Play

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Parco Villa Olmo
venerdì, 17 luglio 2009 – ore 21.30

Kataklò Athlethic Dance Theatre

Performers Maria Agatiello, Elisa Bazzocchi, Paolo Benedetti
Eleonora Di Vita, Leonardo Fumarola, Serena Rampon
Marco Ticli, Marco Zanotti

Ideazione e regia Giulia Staccioli
Coreografie Giulia Staccioli

in collaborazione con
Jessica Gandini

Musiche originali Ajad
Costumi Sara Costantini
Disegno luci Andrea Mostachetti

Produzione Ka

 

PLAY. Discipline sportive, libere dalla competizione tra ironia e poesia
Lungo una linea immaginaria di corpo e mente, Play dà una scossa all’anima. Ha la capacità di fagocitare lo spettatore in un incantesimo. Ipnotico. Immaginario. Come certe fiabe. Una corsa irrompe in scena, ruba il silenzio, il buio e il tempo diventano puro ritmo. Intuizioni geniali alludono al mondo acquatico di creature fantastiche che guizzano come sirene immerse in atmosfere lunari. Senza passi falsi due ballerine si fronteggiano. Un duello in punta di fioretto pronto a tirare una stoccata. Cartoline di sport da luoghi ed epoche lontani. Le forze in gioco esaltano una ballata beffardamente drammatica. Le coreografie orchestrano scenari inaspettatamente comici ma anche poeticamente evocativi. Gli artisti in scena giocano a costruire storie. Azioni e ambientazioni sono istantanee sotto l’effetto di ripresa e montaggio. Affascina la rilettura arguta di oggetti d’uso comune: bastoni, palloni, biciclette, occhiali e scarponi da sci. L’ordine delle cose si perde e si ricrea. Una porta da calcio, che incornicia l’azione divertente di un arbitro bizzarro, è l’attrezzo di aggancio per un portiere sospeso a testa in giù.
Con Play, dichiaratamente e senza perdere di vista il passato, si insinua una vena artistica che apre a una stagione inedita, maggiormente volta alla ricerca teatrale. Storie di sport. Visioni e variazioni capaci di cogliere nuove sfumature di discipline finalmente libere dalla tensione della competizione. Uno spettacolo a quadri, un’entusiasmante alchimia tra l’energia dirompente del gesto atletico e l’armoniosa intensità della danza. Sono rievocazioni di un passato che ha mantenuto tutta la sua freschezza e la sua forza. Finestre spalancate su di un presente affascinante e sorprendente. L’ironia che traspare è a tratti irriverente ma sempre vivace e accattivante. Il tutto è visto, vissuto e reinterpretato con un tratto coreografico nuovo, non facilmente classificabile.

GIULIA STACCIOLI Coreografa
Coreografa e regista, fonda nel 1995 la compagnia di teatro-danza Kataklò Athletic Dance Theatre e da allora ne è direttore artistico. Campionessa di ginnastica ritmica (Los Angeles ‘84 e Seoul ‘88), terminata l’attività agonistica, si sposta a New York per studiare agli Alvin Ailey Studios e afferma le sue qualità di interprete entrando nella compagnia americana Momix dove sperimenta e cresce per tre anni sotto la guida di Moses Pendleton.
Attraverso questa esperienza, inizia a delineare il progetto Kataklò sviluppando fin dall’inizio un tratto coreografico assolutamente peculiare, basato sullo studio approfondito del gesto e del linguaggio corporeo in tutte le sue forme. Delinea quindi un nuovo approccio a quello che viene internazionalmente definito physical theatre, ottenendo ampi riconoscimenti di pubblico e di critica. Per l’attività artistica svolta riceve premi prestigiosi e viene spesso chiamata a collaborare in eventi di enorme rilievo. Per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, progetta appositamente l’imponente struttura dei cinque cerchi, icona dei giochi e omaggio allo spirito olimpico. Nel giugno 2007, in occasione del 60° anniversario dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) crea la coreografia Luci e ombre, eseguita sulla parete del Palazzo dei Normanni, alla presenza del Presidente Napolitano.

La sua creatività è la spinta propulsiva di Kataklò, compagnia stabile e indipendente che da oltre dieci anni si esibisce con successo. Una risposta alle grandi produzioni, un’alternativa che dimostra come in Italia esista una realtà legata alla danza che con spettacoli autoprodotti riempie i teatri di tutto il mondo.

KATAKLÒ
Lo stile di Kataklò si basa sin dagli esordi sull’alta preparazione atletica, oltre che su una notevole tecnica di danza, di tutti gli interpreti. Per entrare a pieno titolo in compagnia è necessario avere doti di versatilità e seguire un impegnativo training che può durare da sei mesi a un anno. Il percorso di studio e le prove dei danzatori del cast hanno luogo ogni giorno, dalle sei alle otto ore, in un ampio spazio alle porte di Milano. Il processo creativo di Giulia Staccioli, assistita dal 2006 da Jessica Gandini sia nella direzione artistica che nello sviluppo dell’ideazione coreografica, si basa sulla guida dei danzatori in un percorso di partecipazione attiva alla realizzazione della coreografia. Lo sviluppo dell’idea artistica avviene attraverso intere sessioni e periodi di improvvisazione, sollecitando la capacità di sperimentare e d’inventare di ogni performer.
Kataklò è un work in progress che genera sempre idee innovative e collaborazioni stimolanti. Una direzione artistica di enorme esperienza, un cast fisso di ballerini professionisti, i tecnici specializzati, la produzione, i collaboratori esterni: un gruppo affiatato e unito con lo scopo di fare spettacolo, con arte. Una filosofia di vita.
La compagnia Kataklò è internazionalmente riconosciuta per l’alto valore artistico e per la sorprendente spettacolarità delle sue produzioni. Oggi ha in repertorio cinque produzioni originali rappresentate in tutto il mondo: Indiscipline (1996), Kataklopolis (1999), Up (2002), Livingston (2005), Play (2008). A una consolidata esperienza nella creazione di eventi speciali si aggiungono le partecipazioni a prestigiose ricorrenze sportive e culturali e a trasmissioni televisive. Fra le importanti manifestazioni in cui la compagnia si è esibita: le Olimpiadi di Sydney (2000), la rappresentazione di fronte a Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro per la XVIII giornata mondiale della gioventù (2003), la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Torino 2006, il Fringe Festival di Edimburgo (2006 e 2009), il Capodanno di Hong Kong (2007), il 60° anniversario dell’ARS (2007). Nel 2008 hanno partecipato con lo spettacolo Play alle Olimpiadi della Cultura a Pechino, in rappresentanza dell’Italia su invito del Ministero della Cultura cinese e del Comitato olimpico di Beijing, con l’alto patrocinio del Ministero per gli Affari esteri, dell’Istituto italiano di cultura e dell’Ambasciata italiana.