La madre di Eva

La madre di Eva

Uno spettacolo toccante liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Silvia Ferreri, finalista Premio Strega nel 2018. Stefania Rocca, nel ruolo della madre, regala un’interpretazione autentica e intensa che ha incanta.

 

Teatro Sociale di Como
giovedì, 20 febbraio – ore 20.30
LA MADRE DI EVA
dal romanzo di Silvia Ferreri (NEO Edizioni)

La Stagione PROSA OFF del Teatro Sociale di Como prosegue con La madre di Eva giovedì 20 febbraio, alle ore 20.30, in cui Stefania Rocca, nel doppio ruolo di regista e interprete, parla del forte contrasto generazionale e delle tematiche transgender raccontate dal punto di vista di chi ne è direttamente coinvolto. Co-protagonisti Bryan Ceotto e Simon Sisti Ajmone.

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Silvia Ferreri, finalista al premio Strega nel 2018, lo spettacolo ripercorre la storia di un ragazzo nato in un corpo femminile in cui si sente prigioniero e intende intraprendere un percorso di transizione per raggiungere finalmente la serenità.

Cinema, musica e teatro si fondono in un unico flusso di coscienza, quello di una madre che parla alla propria figlia Eva. Da sempre considerata una femmina, in realtà è un ragazzo, nato in un corpo femminile di cui si sente prigioniero, ora pronto a intraprendere un percorso di transizione per raggiungere finalmente la serenità. Eva è in sala operatoria. Nella sala d’attesa la madre ripercorre i sentieri della loro esistenza in un monologo sospeso tra immaginazione e realtà.

In scena il racconto delle tematiche transgender dal punto di vista di chi ne è fisicamente coinvolto e di chi, in quanto genitore, sente il dovere di proteggere i propri figli dalle discriminazioni spesso riservate a coloro che affrontano un percorso di transizione.

Uno spettacolo di raffinata eleganza e intensità emotiva accompagnato dalle penetranti composizioni musicali di Luca Maria Baldini.
La rappresentazione teatrale, essendo di natura collettiva consente di sviluppare la capacità relazionale. La relazione con l’altro aiuta a rispondere agli interrogativi a cui da soli è difficile o impossibile dare una risposta.
L’obiettivo del progetto è di portare in scena un dialogo tra generazioni che sta andando via via scemando e affrontare temi attuali quali l’identità di genere e inclusione.

Come mio primo lavoro alla regia teatrale – ha spiegato Stefania Roccaho scelto di portare in scena un dramma classico eppure assolutamente attuale, quello della complessità del rapporto generazionale. Un ragazzo nato in un corpo femminile in cui si sente prigioniero intende intraprendere un percorso di transizione per raggiungere finalmente la serenità e di una madre che non vuole vedere, vede ma non comprende, non capisce ed alla fine accetta“.
Secondo Stefania Rocca si tratta di “una storia senza tempo. Un conflitto generazionale e culturale, due linguaggi che usano parole simili ma con significati differenti come sempre succede tra generazioni diverse“. “Ho scelto di mettere in scena – ha proseguito Stefania Rocca – oltre all’azione istantanea che avviene sul palcoscenico nel momento in cui la madre attende il compimento della transizione della figli* all’esterno di una sala operatoria, una serie di contributi con immagini che appaiono e scompaiono dalla memoria senza soluzione di continuità a comporre quel puzzle emotivo di due esistenze antitetiche. Portando avanti questo progetto, ho incontrato tanti genitori e tanti ragazzi che stanno affrontando questo percorso, singolare e diverso per ognuno di loro“. “Alla fine – conclude – quando un conflitto si ricompone avviene ascoltando il linguaggio del cuore, il solo che ci consente di dare valore alle differenze. In fondo la bellezza è negli occhi di chi guarda“.

dal romanzo di Silvia Ferreri (NEO Edizioni)
Adattamento e regia Stefania Rocca
con Stefania Rocca e Bryan Ceotto / Simon Sisti Ajmone
Musiche Luca Maria Baldini
Scene Gabriele Moreschi

Produzione Stage Entertainment Enfi Teatro – Oraone Production

 

NOTE DI REGIA
di Stefania Rocca

Un percorso tra due generazioni per riconoscere la diversità come un valore.
Che cosa vuol dire essere madre?
Nessuno nasce genitore e nessuna donna nasce madre. L’unica, vera, possibile guida è l’amore, uno scambio continuo tra genitori e figli, in un ascolto reale e sincero tra generazioni.
“La madre di Eva” è liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Silvia Ferreri, finalista al premio Strega nel 2018. È la storia, toccante e contemporanea, di una madre che parla a sua figlia – lei l’ha sempre considerata una femmina – in una clinica di Belgrado, mentre al di là del muro, stanno preparando la sala operatoria e i dottori tracciano linee verdi sul corpo nudo di Alessandro, per permettergli di realizzare, finalmente, il suo desiderio: “prima dei miei diciotto anni voglio sottopormi all’intervento che mi renderà quello che sono davvero: un uomo”.
In un dialogo surreale senza risposte, sospeso tra l’immaginato e il reale, la madre racconta la loro vita fino a quel momento. Un viaggio costellato di amore e odio, sensi di colpa, paure, desideri e speranze. Madre e figlio sono le facce di una società che evolve e non dà tempo, ci spiazza e ci rende soli.
Con questo spettacolo, voglio raccontare il forte contrasto generazionale e le tematiche transgender dal punto di vista di chi ne è fisicamente coinvolto ed anche di chi, in quanto genitore, sente il dovere di proteggere “la sua creatura”, con il timore delle discriminazioni che la società spesso riserva a coloro che perseguono un percorso di transizione.
Per Alessandro la transizione è un percorso che modifica il corpo, non l’identità. Lui è nato uomo.
Non c’è un prima e un dopo.
Per la madre, condizionata da un pregiudizio ancestrale, la transizione è un calvario ingiustificato oltre a essere un insulto al “frutto del suo seno”. Non è una donna bigotta ma ha paura. Paura che sua figlia soffra troppo, paura che venga giudicata, paura che la vita per lei possa essere più difficile. L’amore e l’ansia di essere una madre perfetta, la portano a guardare da un’unica prospettiva, la sua, fino a quando lei stessa non sarà in grado di comprendere e abbattere quel muro di solitudine che le ha divise, fino al momento in cui entrambe rinasceranno.
Attraverso lei, vorrei si aprisse per il pubblico una finestra in più sull’identità di genere, che porti lo spettatore ad immedesimarsi emotivamente in entrambi i personaggi. Penso che tanti genitori e tant* figl* che stanno affrontando un percorso analogo, grazie alla visione di questo spettacolo potranno sentirsi meno soli.

STEFANIA ROCCA Regista e Attrice

Regista di diversi cortometraggi come “Buenos” documentario girato tra l’argentina e l’Italia presentato Torino film festival (2005). “Osa” corto- presentato alla 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (2014) e al Bari International film Festival-Bif&st (2015). “L’abbraccio”, presentato al Bari International film Festival-Bif&st (2016). “The Dreamers’ room” nominato da Vogue Italia tra i video di moda più belli della Milano Fashion Week 2021 e Vincitore del PEOPLE’S CHOICE AWARD AL FASHION FILM FESTIVAL MILANO FFFM (2022). Be forward-Mechanic dream selezionato al Fashion Film Festival Milano 2023 Direttore Artistico di “OFFF- Otranto Film Fund Festival”. Attrice italiana con una carriera internazionale, elogiata dalla critica per la sua capacità di smentire luoghi comuni e stereotipi oltre a recitare in generi, lingue e ruoli sempre diversi. Persona curiosa e amante del rischio. Ha studiato recitazione a Roma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e all’Actor’s Studio di New York. Ad oggi ha ricevuto 8 nomination e vinto 5 premi tra cui Golden Globe, David di Donatello e Nastro d’Argento. Anche in teatro Stefania dà prova di grande poliedricità e quindi passa con disinvoltura da “Angelo e Beatrice” di Memè Perlini, a “Processo di Giovanna D’Arco” di Walter Le Moli, a “Totem” per la regia di Alessandro Baricco e Gabriele Vacis, a “Le polygraphe” diretto da Robert Le Page, a “Vecchi merli e cucù”, per la regia di Francesco Barilli a “Irma la dolce” di Jerome Savary – commedia musicale. E ancora, “Squalificati”, “Ricorda con Rabbia” e “L’anno del pensiero magico” di Luciano Melchionna. Esercizi di Stile di Queneau. “Scandalo” un testo inedito di Arthur Schnitzler regia di Franco Però e “Il silenzio grande” di Alessandro Gassman.
Stefania Rocca ha partecipato a numerosi film italiani e produzioni internazionali tra cui In lingua inglese: “Il talento di Mr. Ripley” di Anthony Minghella, candidato a 5 Oscar. “Love’s Labour’s Lost” di Kenneth Branagh, un musical in cui mette alla prova le sue abilità di canto e tip-tap. “Hotel” del premio Oscar Mike Figgis. “Heaven” di Tom Tykwer con Cate Blanchett; “Mary” e “Go Go Tales” di Abel Ferrara con Willem Dafoe e Forest Whitaker e Matthew Modine. In lingua francese: “Inside Out” di Jean Luc-Godard. Anna d’Austria nella serie francese “D’Artagnan et le trois mousquetaires”, di Pierre Aknine con Tchéky Karyo ed Emmanuelle Béart. “Le Candidat” di Niels Arestrup con Yvan Attal. “Le Candidat libre” dit Jean-Baptiste Huber. “L’Envahisseur” de Nicolas Provost. In lingua italiana: “Nirvana” del premio Oscar Gabriele Salvatores, vince il Golden Ciak award. Con “Viol@”, di Donatella Maiorca, vince il Golden Globe e riceve la nomination come miglior attrice ai nastri d’argento. “Rosa e Cornelia” di Giorgio Treves, che le vale un Globo d’oro come migliore interprete. “Resurrezione”, dei fratelli Taviani, vince miglior film al Moscow International film festival. “Casomai” di Alessandro D’Alatri; ottiene nomination sia al David di Donatello che al Nastro d’argento e Golden Globe. “Piazza delle cinque lune” di Renzo Martinelli (2003) al fianco di Donald Sutherland, Giancarlo Giannini e F. Murray Abrahams. “L’amore è eterno finché dura” di Carlo Verdone. “Il cartaio” di Dario Argento. “La vita come viene” di Stefano Incerti, nomination ai nastri d’argento. “La bestia nel cuore”, di Cristina Comencini che entra nella cinquina dei finalisti per l’Oscar al miglior film straniero, Stefania viene nominata per i David di Donatello e il Golden Graal e vince il Kineo award. “A woman” di Giada Colagrande, a fianco di Willem Dafoe. “Un matrimonio da favola” e “Non si ruba a casa dei ladri” di Carlo Vanzina. “Abbraccialo per me” di Vittorio Sindoni. “Sono Tornato” di Luca Miniero. “Dietro la notte” di Daniele Falleri. “L’uomo che disegnò Dio” di Franco Nero e che la vede protagonista al fianco di attori come Franco Nero, Faye Dunaway e Kevin Spacey.

In televisione raggiunge il grande pubblico con importanti lavori tra i quali “Mafalda di Savoia” di Maurizio Zaccaro; la serie tv di Riccardo Milani “Tutti pazzi per amore”, “La grande famiglia” e “Di padre in figlia”. Con “Edda Ciano e il comunista” di Graziano Diana si aggiudica diversi premi internazionali. “Adriano Olivetti-La forza di un sogno” di Michele Soavi; “Gli anni spezzati Il giudice” di Graziano Diana; “Altri tempi” di Marco Turco; “Cops” di Luca Miniero e la serie “Tutta colpa di Freud” diretta da Rolando Ravello. Prossimamente sarà di nuovo al fianco di Carlo Verdone in “Vita da Carlo 2”.

 

BRYAN CEOTTO Attore

Nasce l’8 marzo del 2000 in provincia di Treviso. Vive la sua adolescenza in Veneto studiando presso il liceo scientifico per poi inoltrarsi a studi umanistici presso l’università statale di Lettere a Milano dove tutt’ora risiede. Di qui nasce la passione per la scrittura come punto di sfogo e condivisione emotiva. Inizia il percorso di transizione nel 2021 non sentendo una coerenza nel legame intrinseco a mente-corpo. Di qui si apre una strada sull’attivismo sociale sottoponendo a giudizio quelle tematiche considerate tabù. Si interessa soprattutto al tema dell’espressione di genere cercando di abolire il binarismo di genere Ha partecipato a programmi televisivi come Pomeriggio 5, Fatti vostri, Oggi è un altro giorno, tele nord-est, in qualità di attivista parlando del mondo della transessualità. Per la stessa tematica ha collaborato con la pagina online di Freeda. Ad oggi sta collaborando con l’attrice Stefania Rocca per raccontare, attraverso il teatro, il rapporto generazionale sullo sfondo della transessualità.

 

SIMON SISTI AJMONE Attore

Classe 2007, vive a Milano dove frequenta il liceo linguistico. Ha cominciato a lavorare nel teatro musicale al Piccolo Teatro Studio Melato nel 2016 con lo spettacolo Salis e l’equilibrio dei regni della compagnia Op.64 diretta da Fred Santambrogio e Pilar Bravo. Sempre con Op.64 ha preso parte agli spettacoli: Il bambino di Itaca (Teatro Magnani di Fidenza, 2017), Matilda the Musical (Teatro Franco Parenti, 2018), Il piccolo principe (Castello Sforzesco e Teatro Bruno Munari, 2018), Dido and Aeneas – Olympus Games (Teatro Carcano, 2019), Due sorelle in treno e un Diabolik in tasca (Teatro Carcano, 2022). Nel 2021 ha interpretato Judas nel film musicale JCS per la regia di Fred Santambrogio.

 

GABRIELE MORESCHI Scenografo

Laureato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dal 1994 al 2000 lavora per il Rossini Opera Festival di Pesaro in qualità di macchinista – costruttore. Dal 2001 ad oggi ricopre il ruolo di direttore tecnico per Compagnia Della Rancia. Dal 2015 ad oggi è direttore tecnico per MIC (Musical International Company). Come scenografo firma le scene di: Bulli e pupe regia di F. Angelini (C. d. Rancia), Jesus Christ Superstar regia di Fabrizio Angelini (C. d. Rancia), Grease regia di Federico Bellone (C. d. Rancia), 3 metri sopra il cielo regia di Mauro Simone (Palazzo irreale), Il giorno della tartaruga regia di Saverio Marconi (C. della Rancia), High School Musical regia di Saverio Marconi (C. della Rancia), Le Malentendu regia di S. Marconi (Macerata Opera Festival), Cats regia di Saverio Marconi (C. della Rancia), Rain Man regia di Saverio Marconi (C. della Rancia), Frankenstein Junior regia di Saverio Marconi (C. d. Rancia), L’elisir d’amore regia Saverio Marconi (Rete Lirica delle Marche), Cavalleria rusticana e Pagliacci regia di Joan Anton Rechi (ABAO- OLBE Teatro Euskalduna Bilbao), Otello regia di Ignacio Garcia (ABAO-OLBE Teatro Euskalduna Bilbao), Cabaret regia di Saverio Marconi (C. della Rancia), Sister Act regia di Saverio Marconi (Viola Produzioni), Next to Normal regia di Marco Iacomelli (STM Novara), Love Story regia di Andrea Cecchi (C. delle Formiche), E, se il tempo fosse un Gambero regia di Saverio Marconi (Viola Produzioni), American Idiot regia di Marco Iacomelli (STM Novara), The Bodyguard regia di Federico Bellone (Wizard Production), Aggiungi un posto a tavola regia di Gianluca Guidi (Viola Produzioni), Flashdance regia di Chiara Noschese (Stage entertainmnet), Cafè Vincent i colori di un epoca regia di Andrea Ortis (Overture produzioni), A Chorus Line regia di Chiara Noschese (Stage Entertainmnet), Balliamo sul mondo regia di Chiara Noschese (Live on Stage), Alice nel paese delle meraviglie regia di Andrea Cecchi (C. delle Formiche), Singin’ in the rain regia di Chiara Noschese (Stage Entertainmnet), Piccole donne regia di Fabrizio Angelini (C. dell’Alba), HAMLET regia di Nicola Berloffa (Opera Theatre Saint Etienne), Sister Act regia di Chiara Noschese (Stage entertainmnet), Tick Tick Boom regia di Marco Iacomelli (STM), Vajont regia di Andrea Ortis (Mic, Musical International Company).

 

MARIANNA SANNINO Artista

Nasce a Napoli nel 1985, si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Tra i suoi interventi più recenti ha realizzato le installazioni in tulle, acrilico, ferro e sabbia per i 25 monologhi di “Dignità autonome di prostituzione”uno spettacolo di Luciano Melchionna dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna e l’installazione “Ritratto fotografico allo studio fotografico Flli. Colombari” per Officine San Carlo, la fabbrica della creatività del San Carlo a Vigliena. La sua ricerca artistica si focalizza sulla memoria e sulla dimensione diacronica del tempo. Presente, passato e futuro si fondono e galleggiano sospesi in una realtà tangibile comune. Promesse, speranze e desideri dal passato proiettano la loro luce ed il loro effetto verso il futuro, creando una dimensione di aspettativa e di sospensione. Attorno a questi sentimenti di attesa tutto cambia, mentre essi rimangono costanti, tramutandosi nei segni indelebili dello scorrere del tempo. Prendendo le mosse dalla pittura i suoi lavori si tramutano in molti casi in sculture e installazioni, attorno a cui – o all’interno della quali – lo spettatore può fare esperienza del tempo. L’artista interseca diversi media e tecniche espressive come fossero i fili della trama di un tappeto: il disegno che si mostra alla fine è la traccia di una storia che si è svolta nel tempo ed i cui effetti sono ancora presenti.

 

LUCA MARIA BALDINI Compositore

Nasce a Ravenna nel 1985. Musicista, sound designer e artista, ha realizzato colonne sonore per cortometraggi, installazioni e performance. Ha presentato i suoi lavori in gallerie e musei nazionali e internazionali. Con i suoi progetti musicali ha suonato in palchi italiani ed europei. Nell’estate 2018 realizza la sonorizzazione live del film Moon di Duncan Jones e del cortometraggio Potere del regista inglese Guy Wilson. Sempre nell’estate 2018 presenta la sonorizzazione del film L’uomo Meccanico di André Deed (1921) commissionato dal Centro Musica Modena supervisionato da Corrado Nuccini e Tiziano Bianchi. Sempre nel 2019 realizza la sonorizzazione inedita (Milano, Metropolis, Risonanze) del film Metropolis presentandola in anteprima al Teatro Franco Parenti di Milano. Nel 2020 viene selezionato dalla fondazione AAMOD di Roma per una residenza artistica dove lavora su materiale d’archivio realizzando il progetto “Dal giorno finchè sera” insieme ad Alessandro Gattuso con il quale vince il premio al Festival del Cinema del Reale e la menzione speciale al Lovers Film Festival. Esce il suo secondo album Imageless per l’etichetta Blooms recordings. Sempre quest’anno realizza la colonna sonora e il sound design dello spettacolo itinerante in cuffia Alberi Maestri Kids per Pleiadi Art Productions e Campsirago Residenza diretto da Michele Losi, lavora anche al progetto R500 Safari Urbano in collaborazione con Zona K di Milano. Viene selezionato per il progetto CAMPUS Musica e suono per il cinema (Corso di alta formazione a cura del Centro sperimentale di cinematografia di Roma) Sonorizza la mostra del designer Alessandro Zambelli per lo spazio Carme di Brescia. Per la performance 24H CALL ME POET! Dell’artista Nina Carini crea una colonna sonora di improvvisazione musicale della durata di 24 ore insieme all’artista Alessandro Sambini. Nel 2021 realizza la musica per la campagna di moda di Jacob Cohen, per Ceres, per il marchio di design Nemo Lighting e per la Biblioteca degli Alberi di Milano. Lavora sulla colonna sonora dello spettacolo di teatro Il gatto con gli stivali, Amleto, Hansel & Gretel per Campsirago Residenza e Pleiadi Art Productions. Realizza le musiche e il sound design per Vivarium, un’installazione in realtà aumentata fra i boschi della Brianza per Campsirago Residenza. Realizza la colonna sonora dello spettacolo Non troverete nulla di me in questo film con Fiorenza Menni e Cosimo Terlizzi alla regia sull’unica apparizione cinematografica della diva Eleonora Duse. Firma la colonna sonora del documentario Openings / sguardi oltre il limite di Francesca Molteni e Mattia Colombo. Realizza la performance musicale “L’occhio e i suoi pianeti” all’interno del Planetario Hoepli di Milano in collaborazione con Video Sound Art, Le Cannibale e l’astrofisico Fabio Peri. Nel 2022 realizza il progetto Rivisitazione dello sciopero, rielaborando raro materiale di Pier Paolo Pasolini insieme a Cosimo Terlizzi. Il lavoro è stato presentato al PAC di Milano e in diversi festival di cinema, tra cui Valdarno, Matera Alessandria, Palermo, e Tirana. Realizza la colonna sonora e il disegno del suono per il mini documentario su Paul Smith e De Padova presentato al Salone del Mobile 2022. Sempre nel 2022 realizza la colonna sonora e il disegno del suono dello spettacolo L’appuntamento, ossia la storia di un cazzo ebreo prodotto dal teatro Franco Parenti di Milano con la regia di Fabio Cherstich presentato al festival Dei Due Mondi di Spoleto. Realizza la colonna sonora della la campagna Mykonos per Giorgio Armani. Vince il secondo premio al Concourse international de composition de Musiques de film de Montréal. Presenta una performance dal vivo per l’asta di Christie’s Italia a Milano presso Palazzo Chierici. Nel 2023 realizza la sonorizzazione dal vivo per l’inaugurazione della mostra di Francesco Jodice, Laboratorio per telescopi (La scelta italiana) presso BDC a Parma. A gennaio presenta Toward Home, un’installazione video e luci con performance dal vivo utilizzando immagini dell’archivio NASA presso la galleria Pescherie della Rocca di Lugo.

 

FRANCESCO VIGNATI Disegno luci

Inizia il suo percorso professionale nel 2004 come tecnico luci del tour “Calma e sangue freddo” di Luca Dirisio. Dopo l‘esperienza del 2004 gli viene affidato il disegno luci del nuovo tour dello stesso. Dal 2006 al 2008 segue i tour del cantante Paolo Meneguzzi come disegnatore luci, e nel 2007/2008 è tecnico luci per il tour “Left and Right” di Francesco De Gregori e nel 2010 con i Litfiba. Nel 2009 – 2010 e 2013 firma il disegno luci per il tour estivo “Ale & C. World tour” di Alexia. Contemporaneamente alle esperienze dei live si forma come tecnico luci teatrale con la Compagnia della Rancia nello spettacolo “Tutti insieme appassionatamente”. Per Compagnia della Rancia è datore luci per gli spettacoli: “Il giorno della tartaruga (2007/08 e 2008/09), “A Chorus Line” (2009), “Pinocchio”, nel quale collabora con Valerio Tiberi al disegno luci (tour internazionale). In Corea 2009, tour italiano 2009/10, Kaye Playhouse di New York ottobre 2010), “Grease” con la regia di Federico Bellone (2010), “Cats” (2010/11), “Rain Man” (2012/13). Sempre per Compagnia della Rancia è assistente al disegno luci e operatore luci per il musical “Happy Days” (2011/2012), per la nuova edizione di “Grease” diretta da Saverio Marconi (2012/13) e per “Frankenstein Junior” (2012/13, 2013/14, 2014/15). Nel 2013 assistente al disegno luci in “Ghost il musical” e “Replay il musical”. È operatore luci al Festival dei 2 Mondi Spoleto 57° edizione. Nell’estate 2014 è assistente luci dello spettacolo “Roberto Bolle and Friends”. Nel 2015 assistente al disegno luci in “Next to Normal” e firma le luci di Gabriele Cirilli per lo spettacolo “Tale e quale… a me”. Assistente al disegno luci per “Grease” regia di S. Marconi 2015 e 2016; Assistente al disegno luci per Dirty Dancing Italia e UK tour” regia di F. Bellone nel 2016; Sempre nel 2016 firma le luci di “Footloose” il musical regia di Martin Michel e “Le Avventure di Alice nel Paese delle meraviglie” regia di Chiara Noschese per Stage Entertainment. Assistente al disegno luci per “American Idiot” regia di Marco Iacomelli; Nel 2017 firma come luci associate “Grease 20 anniversario” regia di Saverio Marconi e “La Febbre del Sabato Sera” regia di Claudio Insegno. Nel 2017 firma le luci di “Flashdance il musical” regia di Chiara Noschese. Nel 2018 firma le luci di “Pesce d’ Aprile” regia di Cesare Bocci. Nel 2019 firma le luci di “A Chorus Line” regia di Chiara Noschese; Balliamo Sul Mondo e Singin’ in the Rain, sempre con la regia di Chiara Noschese. A seguire nel 2019 firma le luci per la nuova edizione di We Will Rock You con la regia di Michaela Berlini. Nel 2020 firma le luci di “Don Giovanni” opera in forma semiscenica regia di Marco Gandini. Nel 2021 firma le luci di “Pretty Woman il musical” regia di Carline Brouwer. Nel 2022 “Pretty Woman el musical“ Barcellona, regia di Carline Brouwer; Sister Act il musical regia di Chiara Noschese.

 

RECITE

giovedì, 20 febbbraio 2025 – ore 20.30 Prosa off   

I singoli biglietti degli spettacoli saranno in vendita a partire da sabato 7 settembre ore 10.00, presso il botteghino del Teatro e online su questo sito.

Al momento sono in vendita gli abbonamenti… NON PERDERTELI!

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PREZZI

Posto unico     20€+ prev.
Under18 / tariffa Inteatro 10€

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