La rondine
La rondine
La rondine

La rondine

Opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini. Libretto di Giuseppe Adami.
Prima rappresentazione assoluta: Grand Théâtre de Monte Carlo, 27 marzo 1917.
Prima rappresentazione italiana: Teatro Comunale di Bologna, 2 giugno 1917.

Direttore
Bruno Dal Bon

Regia
Stefania Panighini

Coro e Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Como

 

Continua la collaborazione tra AsLiCo e Conservatorio di Como. La produzione di quest’anno del Conservatorio cittadino prevede la messa in scena dell’opera lirica in tre atti La Rondine di Giacomo Puccini, originariamente concepita come operetta e poi trasformata in opera vera e propria.

 

Fuori abbonamento

Teatro Sociale di Como
venerdì, 14 aprile – ore 20.30
La Rondine

Opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami.
Prima rappresentazione assoluta: Grand Théâtre de Monte Carlo, 27 marzo 1917
Prima rappresentazione italiana: Teatro Comunale di Bologna, 2 giugno 1917

Magda (soprano) Martina Bianculli
Lisette, la sua la sua governante (soprano) Claudia Riso 
Ruggero (tenore) Yukun Ren
Rambaldo, protettore di Magda (baritono) Yuedi Zhou
Périchaud (baritono)  Zhengyang Gao
Gobin (tenore) Ziyu Wang
Crébillon (baritono) Visentin Andrea
Ivette, amica di Magda (soprano) Tian Zhou
Bianca, amica di Magda (soprano)  Yuqi Yan
Suzy, amica di Magda (mezzo-soprano) Marta Masola
Un maggiordomo (basso) Yu Chengpeng
Un cantore (soprano) Folian Liu

Direttore
Bruno Dal Bon

Regia
Stefania Panighini 

Maestro del coro Francesco Miotti
Coro e Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Como

Produzione
Conservatorio di Como

ISTRUZIONI PER L’USO
a cura di Stefania Panighini

 

Soltanto la musica è all’altezza del mare.
Albert Camus

 

Rondine è un teatro nudo davanti a voi: si mettono in scena i sogni, i desideri e le passioni, nel disperato bisogno di rappresentarsi diversi da quel che si è.
Rondine è respirare il profumo notturno dei fiori, ascoltare lo sciabordio delle onde all’alba, mentre siete seduti in platea.
Rondine è un viaggio verso l’ignoto, l’istinto di migrare senza sosta alla ricerca di una meta che poi non esiste.
Rondine è l’incontenibile desiderio di cedere al frenetico vorticare del ballo (attenti ai vostri piedi!)
Rondine è un racconto complesso e moderno dell’animo femminile, senza l’alibi della morte, dell’angelo e della puttana.
Rondine è il mare fuori, il bisogno d’infinito, d’incompiuto, di libertà. Guardate lontano.
Rondine è il mare dentro, il male di vivere e il coraggio di affrontarlo. Guardate vicino.
Rondine è uno, cento, mille baci… “baci lievi e tremanti, baci folli e vibranti”. Fate voi!
Rondine è la gabbia dentro cui siamo tutti: la porta è aperta, perché avete paura di uscire?
Rondine è solo un sogno. Ora aprite gli occhi.

BIOGRAFIA BRUNO DAL BON Direttore

Bruno Dal Bon ha studiato presso il Conservatorio di Milano, diplomandosi in direzione d’orchestra nel 1982. Ha proseguito gli studi sotto la guida di Pierre Dervaux a Nizza, Franco Ferrara a Roma e Siena e Sergiu Celibidache a Monaco. Dal 1982 al 1984 è stato assistente di Carlo Maria Giulini.

Ad integrazione del suo diploma in direzione d’orchestra, Dal Bon ha seguito gli studi di lettere e filosofia presso l’Università di Bologna, laureandosi nel 1983 con il massimo dei voti con una tesi sulla semiotica della musica (Relatori Umberto Eco e Gino Stefani). Nel 1985, è stato finalista al Concorso internazionale Min-On di direzione d’orchestra a Tokyo.

Fin dagli esordi in qualità di direttore d’opera, Dal Bon si è dedicato alla riscoperta di opere meno conosciute come Olivo e Pasquale di G. Donizetti, che ha diretto al Globe Theatre di Tokyo, al Teatro Sociale di Como e al Teatro Coccia di Novara; Don Procopio di G. Bizet anche a Novara e Como; e La Gazzetta di G. Rossini a Como. Negli stessi anni ha diretto opere per bambini come Pollicino di S.W. Henze e The Little Sweep di B. Britten nell’ambito di un progetto biennale con il Teatro Fraschini di Pavia. Ha inoltre diretto Rita e Il Campanello di G. Donizetti, Madama Butterfly e Il Trovatore a Como e Pavia; La bohème alla Sala Verdi di Milano e Rigoletto a Treviso. Nel 1997, Dal Bon ha iniziato la sua collaborazione con la Kansai Opera di Osaka, dove ha diretto Un Ballo in MascheraAdriana LecouvreurLa bohème e Turandot. In Europa ha diretto L’Elisir d’amore e una nuova produzione de Il Trittico di G. Puccini all’Opernhaus di Graz, Il Trovatore all’Esplanade di Saint-Etienne, La TraviataTurandot e Madama Butterfly all’Opera Ireland di Dublino, Die Entführung aus dem Serail al Teatre Principal a Palma di Maiorca, CarmenGianni SchicchiLe VilliLa TraviataIl Corsaro e, di W. A. Mozart, Il Re Pastore a Como e Pavia.

Di recente Dal Bon è tornato in Asia per la direzione de Le Nozze di Figaro all’Opera di Hong Kong, Otello di G. Verdi all’Opera Kansai di Osaka, Pagliacci in versione concerto con l’Orchestra Sinfonica Yomiuri Nihon di Tokyo, Le Villi di G. Puccini presso Teatro dell’Opera di Shangai e dei concerti con la China National Opera House di Pechino.

Dal Bon si è dedicato anche alla gestione musicale, diventando Presidente dell’Associazione Musicale Italiana di Milano, Direttore del Conservatorio di Como, Direttore artistico e Presidente di As.Li.Co., Teatro Sociale di Como ed Europerastudio a Roma, Direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica Veneta di Treviso. È inoltre docente di Elementi di direzione d’orchestra, analisi e storia del repertorio operistico al Conservatorio di Como.

Dal 2014 è ideatore e curatore del Festival A Due Voci – dialoghi di musica e filosofia di Como e, insieme a Guido Barbieri, del progetto Terezin 17/10 dedicato agli artisti del ghetto di Terezin. Tiene incontri regolari, in Italia e in Francia, su temi legati alla filosofia della musica. Dal 2016 collabora con la rivista Doppiozero e dal 2018 con la Fondazione Nietzsche-Haus di Sils Maria. Nel febbraio 2020 è uscito il suo primo libro La gioia sovrana –  Nietzsche e la musica come filosofia per le Edizioni Mimesis.

 

 

BIOGRAFIA STEFANIA PANIGHINI Regista

Stefania Panighini è regista e autrice, insegna Teoria e tecniche dell’interpretazione scenica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Como e ha al suo attivo diversi saggi musicologici, tra cui uno studio su Pelléas et Mélisande per l’Opéra Comique. Dirige inoltre videoclip e documentari.

Ha studiato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico e si è diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in Regia per lo spettacolo musicale. Si è inoltre laureata in Musicologia col massimo dei voti, la lode e la menzione presso l’Università di Torino.

Da molti anni lavora nei teatri del mondo dagli Stati Uniti alla Corea, passando per molti teatri italiani, dai più noti a quelli antichissimi e sperduti nei piccoli paesi della provincia (che son quelli che le piacciono di più!).

Indaga incessantemente la realtà, per trasformarla in una scena trasversale, dove – rimescolando elementi come l’opera e il teatro-danza, la videoarte e la prosa, la fotografia e lo storytelling – si possa leggere il passato, tentando di comprendere il futuro.

Appassionata di nuove tecnologie e pubblico giovane, ha una smisurata fiducia nell’arte come mezzo per salvare il mondo.

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