The Tokyo Ballet

The Tokyo Ballet

Parco Villa Olmo, Como
martedì 13 luglio, ore 21.30

Don Giovanni, Bugaku, Boléro

Coreografie
Maurice Béjart

Don Giovanni
Prima rappresentazione: Grand Théâtre de Genève, Ballet du XXème siècle – 1980
Prima rappresentazione del Tokyo Ballet: Tokyo, Bunka Kaikan – 30 settembre 1983

Ballerini
Variazione 1 Shiori Mori, Mika Murakami, Natsumi Kishimoto
Variazione 2 Chika Saeki
Variazione 3 Yukie Iwaki, Junko Takamura
Variazione 4 Mayumi Nishimura
Variazione 5 Haruka Nara
Variazione 6 Mizuka Ueno
Silfide Rui Yoshikawa

Musiche Frédéric Chopin (su un tema di W. A. Mozart)
Bugaku

Prima rappresentazione del Tokyo Ballet: Tokyo Bunka Kaikan – 21 settembre 1989
Ballerini Junko Takamura, Chika Saeki, Ryo Ogasawara
Naoyoshi Nagase, Yuki Miyamoto, Aya Takagi

Musiche Toshiro Mayuzumi
Boléro


Ballerini Mizuka Ueno, Ryo Hirano, Yuji Matsushita
Naoyoshi Nagase, Yuki Miyamoto

Musiche Maurice Ravel

con il sostegno di
Agency for Cultural Affairs del Governo giapponese nell’anno 2010

 

Don Giovanni
Un gruppo di giovani ballerini sta aspettando che comincino le prove. Una voce… un dramma… un mito…
Don Giovanni!
Le donne ricoprono di tutto il loro amore e di tutta la loro passione questo playboy immaginario. La musica, un brano del diciassettenne Chopin, è un miracolo di tecnica e un ‘matrimonio’ squisito tra due geni: Mozart e Chopin.

Bugaku
È una coreografia originale creata appositamente per il Tokyo Ballet nel 1989, rielaborazione di un balletto che ha debuttato nel novembre 1988 in occasione di una speciale rappresentazione intitolata Paris-Tokyo che ha visto il Béjart Ballet Lausanne e il Tokyo Ballet danzare insieme. La coreografia è su musica di Toshiro Mayuzumi a cui George Balanchine nel 1963 aveva commissionato una partitura per un suo balletto avente lo stesso titolo.
Un rituale magico ed erotico nel quale l’energia della danza moderna abbraccia la tradizione. Un uomo, una donna, la danza e un Giappone riscoperto privano il tempo di ogni suo significato e ritrovano la forza dell’eternità.

Boléro
Il mio Boléro dovrebbe avere un’epigrafe: ficcatevelo bene in testa!
Nel 1928, su richiesta di M.me Rubinstein (Ida Rubinstein, celebre ballerina e attrice russa), ho composto un boléro per orchestra. È una danza caratterizzata da un movimento molto moderato e costantemente uniforme, sia per la melodia sia per l’armonia e il ritmo, quest’ultimo scandito sempre dal tamburo. Il solo elemento di diversità è costituito dal crescendo orchestrale.
Maurice Ravel
Musica molto conosciuta eppure sempre nuova grazie alla sua semplicità. Una melodia (d’origine orientale e non spagnola) si avvolge instancabilmente su se stessa, va aumentando in volume e in intensità, divorando lo spazio sonoro e inghiottendo alla fine la melodia.
Maurice Béjart

 

TOKYO BALLET
Fondato nel 1964, nel 1966 la compagnia ha intrapreso il suo primo tour all’estero toccando Mosca, Leningrado e Kazan su invito del governo sovietico. Dato il grande successo riscosso, il Dipartimento sovietico della cultura ha insignito la compagnia del titolo ‘Čajkovskij Memorial’. Fin dalla data della sua fondazione, ha sempre presentato coreografie occidentali e orientali di tutti i tempi; il suo ampio repertorio include balletti classici, neo-classici e i capolavori di coreografi contemporanei. In particolare, ha in repertorio coreografie di tre importanti coreografi, rappresentativi della danza contemporanea: Kabuki (1986), M (1993), Bugaku (1989) di Maurice Béjart; Seven Haiku of the Moon (1989), Seasons-The Colors of Time (2000) di John Neumeier; Perfect Conception (1994) di Jirí Kylián, che hanno riscosso un grande successo in tutto il mondo.

Il Tokyo Ballet, con più di 23 tournées e 689 rappresentazioni all’estero (un record nella storia teatrale giapponese), si è guadagnato un’invidiabile reputazione nel proprio Paese e all’estero come compagnia di danza giapponese di fama internazionale. Si è esibita spesso, riscuotendo sempre un notevole successo, nei più prestigiosi teatri europei tra i quali: Opéra de Paris, Teatro alla Scala di Milano, Wiener Staatsoper, Deutsche Oper di Berlino, per un totale di 145 città in 30 paesi. Nei tre teatri d’opera della ex Unione Sovietica (Bol’šoj, Mariinskij e Shevchenko), la compagnia ha riscosso grande successo a tal punto che gli stessi russi hanno affermato che dovrebbero umilmente imparare dai loro colleghi giapponesi.

Nel 1998 si è esibita per la prima volta in Sud America (agosto-settembre) al Teatro Colon e negli altri grandi teatri d’opera argentini e brasiliani e nel 1999 ha intrapreso un tour europeo della durata di due mesi e mezzo: la loro seicentesima rappresentazione all’estero è stata celebrata alla Deutsche Staatsoper di Berlino il 26 maggio con Kabuki. Grande successo ha avuto anche la diciannovesima tournée durata due mesi che ha toccato l’Europa e il Sud America. Altrettanto famosa è stata la rappresentazione di Giselle in Cina nel maggio 2002. Nel novembre 2003 si è esibita con la Chicago Symphony Orchestra – per la prima volta in buca d’orchestra – diretta da Daniel Barenboim con il programma Béjart/Stravinskij/Ravel: La sagra della primavera, L’uccello di fuoco, Boléro. Nel febbraio 2004 ha debuttato ne Il mandarino meraviglioso di Béjart/Bartok che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica.

Il Tokyo Ballet ha celebrato il suo 40° anniversario nell’agosto 2004. Nel maggio 2005 ha debuttato in The Dream di Ashton/Mendelssohn e nel maggio 2006 ha intrapreso il suo 22° tour oltreoceano (Berlino e Copenhagen). Nel 2007 ha vinto il 6° Asahi Performing Arts Prize per i successi ottenuti, tra i quali il debutto giapponese nel novembre 2006 del balletto romantico del XIX secolo intitolato La fille du Danube restaurato da Pierre Lacotte. Nel 2008 ha intrapreso il suo 23° tour in Europa con un programma completamente dedicato a Maurice Béjart, esibendosi in 21 palcoscenici in 9 città e 6 nazioni. Per il 45° anniversario, nel settembre 2009, il Tokyo Ballet ha debuttato in La Bayadère di Natal’ja Makarova. Nel febbraio 2010 la compagnia ha debuttato con Sylvia di Ashton e nel maggio 2010 con Onegin di Cranko.