Dramma lirico in quattro parti. Musica di Giuseppe Verdi. Libretto di Temistocle Solera dal dramma di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornue.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842
Direttore Valerio Galli
Regia Federico Grazzini
Scene e costumi Anna Bonomelli
Light designer Giuseppe di Iorio
Assistente regia Anna Laura Miszerak
Assistente costumi Angelica Forni
Assistente light designer e datore luci Luca Asioli
Maestro del Coro Diego Maccagnola
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Coproduzione Teatri di OperaLombardia, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Azienda Teatro del Giglio di Lucca
Nuovo allestimento
Il Teatro Sociale di Como conclude l’anno con uno dei capisaldi del grande repertorio italiano: Nabucco di Giuseppe Verdi, in scena venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 20.00 e domenica 14 dicembre 2025 alle ore 15.30.
Questa produzione che ha come teatro capofila il Teatro Ponchielli di Cremona, vede il doppio ritorno a Como del regista Federico Grazzini e del M° Valerio Galli, che tornerà sul podio del Teatro Sociale di Como dopo tre anni dalla sua ultima collaborazione con OperaLombardia, oltre a quello del tanto apprezzato Angelo Veccia nel ruolo del protagonista.
Nabucco è l’opera che consacrò al successo un giovane Giuseppe Verdi: alla prima alla Scala il 9 marzo 1842 si registrò uno dei rari casi in cui un giovane compositore, praticamente sconosciuto, fu portato al trionfo dal pubblico. Nei giorni successivi, per le strade di Milano la gente cantava Va, pensiero e Gli arredi festivi, al punto che l’opera rimase in cartellone per 57 repliche in un’unica stagione, un record per l’epoca.
Ancora oggi questo titolo resta un banco di prova importante per i soprani drammatici di coloratura che – soprattutto nel ruolo di Abigaille, qui interpretata da Kristina Kolar – si trovano di fronte a passi impervi e difficoltà vocali di grande rilievo.
Il nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con i Teatri di OperaLombardia, la Fondazione Teatro Comunale di Modena, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e l’Azienda Teatro del Giglio di Lucca, porta la firma alla regia di Federico Grazzini, le scene e i costumi sono curati da Anna Bonomelli, il light designer è Giuseppe di Iorio.
Il regista Federico Grazzini propone un Nabucco che si muove tra realismo e simbolismo, mettendo al centro il conflitto eterno tra oppressione e libertà. L’opera diventa una parabola contemporanea, in cui Babilonia è uno spazio distopico e decaduto e gli Ebrei rappresentano la memoria e la resistenza. Al cuore della visione c’è il percorso di trasformazione di Nabucco, che rinuncia alla violenza per abbracciare la compassione.
Insieme a Veccia e Kolar, completano il cast Riccardo Zanellato (12/12) e Peter Martinčič (14/12) che si alterneranno nel ruolo di Zaccaria, Marco Miglietta (Ismaele), Mara Gaudenzi (Fenena), Saverio Pugliese (Abdallo), Greta Doveri (Anna) e Alberto Comes (Gran Sacerdote di Belo).
Sala Bianca
domenica, 7 dicembre 2025 – ore 11.00
Aspettando… Nabucco
A cura di Fabio Sartorelli
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L’OPERA ACCESSIBILE CON IL PROGETTO OPEN E IL SISTEMA MOBILE CONNECT DI SENNHEISER
OPEN è il progetto dedicato a persone con disabilità sensoriali (cieche e sorde) – ideato dalla Fondazione del Teatro Grande nel 2017 – che da alcuni anni coinvolge anche il Teatro Sociale di Como e il Teatro Ponchielli di Cremona. La condivisione di questa importante iniziativa nel Circuito OperaLombardia permetterà di fruire in una maniera unica dell’opera Nabucco di domenica 14 dicembre alle ore 15.30.
Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 13.30 da un percorso multisensoriale tematico alla scoperta del dietro le quinte e dei segreti dello spettacolo, che sarà accompagnato dal servizio di audio introduzione e audio descrizione e dai sovratitoli dal vivo in lingua italiana. Inoltre, verrà condiviso un video inclusivo, con voce narrante e audiodescrizione, di presentazione e introduzione allo spettacolo. Per le persone sorde è previsto il servizio di interpretazione in LIS, se richiesto.
Inoltre, grazie al progetto “Comunicare senza Barriere” Regione Lombardia 2023/24 promosso dall’associazione Alfa Associazione Lombarda famiglie audiolesi APS, da quest’anno il pubblico potrà avvalersi del sistema Mobile Connect di Sennheiser durante alcune rappresentazioni. Attraverso una semplice app installata gratuitamente su dispositivo mobile, gli spettatori ipoudenti hanno la possibilità di modulare in autonomia le frequenze del suono sintonizzandole in base alle proprie capacità uditive: l’ascolto assistito avviene con cuffie a padiglione, ma il sistema può anche collegarsi a impianti cocleari di nuova generazione.
Per info e prenotazioni accessibilita@aslico.org
venerdì, 12 dicembre 2025 – ore 20.00 Opera turno A
domenica, 14 dicembre 2025 – ore 15.30 Opera turno B
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti. Musica di Giuseppe Verdi. Libretto di Temistocle Solera dal dramma di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornue.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842
Nabucco Angelo Veccia
Abigaille Kristina Kolar
Zaccaria Riccardo Zanellato (12/12), Peter Martinčič (14/12)
Ismaele Marco Miglietta
Fenena Mara Gaudenzi
Abdallo Saverio Pugliese
Anna Greta Doveri
Il Gran Sacerdote di Belo Alberto Comes
Dirttore
Valerio Galli
Regia
Federico Grazzini
Scene e costumi Anna Bonomelli
Light designer Giuseppe di Iorio
Assistente regia Anna Laura Miszerak
Assistente costumi Angelica Forni
Assistente light designer e datore luci Luca Asioli
Maestro del Coro Diego Maccagnola
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Coproduzione Teatri di OperaLombardia, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Azienda Teatro del Giglio di Lucca
Nuovo allestimento
NOTE DI REGIA
di Federico Grazzini Regista
La vicenda di Nabucco si muove tra realismo e simbolismo, esplorando il conflitto tra potere e libertà, odio e amore, disumanità e compassione, incarnato nell’opposizione tra due divinità: Belo, simbolo di guerra e dominio, e Yahweh, emblema di giustizia e speranza. La nostra interpretazione drammaturgica accentua la netta divisione tra Babilonesi, oppressori spietati, ed Ebrei, incarnazione della resistenza all’oppressione e custodi della memoria storica.
L’opera di Verdi racconta il percorso di trasformazione di Nabucco, da tiranno crudele a uomo consapevole. Nella nostra versione il fulmine che lo sconvolge non è più un segno divino, ma l’esito di un atto violento di Abigaille, la figlia adottiva, che lo colpisce in testa accecata dalla sete di potere, conducendolo alla follia. Questa crisi lo spinge a un percorso interiore che, attraverso la perdita e la sofferenza, lo porta a rifiutare la violenza e ad abbracciare la compassione. La distruzione dell’idolo di Belo diventa così un atto di rinuncia al potere oppressivo.
I personaggi si muovono in un intreccio di contrasti: Nabucco, inizialmente dominato dall’ambizione, giunge alla consapevolezza dell’orrore da lui generato; Abigaille, spietata e determinata, incarna il lato oscuro del potere, fino all’autodistruzione; Fenena, simbolo di amore e redenzione, diventa il catalizzatore del cambiamento del padre. Gli Ebrei rappresentano la speranza per un futuro rinnovato di pace, mentre i Babilonesi simboleggiano l’arroganza e la distruzione cieca.
Nel climax finale, Nabucco scaglia la propria arma e invita i suoi uomini a fare lo stesso, sancendo la sua definitiva rinuncia alla guerra in favore della giustizia divina. L’opera offre così un’immagine moderna dell’uomo contemporaneo, disposto a sacrificare tutto per le proprie ambizioni, ma inevitabilmente costretto a confrontarsi con se stesso e le proprie paure per rinnovarsi.
L’ambientazione trae ispirazione dalla profezia biblica di Isaia, che descrive Babilonia come una città caduta, ridotta a rovina e abitata solo da creature notturne e selvatiche: “Le fiere dei deserti avranno in Babilonia la loro stanza insieme coi gufi, e l’ulule vi dimoreranno”. Questa visione apocalittica diventa il fulcro della nostra interpretazione scenica: uno spazio desolato e claustrofobico, simbolo della decadenza umana e del conflitto eterno tra oppressori e oppressi.
I Babilonesi non rappresentano un popolo specifico, ma la brutalità mascherata da civiltà, una società che, sotto la patina del progresso tecnico, cela violenza e disumanizzazione. Sono l’apice della razionalità degenerata in mostruosità, incarnano il potere assoluto e l’annullamento dell’individualità, evocando un mondo dominato dal controllo e dalla sorveglianza. I loro costumi, rigidi e ispirati a un immaginario distopico, sottolineano questa caratterizzazione. Al contrario, gli Ebrei simboleggiano la resilienza e la speranza, con una rappresentazione visiva più organica: abiti terrosi e logori che evocano il loro legame con la terra e la spiritualità, simbolo della loro capacità di resistere e risorgere dalle ceneri della distruzione.
La scenografia riflette questa dualità: da luogo sacro e vibrante di spiritualità a prigione spoglia e opprimente, specchio della degradazione imposta dal potere. L’idolo di Belo, freddo e imponente, simboleggia il dominio assoluto, destinato a sgretolarsi di fronte alla consapevolezza raggiunta da Nabucco. Lo spazio scenico evolve, mescolando elementi arcaici e contemporanei per creare un’atmosfera atemporale e universale, specchio della parabola interiore del protagonista. La luce ha un valore fondamentale in questa rappresentazione simbolica. Una luce capace di creare atmosfere di terrore attraverso la freddezza dei neon ma anche la magnificenza dell’animo umano attraverso toni più caldi e l’utilizzo in scena di fuochi e fiaccole.
I costumi mescolano epoche diverse, fondendo passato e futuro. Gli Ebrei incarnano il dolore e la resistenza, mentre i Babilonesi rappresentano la macchina oppressiva, privi di umanità e mossi solo dalla sete di potere. Le armature e le uniformi degli oppressori evocano un dominio meccanico e spietato, mentre gli abiti degli Ebrei suggeriscono una connessione più autentica con la natura e la spiritualità.
L’estetica dello spettacolo combina passato e futuro, enfatizzando l’universalità del messaggio dell’opera. Nabucco diventa così una favola moderna che esplora i temi universali della lotta per la libertà e la ricerca di redenzione, diventando uno specchio per la società contemporanea. Il pubblico è invitato a riconoscere nella vicenda non solo un racconto biblico, ma un’allegoria senza tempo, in cui si riflettono le inquietudini dell’umanità di oggi.
NOTE MUSICALI
di Valerio Galli Direttore d’orchestra
È curioso come questo Nabucco, titolo che fino adesso ho affrontato una sola volta nella mia carriera, venga subito dopo la mia ultima esperienza – verdiana anch’essa – che è stata Falstaff ad Amburgo lo scorso ottobre e si può dire che si tratti dei due estremi della produzione di Verdi, lasciando idealmente Oberto, conte di San Bonifacio e Un giorno di regno in un limbo compositivo antecedente a quella che fu una vera e propria rivoluzione della sua vita privata ma anche artistica, che ebbe ritmo serratissimo nei prolifici ‘anni di galera’ che seguirono.
Questo capolavoro di costruzione musicale-drammaturgica resta una summa di tutto il repertorio ‘belcantista’ che l’Italia aveva prodotto fino a quel momento; in Nabucco sono condensati, con straordinaria abilità creativa, tutti gli stilemi che Rossini, Bellini e Donizetti – tra i molti – avevano portato alla maturazione più completa e da cui c’era la necessità di cominciare a trarre una lezione per procedere avanti. Ecco dunque che Verdi non rinuncia alla sinfonia d’apertura, ai grandi cori («Gli arredi festivi» e «Va’ pensiero» su tutti) e alle tradizionali scene tripartite (recitativo-aria-cabaletta) per Nabucco, Abigaille e Zaccaria ma, al contempo, trovano spazio idee innovative come la ‘Preghiera’ di Zaccaria («Vieni o Levita» atto II, sc.VI) o il finale ultimo dove Abigaille non ha, come era consuetudine per i ruoli da soprano in situazioni drammaturgiche simili e come di conseguenza ci si aspetterebbe, una scena di pazzia concepita canonicamente con pieno sfogo dei mezzi vocali ma un cantabile dove implora perdono, morendo avvelenata quasi senza terminare il suo canto. Anche il finale II presenta una struttura dove l’impianto tipico dei concertati viene rivisto donandogli una forza drammaturgica inedita, quasi spezzando l’azione musicale canonica e ricomponendola più frammentata per donarle un effetto dirompente.
Le vocalità dell’opera sono, almeno per quanto riguarda i tre principali protagonisti Nabucco, Abigaille e Zaccaria, assai onerose da sostenere; penso in particolare al soprano, cui è richiesta un’estensione ‘di forza’ su tutta la gamma anche con salti di due ottave scritti da Verdi e da realizzarsi con pieno impiego del corpo vocale, o al basso la cui scrittura rasenta spesso quella baritonale per l’altezza costante della tessitura.
Nabucco, terza opera di Verdi, segna dunque, forse anche per tutte queste novità, il suo primo vero trionfo internazionale e questo mi porta a collegarlo idealmente ad un’altra ‘terza opera’ che fu Manon Lescaut di Puccini, nata anch’essa nell’anno di Falstaff; per entrambi i compositori quel terzo titolo era decisivo, era quello che li avrebbe portati alla fama se fosse andato bene, com’è stato, o che li avrebbe fatti finire nel dimenticatoio se avesse fatto fiasco.
Oggi affrontare ancora Nabucco conoscendo la storia di Verdi, dopo aver diretto molti degli altri suoi lavori, mi riporta alle origini del suo genio e posso guardarlo, studiarlo e interpretarlo con una conoscenza approfondita della sua personalità musicale.
BIOGRAFIE
Valerio Galli, Direttore
Valerio Galli ha diretto Il Trovatore e Don Carlos (versione francese) a Stoccarda, Tosca a Berlino, Cavalleria Rusticana/Pagliacci e Rigoletto a Toulon (dove ha ricoperto il ruolo di direttore principale), Carmen a St. Margarethen, La Bohème a Macerata.
Tra suoi impegni, ricordiamo Messa da Requiem a Klagenfurt, Tosca a Berlino, Nabucco a Sanxay, Manon Lescaut a Torre del Lago, Falstaff ad Amburgo.
Fra i più apprezzati direttori della sua generazione, Valerio Galli ha debuttato nel 2007 dirigendo Tosca al Festival Puccini, affermandosi fin da subito nel repertorio tardo romantico e verista. Diplomato in pianoforte e composizione, riceve il 42° Premio Puccini ed è considerato uno specialista del compositore, del quale ha diretto Le Villi, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly (anche nella versione Brescia 1904), La Rondine, La Fanciulla del West, Il Trittico e Turandot.
Si è esibito nelle maggiori istituzioni italiane (San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Regio di Parma, Carlo Felice di Genova, Arena di Verona, Verdi di Trieste, Massimo di Palermo, Comunale di Bologna, Municipale di Piacenza, Opera Lombardia, Massimo di Catania) e in importanti palcoscenici internazionali fra i quali Deutsche Oper di Berlino, Staatsoper di Stoccarda, Concertgebouw di Amsterdam (Rapsodia Satanica di Mascagni), Korea National Opera di Seoul, Detroit Opera, San Diego Opera.
Fra le altre opere dirette ricordiamo Faust e L’Heure espagnole; tra i titoli verdiani Attila, Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata, Un Ballo in maschera, Aida, La Forza del destino, Don Carlo e molti lavori del repertorio verista (Adriana Lecouvreur, Fedora, Cavalleria Rusticana, L’Amico Fritz, Zanetto, Sì, Pagliacci).
Ha registrato per Decca La Forza del destino (CD); per l’etichetta Dynamic, in occasione delle produzioni dirette al Maggio Musicale Fiorentino, sono usciti Cavalleria Rusticana, Pagliacci, Un Mari à la porte e Il Trittico. E, ancora, Fedora (Dynamic, Teatro Carlo Felice Genova) e La Bohème (RaiCom, Festival Puccini) con Daniela Dessì, Carmen (ORF) e Tosca (Dynamic).
Federico Grazzini, Regia
Nato a Firenze nel 1982, inizia a studiare teatro prima come attore e poi come regista, debuttando al Teatro Puccini di Firenze con La casa di Asterione di J.L.Borges nel 2004.
Si diploma nel 2008 presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, dirigendo Expoi, in scena per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano.
Dal 2004 cura la regia e le luci di numerose produzioni teatrali e operistiche in Italia e all’estero (Irlanda, Belgio, Francia, Germania, Corea del Sud, Giappone). Dal 2019 collabora come regista e docente di recitazione con la prestigiosa Accademia Solti, patrocinata dalla Fondazione Rolex.
Tra le sue regie: Carmina Burana di C. Orff al Teatro Dal Verme di Milano (2008), Hansel e Gretel di E. Humperdinck e Rigoletto di G. Verdi al Teatro Sociale di Como (2009), Gianni di Parigi di G. Donizetti al Festival della Val d’Itria di Martinafranca (2010) e Wexford Opera Festival (2011), Little Sweep di B. Britten al Teatro Regio di Torino (2013) e Der Fliegende Holländer di R. Wagner al Teatro Ponchielli di Cremona (2013), Pagliacci di R. Leoncavallo e Gianni Schicchi di G. Puccini al Teatro Regio di Parma (2014), Turandot di Puccini all’Opéra de Nice – Cote d’Azur (2014) e Hansel et Gretel di E. Humperdinck all’Opéra de Rouen – Haute Normandie (2014), Rigoletto di G.Verdi al Macerata Opera Festival (2015), Il barbiere di Siviglia di G. Rossini all’Opéra de Nice – Cote d’Azur (2016), Nabucco di G.Verdi al Teatro dell’Opera di Roma – Caracalla Festival (2016), Pagliacci di R. Leoncavallo e Il tabarro di G. Puccini alla Korea National Opera di Seoul (2017), Roméo et Juliette di C. Gounod a Erfurt Teatro in Germania (2017), Fammi udire la tua voce di A. Guarnieri al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto (2017), Il barbiere di Siviglia di G. Rossini al Teatro Comunale di Bologna (2019-2021) e tournée nei più importanti Teatri Lirici del Giappone (2019).
Nel 2022 è il vincitore del Concorso Internazionale di Regia Lirica presso l’Opera Nazionale Lituana, dove dirigerà Les Contes d’Hoffmann di J. Offenbach nel 2024.
Angelo Veccia
Nato a Roma, ha studiato all’Accademia di Santa Cecilia e, dopo aver vinto il Concorso Battistini nel 1983 e nel 1984, si è perfezionato presso la prestigiosa Juilliard School di New York. Dopo il debutto come basso, ha debutto come baritono nel ruolo di Silvio ne I Pagliacci nel 1988. Si è poi esibito nei maggiori teatri italiani come Teatro alla Scala di Milano (Iphigénie en Tauride diretta da R. Muti, Madama Butterfly diretta da R. Chailly, Lucia di Lammermoor, L’Assassinio nella cattedrale, Gianni Schicchi, Teneke di F. Vacchi, Adriana Lecouvreur, Turandot), Arena di Verona (La Bohème, Pagliacci), Bologna (Madama Butterfly, Macbeth, Tosca, La Traviata), Roma (Il barbiere di Siviglia, Amica, Il Trovatore), Firenze (Turandot, diretta da Z.Mehta, Il barbiere di Siviglia), Napoli (La Bohème, Tosca, Cavalleria rusticana), Venezia (La Bohème, L’Africaine, Tosca), Cagliari (Aida, Tosca, Macbeth), Trieste (Ernani, La Traviata, Macbeth, Tosca), Torino (La Traviata, Oedipus Rex, Cavalleria rusticana) e Genova (Tosca, Aida).
Ha cantato anche in teatri internazionali come Deutsche Oper Berlin, Bayerische Staatsoper, Dresda, Dusseldorf, Las Palmas, Lione, Bruxelles, Nederlande Oper, Zurigo, San Gallo, Savonlinna, Aix-en-Provence, Monte Carlo, San Paolo e Tokyo.
Gli impegni recenti e futuri di Angelo Veccia includono Macbeth nel circuito di Opera Lombardia, Palla De’ Mozzi di G. Marinuzzi al Teatro Lirico di Cagliari), Germont/La Traviata al Trieste, Jago/Otello al Teatro Comunale di Bologna, e il suo debutto come Barnaba/La Gioconda a Verona e nel circuito di Opera Lombardia.
Ha collaborato, tra gli altri, con direttori d’orchestra quali A. Battistoni, G. Bisanti, S. Byckov, R. Chailly, A. Fischer, D. Gatti, V. Gergiev, Z. Mehta, R. Muti, D. Oren, N. Santi, G. Sinopoli, M. Viotti e, tra i direttori, de Ana, G. Montaldo L. Ronconi, B. Wilson e Z. Yimou
Kristina Kolar
ha studiato canto all’Accademia di Zagabria nella classe della prof. Ljiljana Molnar-Talajić, e si è diplomata nella classe della prof. Zdenka Žabčić-Hesky.
Dal 1997 è stabile al Teatro Nazionale Croato “Ivan pl. Zajc” a Fiume/Rijeka dove attualmente ricopre il ruolo di prima donna dell’Opera.
Tra i titoli principali del suo repertorio: Macbeth, Nabucco, Aida, Tosca, Manon Lescaut, Turandot, Norma, Cavalleria rusticana, Andrea Chénier, La Gioconda, Don Giovanni. Trai titoli che l’hanno vista protagonista troviamo: Nabucco (Abigaille) a Praga e Trieste, Macbeth (Lady Macbeth) a Poznan, Aida all’Arena di Pola, Turandot al Verdi di Trieste, Tosca a Fiume, Nabucco (Abigaille) a Praga, Tosca a Trieste, Udine e Zagabria, Abigaille in Nabucco dell’Opera di Zagabria e Turandot a Trieste. È ospite stabile in molti teatri d’ Opera all’estero (Giappone, Finlandia, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Slovenia). In attività concertistica appare come solista in oratori, messe e requiem di Verdi, Pergolesi, Mahler, Mozart, Beethowen, Rossini, Kolb e altri. Ha lavorato con direttori d’orchestra come N. Bareza, L. Voltolini,V. Matvejeff, H. Griffins, S. Dinić, G. Chmura, P. Dešpalj, F. Rosa, A. Allemandi, M. i R. Homen, I. Švara, I. Repušić, T. Bilić, T. Boganyi, E. de Nadai, A. Bjelinski, T. Fačini ,I.Vlajnic,S.Borisov, N. Matošević. Ha inoltre lavorato con orchestre come le Filarmoniche di Rijeka e Zagreb, l’orchestra sinfonica della Televisione Nazionale Croata, la filarmonica Panonica, Jyvaskyla sinfonici.
É vincitrice del premio “Milka Trnina” per il ruolo di Santuzza, del premio dei teatri della Croazia per il ruolo di Mettela. Due volte ha vinto il premio “Štefanija Lenković” del Teatro Nazionale Croato di Fiume “Ivan pl. Zajc” per il miglior ruolo femminile della stagione operistica: nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014 per il ruolo di Aida, e nella stagione 2014/2015 per il ruolo di Donna Elvira. Nel 2017 é stata premiata dal Teatro Nazionale Croato di Zagabria come migliore ruolo femminile nella stagione operistica per Manon Lescaut.
Peter Martinčič
Il basso Peter Martinčič ha iniziato lo studio del canto a Lubiana con i professori Edita Garčevič – Koželj e Marjan Trček, per poi iscriversi all’Accademia di Musica di Lubiana, dove ha studiato e si è laureato con lode con il professor Matjaž Robavs. Dal 2011 è membro permanente del Ljubljana Opera Ensemble e dal 2015 solista distinto dell’SNG Opera in balet Ljubljana (Teatro Nazionale Sloveno dell’Opera e del Balletto di Lubiana).
Come solista d’opera distinto vanta numerosi riconoscimenti in vari concorsi canori. Ha ricevuto una menzione d’oro al Concorso statale sloveno TEMSIG nel 2004, nonché una menzione d’oro e il primo premio nella categoria più alta nel 2010. È stato anche finalista del Concorso internazionale di cantanti lirici Ondina Otta nel 2010. Nel 2011 ha ricevuto il premio per la migliore interpretazione di canzone obbligatoria e il premio del Festival di Cracovia.
Nella stagione 2011/12 è apparso come cantante ospite alla Royal Opera di Versailles e all’Opéra Comique di Parigi nella produzione dell’opera barocca Amadis de Gaule di J. C. Bach. Nel 2013 si è esibito al Dubrovnik Summer Festival, dove ha cantato Don Alfonso in Così fan tutte. Nel 2015 è apparso al Regensburg Festival in Germania nel ruolo di Colline ne La bohème. È stato anche cantante ospite alla City Opera di Breslavia, in Polonia, dove ha cantato Ferrando ne Il Torvatore. Nella stagione 2016/17 è apparso in due nuovi ruoli: Alidoro (La Cenerentola) e Don Fernando (Fidelio).
I suoi principali impegni recenti a Lubiana tra il 2018 e il 2022 includono: Lindorf, Coppelius, Miracle e Dapertutto in Les contes d’Hoffmann, Leporello in Don Giovanni, Banco in Macbeth, Mephistopheles in Faust, Conte di Walter in Luisa Miller, Alidoro in La Cenerentola.
Tra i ruoli primi del suo repertorio: Figaro (Le nozze di Figaro), Sarastro (Die Zauberflöte), Don Alfonso (Così fan tutte), Zaccaria e Sacerdote di Belo (Nabucco), Sparafucile (Rigoletto), Colline (La bohème), Daland (Der fliegende Holländer), Don Basilio (Il barbiere di Siviglia), Escamillo e Zuniga (Carmen), Lodovico (Otello), Tom (Un ballo in maschera), Štrukelj, L’oste (L’usignolo della Gorenjska), La Haine, Il fantasma di Ardan Camil (Amadis de Gaule), Petruccio (Maschere nere), Il re, Il bandito (Il pastore).
Marco Miglietta
Tenore leccese, dopo il diploma conseguito all’Istituto R. Franci di Siena, nel 2012 ha preso parte alla masterclass dell’Accademia Musicale Chigiana con il soprano Raina Kabaivanska e nel 2013, ha frequentato l’Opera Studio dell’Accademia Santa Cecilia tenuta dal soprano Renata Scotto. Negli ultimi anni ha studiato con il tenore Walter Fraccaro e Piero Visconti. Nel novembre 2013, ha debuttato in Un Giorno di Regno di G. Verdi al Reate Festival di Rieti, registrata e distribuita dalla Tactus Records. Nel corso degli anni ha cantato per l’Accademia Santa Cecilia, Accademia Musicale Chigiana, al Musikverein di Vienna e numerosi concerti per la Fondazione Luciano Pavarotti di cui fa parte dal 2014. Ha cantato il ruolo di Rinuccio in Gianni Schicchi con l’orchestra LaVerdi di Milano, ha cantato nell’opera Il Cappello di Paglia di Firenze al Teatro Petruzzelli di Bari. Nel 2015 si è esibito nell’opera La Rondine di G. Puccini al Teatro Alighieri di Ravenna ed è stato protagonista nell’opera contemporanea Milo, Maya e il Giro del Mondo (ed. Ricordi) rappresentata, con 57 repliche, in importanti teatri italiani. Si è esibito ad EXPO Milano 2015, nell’evento inaugurale del padiglione della Cina. Nel 2016 ha cantato nell’operetta La Vedova Allegra per i teatri di Lucca, Pisa, Livorno e ha debuttato il ruolo di Rodolfo ne La Bohème al Teatro Sociale di Como nell’ambito del progetto OperaIt Aslico, con repliche in diversi Teatri italiani. Sempre nel 2016, ha cantato il ruolo principale del Principe nell’opera contemporanea La Cenerentola di C. Carrara, in prima esecuzione assoluta al Teatro Petruzzelli di Bari, dove ha cantato anche ne La Gazza Ladra per l’apertura di Stagione 2016/17. Nel 2020, l’importante debutto nel ruolo di Cavaradossi in Tosca al Cairo Opera House, Die Zauberflöte al San Carlo di Napoli, in AsLiCo e allo Sferisterio di Macerata, Il Cappello di Paglia di Firenze e Nabucco nel ruolo di Ismaele al Teatro di San Carlo di Napoli, La Traviata e Madama Butterfly nel ruolo di Pinkerton al Teatro Petruzzelli di Bari, Camille de Rossillon ne La Vedova Allegra al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’Otello di G. Verdi al Luglio Musicale Trapanese. Nel 2021, ha cantato Pong nella Turandot al festival Puccini di Torre del Lago, Camille ne La Vedova Allegra per la stagione lirica dell’Ente Concerti De Carolis Sassari e ne La fanciulla del west nel circuito Opera Lombardia. Nel 2022, è ritornato al Teatro del Cairo Opera House per cantare il ruolo di Rodolfo ne La Bohème; ha cantato il ruolo principale de Il Padre nell’opera contemporanea La Notte di San Nicola di N. Campogrande al Teatro Petruzzelli di Bari, Cassio nell’Otello di Verdi al Teatro Comunale di Bologna, La Traviata al teatro di San Carlo di Napoli ed è ritornato nel circuito Lirico Lombardo cantando in Napoli Milionaria di. Rota. Il 2023, lo vede impegnato nell’opera di Mascagni Le Maschere, al teatro Goldoni di Livorno, ne Il Tabarro al Teatro dell’ Opera di Roma, in Turandot per il Festival Puccini di Torre del Lago e nel ruolo del titolo Silvano di Mascagni per il Mascagni Festival e teatro Goldoni Livorno e si è esibito nel Nabucco in forma di concerto per il Festival Verdi di Parma.
Ha inaugurato la stagione 23/24 del Teatro dell’Opera di Roma con l’opera Mefistofele di Boito diretto dal M° Mariotti. Nel corso del 2024, ha cantato in Dido and Eneas e Die Sieben Todsunden e in Macbeth al Teatro Comunale di Bologna, Turandot al Teatro Goldoni di Livorno, ed è stato solista nella Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna nel “Te Deum” di Anton Bruckner diretto dal M° Donato Renzetti e cantato il ruolo di Cassio al Teatro dell’ Opera di Roma diretto dal M° Daniel Oren.
Nell’estate del 2024, ha cantato nell’opera Turandot al Caracalla Festival.
Si è esibito in Andrea Chénier di U. Giordano, una coproduzione di diversi teatri italiani (Pisa, Como, Brescia, Pavia, Cremona, Lucca e Rovigo) ed in Lucia di Lammermoor per il Teatro Comunale di Bologna. Ultimamente, ha interpretato il ruolo di Turiddu in cavalleria Rusticana, di Candide nei teatri di Trieste e Bologna, di Cornill Schut in Pittori Fiamminghi al Festival Illica
Prossimamente, interpreterà il ruolo di Turiddu al Sibiu Opera Festiva Romania, con il Teatro Goldoni di Livorno ed Ismaele in Nabucco nel circuito Lirico Lombardo Cremona, Pavia, Brescia, Como e Lucca.
Mara Gaudenzi
Nata a Cattolica, si diploma al Liceo Classico, continua gli studi all’Università di Bologna dove si laurea in Lettere Antiche. Contemporaneamente studia Canto Lirico e consegue la laurea di primo livello; prosegue poi col biennio specialistico al Conservatorio G. Rossini di Pesaro sotto la guida della prof.ssa Agata Bienkowska, laureandosi col massimo dei voti, la lode e menzione d’onore. È stata allieva dell’Accademia R. Celletti di Martina Franca e dell’Accademia Belcanto di Wildbad, entrambe le hanno assegnato due premi come migliore allieva del corso. Ha frequentato il corso di alto perfezionamento dell’Accademia del Teatro alla Scala, sotto la guida della M.a Luciana D’Intino. Partecipa a masterclass con Michele Pertusi, Gregory Kunde, Sara Mingardo, Mariella Devia, Sonia Prina, Claudio Desderi, Bruno de Simone, Stefania Bonfadelli, Filippo Morace, Raùl Gimenez.
È risultata vincitrice al concorso internazionale “Etta e Paolo Limiti” di Milano, al concorso “San Francesco di Paola” al Teatro Rendano di Cosenza, finalista della edizione XLVIII del concorso internazionale “Toti Dal Monte” di Treviso e vincitrice di una borsa di studio al merito come migliore artista italiana.
È stata selezionata per l’opera studio di Tenerife dove ha debuttato il ruolo di Fidalma ne Il Matrimoni Segreto di D. Cimarosa, con repliche al Teatro di Parma e al Teatro Massimo di Palermo. Ha cantato nel festival “Rossini in Wildbad” il ruolo di Enrico nell’opera Elisabetta Regina d’Inghilterra (dir. A. Fogliani, reg. J. Schoenleber), di cui uscirà un disco prodotto da NAXOS.
Ha debuttato col ruolo di Angelina ne ‘La Cenerentola per bambini’ al Teatro alla Scala. In gennaio 2022ha debuttato il ruolo di Angelina ne La Cenerentola di G. Rossini al Teatro Coccia di Novara (dir. A. Fogliani, reg. T. Gargano). Ha cantato il ruolo di Fidalma ne Il Matrimonio Segreto al Teatro alla Scala, con la direzione di Ottavio Dantone e la regia di Irina Brook. Ha debuttato al Festival Donizetti a Bergamo nel ruolo di Agnese dell’opera Chiara e Serafina di G. Donizetti.
Ha eseguito, col ruolo del titolo, la prima mondiale de’ Il Piccolo Principe, con le musiche di Pierangelo Valtinoni, direzione di Vitali Aleksenook e regia di Polly Graham. Ha cantato il ruolo di Dorabella nel Così fan Tutte di W.A. Mozart allo Staatstheater di Mainz (dir. Daniel Montané; reg. Samuel Hogarth).
Ha recentemente cantato il ruolo di Rosina de’ Il Barbiere di Siviglia al Teatro alla Scala di Milano (dir. Evelino Pidò, reg. Leo Muscato), al Teatro Regio di Torino (dir. Diego Fasolis, reg. Pierre Emmanuel Rousseau), teatro Sociale di Rovigo e Alighieri di Ravenna (dir. Giulio Cilona, reg. Luigi De Angelis), e al Gran Théatre de Tours (dir. Clelia Cafiero, reg. Emilie Delbee). Interpreterà di nuovo il ruolo di Angelina ne La Cenerentola di G. Rossini al Theater di Kiel nella prossima stagione.
Saverio Pugliese
Nasce a Cosenza, dove intraprende lo studio del Canto presso il Conservatorio di musica “S.Giacoantonio”. Attualmente si perfeziona con il M° Fernando Cordeiro Opa. Ha frequentato inoltre Master-class con: Luciana Serra; Gloria Banditelli; Tiziana Fabbricini; Alfonso Antoniozzi. Laureato in Lettere Moderne ad indirizzo Critico Letterario, è autore della Nota storico-critica, “La fortezza del disincanto” per l’Opera Brundibar di H. Krasa, Teatro “A.Rendano”, Pubblinovi. Tra le sue ultime produzioni: Le REMENDADO in “Carmen” al Festival di Macerata ed al Teatro Massimo Bellini di Catania, Il Flauto Magico alla ROYAL OPERA HOUSE di MUSCAT direttore Fasolis Regia Livermore, il ruolo di PANG ( ormai veterano ) in TURANDOT al Verdi di Trieste. ruolo di, Spoletta al Giglio di Lucca e Verdi di Pisa , Gastone ne “ La Traviata” al Teatro delle Muse di Ancona , GORO in Madama Butterfly e Un Incredibile Andrea Chenier al Teatro Verdi di Trieste; Gastone ne La Traviata alla ROYAL OPERA HOUSE di MUSCAT insieme a Placido Domingo, ruolo Un Incredibile nell’opera Andrea Chènier al Teatro Massimo Bellini; il ruolo del Terzo Giudeo nella Salome di Strauss al Teatro Regio di Torino; il ruolo del Conte Danilo in Vedova allegra al Teatro Massimo Bellini di Catania; il ruolo de Il Maestro di Ballo nell’opera MANON LESCAUT al Teatro Regio di Torino al Grand Théâtre de Genève nel doppio ruolo Il Lampionaio e Maestro di Ballo; il ruolo di Pang nell’ Opera TURANDOT di G.Puccini presso i seguenti teatri : Teatro Grande di Brescia , Teatri di Como, Pavia, Cremona , Bergamo direttore Carl Goldstein , regia Frigeni ; Teatro Massimo Bellini – direttore A.Pirolli regia Pierluigi Pizzi, Festival Luglio Musicale Trapanese direttore M. Beltrami regia R.Bonajuto, in Cina allestimento del Carlo Felice di Genova; il ruolo de Le Comte Barigoule nell’ Opera CENDRILLON di P. VIARDOT.
Ha interpretato inoltre i seguenti ruoli : Basilio ne Le Nozze di Figaro di W.A.Mozart , Bastiano in Bastian und Bastianne di W.A.Mozart in occasione del Festival Mozartiano della Locride 2006; E’ stato solista nell’ Oster-Oratorium BWV 249 di J.S. Bach. Orfeo nella riduzione per pianoforte e soli dell’Orphée di C.W.Gluck, Arlecchino in Pagliacci di R. Leoncavallo in occasione del Centenario (1909-2009) del Teatro “A.Rendano” della città di Cosenza. Ha debuttato in prima mondiale il ruolo del Lupo/Ausilia in Lupus in Fabula di Raffaele Sargenti, presso il Teatro Sociale di Como, diretto dal M° C. Chamorro, regia C. Leboutte. Ismaele nel Nabucodonosor di G.Verdi per Opera Domani 2011, regia di Silvia Collazuol, diretto dal M° Francesco Pasqualetti, presso il Teatro Sociale di Como, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Regio di Torino, Teatro Olimpico città di Roma; Matteo Borsa in Rigoletto di G.Verdi per la regia di Massimo Gasparon, diretto dal M° Marco Guidarini per la Stagione Lirica 2011 del Circuito Lirico Lombardo (Teatri di Como, Brescia, Cremona, Pavia e Arcimboldi di Milano) e per la direzione del M° G. Bisanti nei Teatri: Pergolesi di Jesi e dell’Aquila di Fermo. Ha debuttato la IX Sinfonia in Re minore Op. 125 (Tenore Solo) di Ludwig Van Beethoven, in occasione del concerto di Chiusura della Stagione Lirica del Teatro “A.Rendano” di Cosenza; Monostatos nel Flauto Magico di W. A. Mozart al Teatro degli Arcimboldi di Milano diretto dal M° Salvatore Percacciulo ed al Teatro dell’Opera di Muscat – Oman. È stato Don Riccardo ne l’Ernani di G.Verdi per la regia di Andrea Cigni e la direzione di Antonio Pirolli . Amedeo nella produzione di Napoli Milionaria di Nino Rota per i Teatri di Lucca, Livorno e Pisa, per la regia di Fabio Sparvoli e la direzione di Matteo Beltrami. Roderigo nell’Otello di G. Verdi, regia Stefano de Luca e direzione di Giampaolo Bisanti per i Teatri del Circuito Lombardo (Como, Cremona, Pavia, Brescia) e Gli Arcimboldi di Milano. Gerardo nel Gianni Schicchi di G. Puccini, Goro nella Madame Butterfly di G. Puccini presso il Teatro Grande di Brescia, per la regia di Giulio Ciabatti e la direzione di Giampaolo Bisanti. Svolge da anni una intensa attività concertistica nell’ambito sinfonico e cameristico che lo ha visto anche interprete di brani tratti dalla tradizione antica a quella lideristica sino a quella vocale da “camera” italiana. In qualità di tenore solista ha debuttato nel 2015 il Requiem di Mozart, diretto dal Maestro Cem MANSUR, per la 55a edizione della Settimana Internazionale della Musica Sacra presso la Fondazione Orchestra SInfonica Siciliana dove ha inoltre eseguito in qualità di tenore solista la Nona Sinfonia di Beethoven direttore Günter Neuhold
È inoltre laureato in Lettere Moderne ad indirizzo Critico Letterario ed è autore della Nota storico-critica, “La fortezza del disincanto” per l’Opera Brundibar di H. Krasa, Teatro “A.Rendano”, Pubblinovi; Cosenza, Febbraio 2004.
Greta Doveri
Nata a Barga nel 2000, Greta Doveri si diploma al Liceo Musicale A. Passaglia di Lucca. Successivamente, viene ammessa al triennio accademico del Conservatorio L. Boccherini a 17 anni e nello stesso anno riceve la borsa di studio Pierluigi Guidi. Negli anni, si perfeziona con Maestri come Leone Magiera e Luciana D’Intino.
Vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali tra cui: il 72esimo AsLiCo e Premio del Pubblico, Concorso Lirico Voci In..canto 2018, Concorso Lirico Nicolaj Ghiaurov 2018 e Premio miglior giovane, 2’ premio al Concorso Lirico Opera Pienza 2018 e Premio Canadian Opera Company, Premio Essen Theater, Premio Teatro Carlo Felice, Premio miglior voce emergente femminile Concorso Lirico Spiros Argiris 2019, Finalista Concorso Lirico Internazionale di Portofino 2020, Concorso Lirico G.Fregosi 2020 e Premio Teatro Verdi di Trieste. Dal 2019 al 2021 si perfeziona presso l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino sotto la guida di Gianni Tangucci. Durante questo periodo debutta nei ruoli di Mimì e Musetta in Ciak!Bohème, riduzione de La Bohème di G. Puccini al Teatro Goldoni di Firenze, produzione del Maggio Musicale Fiorentino in collaborazione con Venti Lucenti. Nello stesso anno si esibisce in concerto in occasione dei 50 anni di carriera di Katia Ricciarelli.
Dal 2021 al 2024 è artista dell’Accademia di Perfezionamento del Teatro alla Scala, selezionata come unico soprano italiano e membro più giovane. Partecipa regolarmente a concerti, produzioni operistiche e tournée internazionali (Grecia, Argentina, Georgia).
Tra i principali impegni scaligeri: Clorinda ne La Cenerentola per i bambini (2022), Carolina ne Il matrimonio segreto di D. Cimarosa (2022, trasmesso su Sky Classica HD), Stella in Les contes d’Hoffmann (2023), Berta ne Il barbiere di Siviglia (2023), La première confidante in Médée di L. Cherubini (2024) e Anaide ne Il cappello di paglia di Firenze (2024)
Inoltre, è cover per Marina Rebeka nei ruoli di Mimì (La Bohème, regia Franco Zeffirelli) e Mathilde (Guillaume Tell di Rossini).
Al di fuori del contesto scaligero, nel 2021 interpreta Musetta in La Bohème nei Teatri di Como, delle Marche e di Savona, con la regia di Renata Scotto, produzione recensita da L’Opera International Magazine. Nel 2022 è Chiara nell’opera Chiara e Serafina di G. Donizetti al Donizetti Opera Festival; il DVD dell’allestimento è pubblicato nel 2024 da Dynamic. Si esibisce inoltre alla Cappella Paolina del Quirinale in memoria di Luciano Berio, all’Ambasciata italiana in Romania per l’insediamento dell’ambasciatore statunitense e al Ravenna Opera Festival sotto la direzione di Donato Renzetti.
Dal 2022 al 2024 è sostenuta dalla Hildegard Zadek Foundation con una borsa di studio. Il 15 ottobre 2023 si diploma presso l’Accademia della Scala. Nello stesso anno riceve il premio “Pegaso” dalla Regione Toscana nell’ambito dell’evento La Toscana delle Donne (Teatro Verdi di Firenze), e la borsa di studio “Titta Ruffo” conferita dalla Fondazione Teatro Verdi di Pisa in occasione del 70° anniversario della scomparsa del celebre baritono.
Ha collaborato con importanti personalità del panorama lirico e teatrale, tra cui Ottavio Dantone, Michele Pertusi, Luciana D’Intino, Michele D’Elia, Vincenzo Scalera, James Vaughan, Evelino Pidò, Irina Brook, Marco Gandini, Davide Livermore, Barbara Frittoli, Pietro Spagnoli, Damiano Michieletto, Leo Muscato, Michele Gamba, Sesto Quatrini, Gianluca Falaschi, Bruno De Simone.
Alberto Comes
Nato a Monopoli, si è diplomato con lode al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari sotto la guida del soprano Maria Grazia Pani.
Ha vinto numerosi Concorsi Lirici Internazionali, tra cui Città di Pesaro, Valerio Gentile, Beppe De Tomasi, Milton Marelli, Tebaldi 100 Premio della Critica “Operaclick” al Concorso Rubini, Tito Schipa, Premio del Pubblico N. van Westerhout e Maga Olivero. Nel 2022, inoltre, ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale Vox Mutinae ‘Nicolaj Ghiaurov‘. È arrivato finalista in diversi Concorsi Lirici Internazionali: Giulio Neri, Giuseppe di Stefano, Toti dal Monte, Koliqi, Tommaso Traetta.
Ha frequentato Masterclass di: Juan Diego Florez, Michele Pertusi, Sonia Ganassi, Chris Merrit, Sara Mingardo, Brigitte Fassbaender, Roberto de Candia, Marco Vinco, Domenico Colaianni, Sherman Lowe, e repertori come Antonio Greco, Luca Gorla e Giorgio Martano.
Ha vinto il ruolo di Don Basilio ne Il barbiere di Siviglia di Rossini per Aslico 2020, rappresentato nei Teatri del Circuito Lombardia (dir. J. Rivani, regia I. Stefanutti). Ha debuttato nel ruolo di Colas in Bastiano e Bastiana di Mozart, nel ruolo di Publio ne La Clemenza di Tito di Mozart al Conservatorio Nino Rota, Italia, Monopoli, Don Pasquale nel Don Pasquale di Donizetti al Teatro Rendano, Italia, Cosenza. Nel 2015 ha debuttato il ruolo di Impresario ne Le Convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti, poi Strabinio ne L’impresario in angustie di Cimarosa, il ruolo di Dulcamara ne L’Elisir D’amore al Teatro Nuovo, Italia, Milano, e Calotta ne Il cavaliere errante al Teatro Traetta, Italia, Bitonto. Nel 2016 ha debuttato il ruolo del Re in Cenerentola di Cristian Carrara (regia di Maria Grazia Pani), presentato in prima assoluta al Teatro Petruzzelli, Italia, Bari. Nel 2017 al Teatro Petruzzelli, Italia, Bari. Ha debuttato nel ruolo di Ernesto ne La Gazza Ladra di Rossini, L’oste nella Manon Lescaut di Puccini e il Mago in Aladino e la sua Lampada di Scardicchio. Successivamente ha debuttato il ruolo di Simone nel Gianni Schicchi di Puccini al Teatro Orfeo, Italia, Taranto e il ruolo di Seneca ne L’Incoronazione di Poppea di Monteverdi a Bari (dir. Manzo, direzione Pani). Nel 2018 al Teatro Petruzzelli è Fouquier Tinville nell’Andrea Chénier di Giordano, Il Re di Bordonia ne Il gatto con gli stivali di Scardicchio/Pani, Il Conte di Ceprano nel Rigoletto di Verdi e Orbazzano nel Tancredi di Rossini. Nel 2019 è stato selezionato dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” di Martina Franca, nell’ambito della quale ha preso parte alle produzioni del programma 2019 del Festival della Valle d’Itria. Sempre nel 2019 ha cantato nel Macbeth di Verdi nei Teatri del Circuito Lombardo (regia di G. Gelmetti, regia di E. Barbalich). Nel 2020 ha partecipato al Festival della Valle d’Itria come solista in diverse produzioni. Nell’ottobre 2020 ha interpretato il ruolo di Le Bailli nel Werther di Massenet nei Teatri del Circuito Lombardo (regia di F. Pasqualetti, regia di S. Vizioli). Nel maggio 2021 il suo talento è stato premiato con una borsa di studio del Rotary Club di Martina Franca, in convenzione con la Fondazione Paolo Grassi. Nell’agosto 2021 ha debuttato il ruolo di Mustafà ne L’Italiana in Algeri di Rossini al Bregenzer Festspiele (regia di J. Brandani, regia di B. Fassbaender). Nel dicembre 2021 ha interpretato il ruolo di Ade ne La notte di Euridice di Matteo Sartini e Massimo Dilevrano in prima assoluta a Bari. Nell’agosto 2022 è Pistola in Falstaff con l’Orchestra Magna Grecia di Taranto, (dir G. Marcianò) con Sir Bryn Terfel. Nell’ottobre 2022 è il Mago ne La Claudia Vendicata di Paisiello al Teatro Fusco, Italia, Taranto. Nel novembre 2022 è stato Brigadiere Ciappa in Napoli Milionaria di Nino Rota, nei Teatri del Circuito Lombardia (dir. J. Feddeck, regia A.Cirillo). Nel febbraio 2023 è nel cast di Salome di Strauss al Teatro Petruzzelli, Italia, Bari (dir. Haenchen, regia di Michieletto). Nel marzo 2023 è Haly ne L’Italiana in Algeri di Rossini al Teatro Goldoni, Italia, Livorno. Nell’aprile 2023 viene selezionato per il concorso “Voci in Barcaccia” su Rai Radio3. Nel maggio 2023 è stato Maestro in Prima la musica e poi le parole di Salieri in diretta su Sky Classica HD al Teatro Salieri, Italia, Legnago (dir. L.Benini, regia S.Sito).
Nel luglio 2023 è stato selezionato dal Maestro E. Palacio per partecipare come allievo ordinario all’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, Italia, Pesaro.
Nell’agosto 2023, ha debuttato nel ruolo di Lord Sidney nel Viaggio a Reims di Rossini al Teatro Sperimentale, Italia, Pesaro. Nel settembre 2023 ha debuttato come Oratore/Primo Sacerdote/Secondo Armigero ne Il Flauto Magico di Mozart per i Teatri del Circuito Lombardo. Nell’ottobre 2023 ha debuttato il ruolo di Wurm nella Luisa Miller di Verdi per i Teatri del Circuito Lombardo. Nel gennaio 2024 è stato l’Oratore ne Il Flauto Magico di Mozart al Teatro Filarmonico di Verona. Nell’aprile 2024 ha interpretato Tobia Mill ne La cambiale di matrimonio di Rossini alla Sala dei Giganti di Padova (regia di N. Simoni, regia di G. Dispenza). Nel luglio 2024 ha debuttato nel ruolo Il talpa nel Tabarro di Puccini al Teatro Orfeo, Italia, Taranto.
Nell’agosto 2024 è stato solista nella Sinfonia n. 9 di Beethoven al Teatro Comunale, Italia, Vicenza. Nel novembre 2024 è Simone in Gianni Schicchi al Teatro Politeama, Italia, Lecce. Nel novembre 2024 ha debuttato nel ruolo di Colline ne La bohème di Puccini al Teatro Politeama, Italia, Lecce (dir. G.Fratta, O.Draganov). Nel dicembre 2024 ha interpretato Don Basilio ne Il barbiere di Siviglia al Teatro Cavour, Italia, Imperia.
Nel dicembre 2024 ha interpretato Timur in Turandot al Teatro Alfondo Rendano, Italia, Cosenza (dir.Sanguineti, direzione M.Vinco). Nel repertorio sacro, si è esibito come basso solista nel Requiem di Mozart, nella Messa dell’Incoronazione K. 347 di Mozart, nello Stabat Mater di Haydn e nella Messa a quattro voci di Bellini.
Nel 2023 è stato scelto come solista per la prima esecuzione mondiale dell’Ave Maria composta dal Maestro Remo Anzovino, con l’Orchestra della Magna Grecia di Taranto (direzione P. Romano).
Nel 2024 è stato basso solista nella Messa di Gloria di Rossini al Teatro Rossini di Pesaro.
Nell’agosto 2024 è stato solista nel Requiem di Mozart con l’Orchestra da Camera Fiorentina a Montalcino. Nel dicembre 2024 è stato solista nel Requiem di Mozart con l’Orchestra da Camera Fiorentina nella Basilica della S. Annunziata a Firenze, direzione G. Lanzetta.
CORO OPERALOMBARDIA
TENORI
Davide Capitanio
Edoardo Cavalli
Claudio Giovani
Francesco Iorio
Davide Manfredini
Maurizio Minelli
Daniele Mutti
Niccolò Perego
Fernando Pibernat
Fausto Saccaro
Salvatore Saracino
Marco Tomasoni
BARITONI/BASSI
Luigino Bertuetti
Renato Cadel
Alessandro Carrera
Michele Chiusi
Riccardo Dernini
Ruben Ferrari
Daniele Girometti
Filippo Quarti
Stefano Ranzi
Fabrizio Scrivanti
Paolo Massimo Targa
Marco Tomasoni
Francesco Venturi
Fabiano Zani
SOPRANI
Sobierajska Bronka
Federica Cassetti
Eleonora Colombo
Eudossia Drei
Tiziana Falco
Tea Galli
Paola Giacalone
Cristina Greco
Livia Lanno
Chiara Marino
Myrta Montecucco
Afra Morganti
Alexandra Vnucoschi
MEZZOSOPRANI
Emanuela Campolucci
Perla Cigolini
Arianna Corradi
Ester Covini
Veronica De Lorenzi
Isabella Di Pietro
Chiara La Porta
Carlotta Linetti
Serena Pulpito
Giorgia Testa
Chiara Torosani
Ispettore del coro, Paolo Massimo Targa
BIGLIETTI E ABBONAMENTI
I singoli biglietti degli spettacoli saranno in vendita a partire da sabato 6 settembre ore 10.00, presso il botteghino del Teatro e online su questo sito.
Al momento sono in vendita gli abbonamenti… NON PERDERTELI!
Abbonamento OPERA… scopri di più cliccando qui!
oppure scopri gli ABBONAMENTI DINAMICI!
RECITE
venerdì, 12 dicembre 2025 – ore 20.00 Opera turno A
domenica, 14 dicembre 2025 – ore 15.30 Opera turno B
PREZZI
Il prezzo varia in base alla data della recita (Turno A 12/12, Turno B 14/12)
Platea – Palchi da 60€ a 55€ piu prev.
IV Galleria parapetto da 30€ a 26€ piu prev.
IV Galleria rango da 20€ a 19€ piu prev.
V Galleria parapetto da 27€ a 24€ piu prev.
V Galleria rango da 23€ a 16€ piu prev.
Under18 15€







