ente David di Donatello per il conferimento dei premi annuali ai cineasti italiani, ruolo che ricoprirà sino alla sua morte, avvenuta a Roma il 20 febbraio 2012.


Rossana Gea Cavallo, costumista per la ripresa

La sua passione per la sartoria inizia molto presto. Il nonno lavorava come sarto in una boutique a Milano durante gli anni 50, da bambina, trascorreva i pomeriggi al suo fianco, mentre lui lavorava, rimanendo così affascinata dal suo mestiere. Più avanti, mentre frequenta il liceo linguistico, impara taglio e cucito in un corso serale e, all’età di 18 anni, inizia il triennio di Fashion Design alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Qui conosce il costumista Gianluca Sbicca e, nel 2017, inizia a lavorare come sua assistente. Insieme collaborano a grandi produzioni di lirica e di prosa, tra le quali Nabucco (Teatro Regio di Parma, regia Ricci/Forte), Le Nozze di Figaro (Teatro del Maggio Musicale, regia Sonia Bergamasco), Macbeth (Teatro Comunale di Bologna, regia Jacopo Gassman). Nel 2020 lavora a Dubai come costumista per la NuArt Events, prendendo parte alla realizzazione degli show performati nell’esclusivo Play Restaurant. A partire dal 2021 inizia quindi a lavorare come assistente di Silvia Aymonino, seguendo la ripresa di opere come Il Barbiere di Siviglia (Teatro dell’Opera di Roma, regia Lorenzo Mariani), Otello (Teatro Petruzzelli di Bari, regia Francesco Micheli), Falstaff (Opera Royal de Wallonie, regia Jacopo Spirei). Nel 2022 lavora poi come Costume Buyer per il film The Equalizer-3 (regia Antoine Fuqua, costumi Gianni Casalnuovo, Columbia Pictures). Sempre nel 2022 inizia la sua carriera come artista freelance, progettando e producendo costumi per spettacoli come Penelope (Roma Europa Festival, regia Martina Badiluzzi), Witch-is (Teatro delle Donne, regia Virginia Landi), Pagliacci all’uscita (Teatro Vascello, regia Roberto Latini), e per il cortometraggio Lamia (regia Martina Selva).

 

Pasquale Mari, luci

Direttore della fotografia e disegnatore luci, debutta alle luci di Così fan Tutte al San Carlo di Napoli, prima regia d’opera di Mario Martone, diretta successivamente a Ferrara da Claudio Abbado, a cui seguiranno Nozze di Figaro e Don Giovanni. Il sodalizio con Martone continua con numerose produzioni, tra cui si stagliano Lulu al Teatro Massimo di Palermo nel 2001, Matilde di Shabran e il Falstaff allo Champs Elysées di Parigi. Segue il debutto alla Scala di Milano del 2011 con il dittico Pagliacci e Cavalleria Rusticana. Del 2014 è la produzione per La Fenice di Venezia del Simon Boccanegra con Andrea De Rosa e il maestro Chung Myung-whun. Sono del 2015, di nuovo con Martone, il Macbeth al Theatre des Champs Elysées e The Bassarids al Teatro dell’Opera di Roma. Insieme hanno poi debuttato nel 2016 all’Opera Bastille di Parigi con il dittico Sancta Susanna / Cavalleria Rusticana, e nel 2017 aperto la stagione del Teatro alla Scala con l’Andrea Chénier, seguito, ad inizio 2018, dalla produzione di Falstaff per la Staatsoper di Berlino, sotto la direzione musicale di Daniel Barenboim, da Kovanchina nel 2019 ancora al Teatro alla Scala (Premio Abbiati), e, infine, dalle produzioni televisive per RAI Cultura de Il barbiere di Siviglia nel 2020 (Premio Abbiati) e de La traviata nel 2021 al Teatro dell’Opera di Roma, entrambe dirette da Daniele Gatti, seguite, nel 2022, dall’opera-film Bohème con direzione musicale di Michele Mariotti. Tra le più recenti produzioni, si ricordano Butterfly al San Carlo di Napoli, con regia di Ferzan Özpetek, Otello, apertura di stagione 21/22 dello stesso teatro, con la regia Mario Martone e la direzione di Michele Mariotti e, nel 2024, Un ballo in maschera al Regio di Torino diretto da Riccardo Muti, con la regia di Andrea De Rosa e le opere Jeanne Dark e Tosca al Maggio Musicale Fiorentino 2024. Quattro volte vincitore del Premio Le maschere del Teatro per il disegno luci nell’ambito del teatro di prosa, nel 2021 gli è stato assegnato il Premio UBU per il miglior disegno luci per i lavori Misery e Solaris. È attivo anche nel campo dell’arte contemporanea, nel quale ha disegnato le luci dell’installazione di Maurizio Cattelan BREATH, GHOSTS, BLIND al Pirelli Hangar Bicocca di Milano ed ha curato l’illuminazione del Padiglione Italia della Biennale Arte 2022 al fianco dell’artista Gian Maria Tosatti, per il quale ha inoltre firmato il disegno luci della mostra NOw/here all’Hangar Bicocca.

Del 2023, è poi la mostra per Fondazione Magnani ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia, FELICITAZIONI! CCCP-Fedeli alla linea. In ambito cinematografico, tra le sue direzioni della fotografia più importanti ricordiamo Teatro di Guerra di Martone, Il Bagno turco e Le Fate Ignoranti di Ferzan Ozpetek, L’Uomo in più di Paolo Sorrentino, Lezioni di volo di Francesca Archibugi, L’Ora di religione e Buongiorno, Notte di Marco Bellocchio. Nel 2021 ha pubblicato con Cristina Grazioli il volume Dire Luce, edito da Cue Press.

 

Gianni Bertoli, luci per la ripresa

Laureato in Discipline dello Spettacolo dal Vivo e da sempre appassionato di teatro, muove i primi passi nella drammaturgia contemporanea grazie al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. Qui, tramite il Festival Intercity e la Compagnia Atto2/Laboratorio Nove, si avvicina al mondo delle luci per lo spettacolo, ricoprendo negli anni i ruoli di tecnico, operatore e direttore tecnico.

Nel 2018 si diploma al corso di Lighting Designer presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, dove ha avuto la possibilità di apprendere da professionisti di fama internazionale. Come assistente e associato, collabora con Fiammetta Baldisserri e Bernd Purkrabrek. La collaborazione più proficua è quella che, dal 2018, porta avanti con Pasquale Mari, mentore e punto di riferimento all’interno della professione, con il quale ha avuto la possibilità di collaborare alla realizzazione di progetti che si estendono anche oltre il campo teatrale, quale l’illuminazione di mostre e progetti di curatori e artisti di fama internazionale, tra i quali si ricordano Breath, Ghost and Blind di Maurizio Cattelan presso l’Hangar Bicocca a Milano (2021) e Storia della notte e destino delle comete di Gian Maria Tosatti, presso il Padiglione Italia alla cinquantanovesima esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2022) o la presentazione della nuova collezione Cartier, presso il salone dei Cinquecento a Firenze.

 

Diego Maccagnola, Maestro del coro

Ha iniziato lo studio del pianoforte a Cremona, la sua città, presso l’Istituto Musicale Claudio Monteverdi. Ha conseguito il diploma in Pianoforte e il Diploma accademico di II livello in Discipline Musicali con il massimo dei voti e la lode. Ha conseguito inoltre il Master di Secondo Livello in Musica da Camera presso il Conservatorio A. Boito di Parma. Ha frequentato masterclass di pianoforte con docenti di fama internazionale quali Massimiliano Damerini, Paolo Bordoni, Benedetto Lupo e Sergei Dorensky presso il Mozarteum di Salisburgo. Si è perfezionato in Musica da Camera all’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma con Rocco Filippini e presso l’Accademia Chigiana di Siena con Alexander Lonquich. Premiato in numerosi concorsi pianistici nazionali, si è esibito in importanti Rassegne e Festival italiani e stranieri, quali la Società dei Concerti di Milano e Milano Classica, la Stagione cameristica del Teatro La Fenice di Venezia, il Festival Plateaux di Vitry sur Seine (Parigi) e in sale concertistiche quali il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Comunale di Ferrara, l’Auditorium Parco della Musica e il Teatro Valle di Roma, il Teatro Vittoria di Torino, il Teatro Verdi di Trieste, il “héatre entre des Bords de Marne e Jean Vilar-Vitry sur Seine di Parigi, la Phoenix Hall di Osaka. Ha inciso musiche per l’etichetta Discantica, per Movimento Classical e per Amadeus. Nel 2017 e nel 2019 è stato protagonista di due tournée in Giappone oltre a recitals presso il Music Salon Amadeus di Kobe e la Phoenix Hall di Osaka. È membro fondatore, insieme alla violinista Lena Yokoyama e al violoncellista Alessandro Copia, del Trio Kanon. Affianca ad un’intensa attività didattica e concertistica come pianista, quella di maestro di coro. Dal 1998 è cantore e assistente alla direzione nelle produzioni del Coro Costanzo Porta di Cremona e dal 2007 collabora con il OperaLombardia in qualità di Maestro del Coro. Ha lavorato con direttori quali Gianluigi Gelmetti, Diego Fasolis, Carlo Goldstein e Valerio Galli.

 

Katarina Radovanović, soprano

Ha completato i suoi studi presso la Mozarteum University di Salisburgo, sotto la guida di Gernot Sahler. In precedenza, ha conseguito il Master e il diploma in canto presso la Facoltà di Musica di Belgrado, sotto la guida di Nikola Mijailović. Ha iniziato i suoi studi musicali studiando canto presso la Scuola di Musica Davorin Jenko e violino presso la Scuola di Musica Vatroslav Lisinski di Belgrado. Ha interpretato diversi ruoli tra i quali Fiordiligi in Così fan tutte di Mozart, Lady Billows in Albert Herring di Britten, Fata Morgana in Die Liebe zu den drei Orangen di Prokofiev, Mimì/Musetta in La Bohème di Puccini, Micaela in Carmen di Bizet e Donna Anna e Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart. Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi internazionali, vincendo il Concorso Aslico nel 2024 e il Concorso Lazar Jovanović nel 2019. È stata finalista al Concorso Vincerò nel 2023 e al Concorso Ghena Dimitrova nel 2019, dove le è stato assegnato anche un premio speciale. Le sue esibizioni l’hanno portata nei luoghi più importanti di tutta Europa: Germania, Austria, Italia e Bulgaria. In Serbia si è esibita in sale rinomate come il Kolarac Endowment, il Teatro Nazionale, il Teatro Madlenianum, il Museo Nazionale e la Sala Concerti Guarnerius. Oltre alla sua carriera di cantante, Katarina ha fondato la ONG Bell’Opera, dedita all’organizzazione di produzioni liriche e concerti con l’obiettivo di avvicinare il mondo dell’opera a un pubblico più ampio. Continua a impegnarsi in diversi progetti musicali e partecipa a masterclass con artisti e direttori d’orchestra di fama internazionale.

 

Mara Gaudenzi, mezzosoprano

Nata a Cattolica, si diploma al Liceo Classico, continua gli studi all’Università di Bologna dove si laurea in Lettere Antiche. Contemporaneamente studia Canto Lirico e consegue la laurea di primo livello; prosegue poi col biennio specialistico al Conservatorio G. Rossini di Pesaro sotto la guida della prof.ssa Agata Bienkowska, laureandosi col massimo dei voti, la lode e menzione d’onore. È stata allieva dell’Accademia R. Celletti di Martina Franca e dell’Accademia Belcanto di Wildbad, entrambe le hanno assegnato due premi come migliore allieva del corso. Ha frequentato il corso di alto perfezionamento dell’Accademia del Teatro alla Scala, sotto la guida della M.a Luciana D’Intino.  Partecipa a masterclass con Michele Pertusi, Gregory Kunde, Sara Mingardo, Mariella Devia, Sonia Prina, Claudio Desderi, Bruno de Simone, Stefania Bonfadelli, Filippo Morace, Raùl Gimenez. È risultata vincitrice al concorso internazionale Etta e Paolo Limiti di Milano, al concorso San Francesco di Paola al Teatro Rendano di Cosenza, finalista della edizione XLVIII del concorso internazionale “Toti Dal Monte” di Treviso e vincitrice di una borsa di studio al merito come migliore artista italiana. È stata selezionata per l’opera studio di Tenerife dove ha debuttato il ruolo di Fidalma ne Il matrimonio segreto di D. Cimarosa, con repliche al Teatro di Parma e al Teatro Massimo di Palermo. Ha cantato al Festival Rossini in Wildbad il ruolo di Enrico nell’opera Elisabetta Regina d’Inghilterra. Ha debuttato col ruolo di Angelina in La Cenerentola per bambini al Teatro alla Scala. Nel gennaio 2022 ha debuttato il ruolo di Angelina in La Cenerentola di G. Rossini al Teatro Coccia di Novara. Ha cantato il ruolo di Fidalma ne Il matrimonio segreto al Teatro alla Scala, con la direzione di Ottavio Dantone e la regia di Irina Brook. Ha debuttato al Festival Donizetti a Bergamo nel ruolo di Agnese dell’opera Chiara e Serafina di G. Donizetti.

Ha eseguito, col ruolo del titolo, la prima mondiale de Il Piccolo Principe, con le musiche di Pierangelo Valtinoni, direzione di Vitali Aleksenook e regia di Polly Graham. Ha cantato il ruolo di Dorabella nel Così fan Tutte allo Staatstheater di Mainz. Ha cantato anche nel ruolo di Rosina ne Il Barbiere di Siviglia al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro Regio di Torino, teatro Sociale di Rovigo e Alighieri di Ravenna, e al Gran Théatre de Tours.

 

Davide Peroni, baritono

Nato ad Ascoli Piceno, ha conseguito nel febbraio 2022 la laurea magistrale in Scenografia all’Accademia di Bologna e nel 2024 la laurea Magistrale in Canto Lirico al Conservatorio Luca Marenzio di Darfo Boario Terme, entrambe con il massimo dei voti. Inizia a studiare canto all’età di 13 anni, mostrando particolare interesse per il canto lirico e nel dicembre del 2013 inizia a studiare con la Maestra Daniela Schillaci. Tra i successi recenti spiccano la vittoria al 76° Concorso internazionale di Spoleto nel 2022, che gli permettono di debuttare numerosi ruoli, tra i quali Don Giovanni nel ruolo principale del capolavoro mozartiano, Ping dalla Turandot di G. Puccini, il Gerente nella prima rappresentazione mondiale de La porta divisoria su libretto di G. Strehler e musica di F. Carpi, successivamente ripresa al Teatro Verdi di Trieste. Ad inizio 2024 vince il Concorso Internazionale Aslico per i ruoli di Guglielmo dal Così Fan Tutte di W. A. Mozart e Schaunard dalla Bohème di G. Puccini.

 

Pietro Adaini, tenore

Siciliano, inizia lo studio del canto con il baritono Salvo Todaro; nel 2011 frequenta una masterclass del tenore Marcello Giordani e attualmente studia con il M° Salvatore Fisichella. Particolarmente apprezzato per le sue doti vocali, negli anni 2011/12 è stato tra i finalisti del Concorso Internazionale di Canto Voci dal Mediterraneo-Premio Archimede di Siracusa. Nel 2014 vince una borsa di studio al Teatro Carlo Felice di Genova, dove debutta nel ruolo di Rodolfo ne La Bohème e Nemorino ne L’elisir d’amore.  All’inizio del 2015 debutta come Albazar ne Il turco in Italia di Rossini. Ha preso parte al Gran Premio dell’Opera a Parma, mentre a Cagliari si è esibito nella Messa di Gloria di Puccini, allo Sferisterio di Macerata ha cantato come Beppe/Arlecchino ne Pagliacci di Leoncavallo, per essere poi Ernesto nel Don Pasquale a Bergamo, Como, Cremona, Pavia e Jesi. Tra i suoi impegni negli ultimi anni: La Cenerentola a Verona e Piacenza, La fille du régiment a Palermo, Oman e Pechino, Olivo e Pasquale a Bergamo, Falstaff a Genova, Il turco in Italia a Bergen, Il barbiere di Siviglia a Firenze, L’italiana in Algeri a Palermo, Il cappello di paglia di Firenze a Napoli.

Nell’agosto 2022 debutta come Alberto ne La Gazzetta al Rossini Opera Festival mentre nell’ agosto 2023 torna al ROF per cantare la Cantata in onore del Sommo Pontefice Pio IX. Tra gli  impegni recenti: La scala di seta in tournée in Oman, Rigoletto diretto  da Daniel Oren a Salerno, La Sonnambula al Regio di Torino, Gianni  Schicchi ad Ancona e Brescia, Lucia di Lammermoor al Teatro Filarmonico di  Verona, Il viaggio a Reims a Roma, al Bolshoi di Mosca e a Verona, La  vedova allegra al Carlo Felice di Genova, un Gala speciale per Rolex , il concerto per il compleanno di Rossini a Pesaro, Messiah  a Catania e Le Postillon de Lonjumeau al Tiroler Festspiele di Erl.

 

Cristin Arsenova, soprano

Nata a Verona nel 1995, nell’anno 2015 compie i suoi primi studi di canto lirico diplomandosi presso l’Istituto Musicale Mater di Sanremo. Nello stesso anno ritorna a Verona ed entra al Conservatorio di musica E.F. Dall’Abaco nella classe della Prof.ssa Paola Fornasari-Patti. Fin da subito si esibisce come solista a Verona e provincia. Nell’estate 2017 prende parte al Masterclass condotto dal baritono Renato Bruson a Verona, perfezionando il repertorio verdiano, esibendosi nel concerto finale, nell’aria di Desdemona dall’Otello di Giuseppe Verdi, suscitando grande entusiasmo. Nel giugno 2018 partecipa al suo primo concorso lirico Città di Garda, vincendo il 1° premio assoluto. Successivamente prende parte al Torri Music Festival a Torri del Benaco (VR) ne Le Nozze di Figaro nel ruolo di Susanna e nella Carmen nel ruolo di Micaela. Si esibisce in concerti cantando svariate arie del repertorio operistico: I Capuleti e i Montecchi; Anna Bolena; Gianni Schicchi; L’amico Fritz; Turandot; Così fan tutte; Il Corsaro; Giovanna d’Arco; Otello; Tancredi; Guglielmo Tell; Manon; Le Cid; Louise; Rusalka. Nel gennaio 2019 debutta il ruolo di Zerlina nel Don Giovanni in seno alla stagione lirica del teatro Filarmonico di Verona, e nel mese di marzo il ruolo di Mad.lla. Jouvenot in Adriana Lecouvreur nello stesso teatro. Vince il 1° premio assoluto al concorso internazionale Bologna International Vocal Competition 2019, premiata, inoltre, con l’invito a partecipare in un ruolo principale da protagonista in una produzione per la stagione 2019/2020 presso Varna State Opera.

Il 22 luglio 2021 debutta il ruolo di Violetta de La Traviata nella stagione estiva del Teatro dell’Opera di Varna. Debutterà il ruolo di Gilda nel Rigoletto presso lo stesso teatro. Vince il Primo Concorso Internazionale per voci liriche Vincenzo Bellini, la giuria è presieduta dal M. Fabrizio Carminati. Debutta il ruolo di Musetta nell’opera La Bohème che inaugura la stagione lirica 2022 del Teatro Regio di Torino. Debutta in Italia il ruolo di Violetta de La Traviata nel 2022 presso i teatri di OperaLombardia. Debutta il ruolo di Susanna ne Le Nozze di Figaro a febbraio 2023 presso il Teatro Massimo Bellini di Catania e debutta nella produzione storica della Carmen di Franco Zeffirelli con il ruolo di Frasquita, diretta dal M. Daniel Oren.

 

Matteo Torcaso, baritono

Vincitore della 75° edizione del Concorso Internazionale AsLiCo per il ruolo di Don Alfonso in Così fan tutte e vincitore del terzo premio nel Concorso Lirico Internazionale Portofino 2024, studia al Conservatorio F. Torrefranca dove si laurea in canto nel 2018. Prende parte a Masterclass di Sonia Ganassi, Marco Camastra, William Matteuzzi, Ernesto Palacio. Si perfeziona con il Claudio Desderi alla Scuola di Musica di Fiesole e con Renato Bruson presso l’Accademia di Busseto. Frequenta il biennio accademico dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo. A giugno 2024 ha concluso il corso biennale presso l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. A maggio 2024 canta Il sagrestano in Tosca diretta dal M° Daniele Gatti in occasione del 86° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, è Dulcamara ne L’elisir d’amore al Teatro Goldoni di Firenze e Don Pasquale, ruolo titolo, al Teatro Rinnovati di Siena. Nel 2019 vince per il ruolo di Dulcamara ne L’elisir d’amore il Concorso Città di Pienza. Nel 2019 canta Tobia Mill ne La cambiale di matrimonio al Teatro Verdi di Busseto, Belcore ne L’elisir d’amore al Teatro dell’Opera di Varna e Schaunard in La bohème al Teatro Castagnoli di Scansano.

Canta Marco in Gianni Schicchi al Teatro delle Muse di Ancona, Germano ne La scala di seta al Teatro La nuova Fenice di Osimo, Bruschino padre ne Il signor Bruschino al Teatro dei Rinnovati di Siena per l’Accademia Chigiana, Parmenione ne L’occasione fa il ladro e l’Impresario nella prima esecuzione di Valigie d’Occasione di Schittino al Teatro Coccia di Novara. Interpreta il Deputato fiammingo nel Don Carlo e The Keeper nel The Rake’s Progress, entrambi diretti dal M° Daniele Gatti, e Mustafà ne L’italiana in Algeri al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Falstaff nell’opera omonima in occasione del ChigianaOperaLab con gli allievi del corso di direzione del M° Daniele Gatti al Teatro dei Rinnovati di Siena.

I singoli biglietti degli spettacoli saranno in vendita a partire da sabato 7 settembre ore 10.00, presso il botteghino del Teatro e online su questo sito.

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RECITE

venerdì, 13 dicembre 2024 – ore 20.00 Opera turno A
domenica, 15 dicembre 2024 – ore 15.30 Opera turno B

PREZZI

Il prezzo varia in base alla data della recita (Turno A 13/12, Turno B 15/12)

Platea – Palchi                  da 60€ a 55€ più prev.
IV Galleria parapetto       da 30€ a 26€ più prev.
IV Galleria rango              da 20€ a 19€ più prev.
V Galleria parapetto        da 27€ a 24€ più prev.
V Galleria rango               da 17€ a 16€ più prev.
Under18 / tariffa Inteatro 15€

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