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La Società dei Palchettisti del Teatro Sociale ha affrontato in anni recenti il delicato tema del restauro della facciata meridionale, opera dell’architetto Luigi Canonica che concluse la “fabbrica del teatro” nel 1819.
Nel 1938 con la costruzione del “Teatro Arena all’aperto”, come definito nelle cronache dell’epoca, l’ingegner Carlo Ponci aveva ridefinito i rapporti scenici e compositivi tra l’edificio e l’arena; il corpo organico in cui il palcoscenico era compreso tra due platee, una interna e una all’aperto, era stato cancellato e al suo posto c’erano due teatri contrapposti e funzionalmente autonomi. 

La nuova struttura in cemento armato, formata da un palcoscenico coperto e dalla sua gradinata, si estendeva fino alle mura lungo via Indipendenza, capace di contenere fino a 4000 persone; nella costruzione non aveva in alcun modo rispettato la facciata originale devastandone i caratteri tipologici ed architettonici.
Da subito la struttura, anche a causa della guerra, non riuscì a riscuotere il successo desiderato e negli anni ’60 era ormai inutilizzata da tempo, tanto che nel 1970 le gradinate vennero demolite ad opera dell’amministrazione comunale per far posto all’attuale parcheggio. Nel 2010 è stato demolito il palcoscenico coperto e la torre scenica degli anni ’30 “riportando alla luce” la facciata, oggi restaurata che possiamo ammirare. 

Nel giugno 2013 è stata inaugurata la nuova Arena del Teatro Sociale, per accogliere spettacoli, concerti ed eventi durante i mesi estivi.  

Capienza massima: 1500 persone sedute, 3000 persone in piedi.