SETTE A TEBE. Un terribile amore per la guerra
Regia Gabriele Vacis
Scenofonia e allestimenti Roberto Tarasco
con Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
Produzione PoEM Impresa Sociale / Artisti Associati Gorizia
Compagnia Residente Emergente per le Stagioni TSC 2023-2026
Mercoledì 11 e giovedì 12 marzo, alle ore 20.30, tornano al Teatro Sociale di Como i giovani e bravissimi attori della compagnia PoEM (Potenziali Evocati Multimediali) e Gabriele Vacis, dopo il grande successo riscosso nelle passate stagioni con Antigone e Prometeo.
Questa volta la Compagnia residente emergente per le stagioni TSC 2023-2026 porta in scena Sette a Tebe. Un terribile amore per la guerra, tratto da I sette contro Tebe di Eschilo, restituendo alla sensibilità attuale la tragedia eschilea.
La messinscena della mitologia di Tebe e della saga della stirpe di Edipo è focalizzata sulla possibilità di rappresentare quel sentimento tragico che sembra disperdersi nella chiacchiera quotidiana del nostro presente. E così nella nuova versione, è la gente di Tebe che assiste e commenta quel che succede, a determinare gli eventi della tragedia: è la folla stessa, la protagonista, un’opinione pubblica che con la sua invadenza onnipresente è capace di volgere in festa, in mercato, ogni evento straordinario, anche i più tragici.
Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là dalle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’“altro” – come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice – ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile.
CARTA GIOVANI UNDER30: Serata in collaborazione con Dimore Creative
Con Sette a Tebe continua la rassegna di eventi dedicati alla CARTA GIOVANI UNDER30. Acquistando al costo di €10 la CARTA GIOVANI, infatti, i giovani Under30 potranno andare a Teatro tutto l’anno con tariffe scontate (opera e danza a 15€, prosa, off, concerti a 10€) e partecipare agli eventi esclusivi organizzati dalle associazioni giovanili del territorio.
Ciascuna associazione, Arcigay Como, Leggère Bookclub Como, FuoriFuoco, Teatro dei Sussurri, Dimore Creative e CPS Como, ha infatti adottato uno spettacolo e organizzerà una serata per i possessori della Carta, come giochi, aftershow, quiz a tema, approfondimenti…
Prima della seconda recita di Sette a Tebe, giovedì 12 marzo alle ore 19.00, si terrà un laboratorio teatrale dedicato al pubblico under30, a cura di Dimore Creative, realtà teatrale U30 comasca attiva nella produzione, formazione, organizzazione di eventi e promozione di progetti che intrecciano ricerca artistica e coinvolgimento delle giovani generazioni.
L’attività sarà condotta da Pouria Jashn Tirgan, giovane attore e autore italo-iraniano diplomato alla Civica Accademia Nico Pepe e laureato al DAMS di Bologna. Nel suo percorso ha collaborato con Kepler452, il regista iraniano Amir Reza Koohestani per l’École des Maîtres e con Cecilia Sala nello spettacolo Una notte a Teheran. La sua ricerca intreccia autobiografia e storia collettiva, concentrandosi sul racconto dell’Iran contemporaneo attraverso il linguaggio performativo.
Il laboratorio, dal titolo Una Tebe a Teheran, prende avvio dai temi di Sette a Tebe e dal conflitto come esperienza collettiva e interiore. La tragedia di Eschilo mette in scena una guerra intestina: fratelli contro fratelli, una città divisa, legami di sangue che si trasformano in scontro. Allo stesso modo, la situazione contemporanea in Iran evidenzia fratture profonde all’interno della società, tensioni generazionali, conflitti tra appartenenza e desiderio di cambiamento. In entrambi i casi la guerra non è soltanto uno scontro esterno, ma una lacerazione interna che attraversa corpi, famiglie e comunità. Attraverso un approccio fisico e vocale, il laboratorio guiderà i partecipanti in un percorso pratico e performativo: momenti di composizione corale e azioni sceniche permetteranno di indagare il rapporto tra individuo e collettività, tra voce personale e corpo sociale. L’obiettivo non è affrontare il tema in forma teorica, ma attraversarlo concretamente, trasformando il conflitto in materia teatrale condivisa.
Durante l’attività potranno intervenire anche alcuni membri dei PoEM – Potenziali Evocati Multimediali – in dialogo con i partecipanti.
Questi eventi si inseriscono nel progetto YOUTH CLUB, un’iniziativa promossa da Fondazione Cariplo per favorire l’avvicinamento delle giovani generazioni alle arti dello spettacolo, a cui il Teatro Sociale di Como aderisce.
Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là dalle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’ “altro” – come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice – ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile.
Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali, che portano sulla scena dati tecnici sulle armi in uso nel nostro tempo, ma anche considerazioni storico-culturali sull’immanenza della guerra a ogni latitudine, geografica e cronologica, della nostra civiltà. Sulla trama di un testo così costruito, i giovani attori/autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare, di far accedere alla realtà aumentata del teatro, i desideri, i punti di forza e di debolezza della generazione dei ventenni: in scena riflettono l’esperienza della guerra nei pensieri, nei gesti, sui corpi dei giovani loro coetanei.
In questo la tragedia di Eschilo si dichiara come “necessaria”, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo.
“Le guerre continueranno, non cesseranno, ma almeno saremo in grado di immaginare e dunque di capire, non tutto, ma abbastanza da non cadere nell’illusione della speranza, della ragione e della pace.”
In un’altalena che oscilla tra le parole di Eschilo e le domande del presente su cosa sia, allora come oggi, la guerra, si attiva un cortocircuito energetico tra antico e contemporaneo, complici molti autori, di epoca e cultura diversa, chiamati in causa: Henri Laborit, Sun Tzu, Franklin J. Schaffner, Bertolt Brecht e, soprattutto, James Hillman che orienta la prospettiva mai retoricamente buonista sul tremendo impasto di amore e di ferocia che ha il nome divino di Ares, e innesca la concentrazione di uno sguardo e la direzione di un pensiero mai scontato sulla terribile vitalità di ogni guerra.
Da “Una presentazione dello spettacolo”
di Monica Centanni e Daniela Sacco.
PoEM | Potenziali Evocati Multimediali è un’impresa sociale nata a dicembre 2021 che si occupa di arte, pedagogia e cura attraverso spettacoli, laboratori e performance. Gli spettacoli che ha realizzato sono “Risveglio di primavera”, “Prometeo”, “Antigone e i suoi fratelli”, ”Sette a Tebe” e “Antico Testamento”. Ha celebrato i trent’anni de “Il racconto del Vajont” di Marco Paolini e di “Novecento” di Alessandro Baricco. A gennaio 2024 ha curato “Camminare Insieme”, l’evento di chiusura del bilancio di mandato di Fondazione CRC presso il Teatro Toselli di Cuneo. Ad aprile ha allestito alle OGR di Torino, “Homo Deus – o come finirà la storia”, inaugurando Biennale Tecnologia 2024. Ha curato “Nuove visioni”, l’evento di presentazione del nuovo piano pluriennale di Fondazione CRC presso il Palasport di Cuneo. Attualmente il gruppo dirige il Corso di perfezionamento per attrici e attori promosso e organizzato da a.Artisti Associati Centro di Produzione Teatrale Gorizia.
Gabriele Vacis, regista ed autore. Ha fondato e diretto il Laboratorio Teatro Settimo. Ha scritto e diretto spettacoli teatrali rappresentati e premiati in Italia e nel mondo, come “Esercizi sulla tavola di Mendeleev”, “Elementi di struttura del sentimento”, “La Storia di Romeo e Giulietta”, “Il racconto del Vajont”, da cui la trasmissione televisiva vincitrice di tre premi OSCAR della televisione 1998. Nel 1996 ha vinto il Premio per la regia dell’Associazione Critici Teatrali; nel 2011 il Premio Dioniso per l’innovazione della cultura Classica. È autore e protagonista di “Totem”, trasmesso da RAIDUE nel 1998. Ha condotto su RAIUNO il programma “42° parallelo”. Ha curato la regia di numerose opere liriche. Ha ideato e diretto festival come Torino Spiritualità e grandi eventi come la Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali 2006. È stato regista stabile del Teatro Stabile di Torino, direttore del Teatro Regionale Alessandrino e dei Teatri di Reggio Emilia. Ha diretto i corsi attori e regia della Scuola Paolo Grassi di Milano. Ha diretto il Progetto TAM, Scuola per attori del Palestinian National Theatre a Gerusalemme. Ha curato e pubblicato diverse traduzioni, adattamenti teatrali e saggi, tra cui “AWARENESS, Dieci giorni con Jerzy Grotowski”. Il suo film “Uno scampolo di paradiso” ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Annecy. Ha fondato L’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona. È stato direttore della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. Insegna Istituzioni di regia all’Università Cattolica di Milano.
Roberto Tarasco è esperto musicale, regista, light designer, scenografo, ha curato gli allestimenti per Eugenio Allegri, Natalino Balasso, Alessandro Baricco, Valerio Binasco, Lella Costa, Laura Curino, Alessandro D’avenia, Arnoldo Foa, Valeria Moriconi, Marco Paolini. Collabora stabilmente alla messinscena degli spettacoli e degli eventi di Gabriele Vacis. Ha promosso e diretto spettacoli teatrali, allestimenti lirici, stagioni, festival, trasmissioni radiotelevisive, cerimonie e grandi eventi. Fondatore e direttore organizzativo del Laboratorio Teatro Settimo. Dal 2002 ha periodicamente allestito spettacoli per il Teatro Stabile di Torino. Dal 2001 al 2011 ha collaborato all’ideazione e allo sviluppo del Festival Torino Spiritualità e del Circolo dei lettori di Torino. Dal 2014 è direttore artistico del Teatro Sociale di Valenza. Nel 2017 ha ideato L’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona, nel 2018 il progetto pedagogico Bella Presenza per il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Nel 2024 collabora come musicista con Alessandro Baricco per Abel Concerto.
BIGLIETTI E ABBONAMENTI
I singoli biglietti degli spettacoli saranno in vendita a partire da sabato 6 settembre ore 10.00, presso il botteghino del Teatro e online su questo sito.
Al momento sono in vendita gli abbonamenti… NON PERDERTELI!
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oppure scopri gli ABBONAMENTI DINAMICI!
RECITE
mercoledì, 11 marzo 2026 – ore 20.30 Prosa turno A
giovedì, 12 marzo 2026 – ore 20.30 Prosa turno B
PREZZI
Platea – Palchi 28€ più prev.
IV Galleria parapetto 21€ più prev.
IV Galleria rango 15€ più prev.
V Galleria parapetto 18€ più prev.
V Galleria rango 13€ più prev.
Under18 10€
