La febbre dell’oro

La febbre dell’oro

Arena Teatro Sociale
domenica 13 luglio – ore 21.30

Regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio e musica di Charlie Chaplin
Prima proiezione (b/n versione muta): Teatro egizio di Grauman di Hollywood, 26 giugno 1925 (versione sonora 1942)

Direttore
Philippe Beran

Ensemble de La Verdi di Milano

in collaborazione con
Lake Como Film Festival

in occasione del centenario della creazione di Charlot

Figlio d’arte, nato a Londra il 16 aprile 1889, Charlie Chaplin fu attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore, autore di oltre novanta film e tra i più importanti cineasti del ‘900. A lui si deve la creazione geniale di Charlot – di cui si celebra quest’anno il centenario – il ‘vagabondo’ gentiluomo con bombetta e bastone da passeggio, malinconico e disincantato, che intere generazioni hanno amato. Emblema dell’alienazione umana di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, Charlot si avventura nel Klondike, in The Gold Rush (1925), a caccia dell’oro. Tra innevate avventure e corteggiamenti della bella Georgia, tornerà a casa da uomo ricco.
A Como, vedremo una versione restaurata de La febbre dell’oro, con musiche originali di Charlie Chaplin, eseguite nell’arrangiamento di Timothy Brock dall’Ensemble de LaVerdi di Milano. Sul podio il ginevrino Philippe Beran, che da sempre si dedica a concerti pedagogici e ai progretti di musica e cinema.
Ho avuto del filo da torcere con La febbre dell’oro, cercando di trovare una motivazione. Dici a te stesso: cosa faccio? Nella febbre dell’oro, troverai l’oro. E quindi? Cosa succede poi? Come diamine sono noiose tute le storie del grande Nord e dell’Alaska. E farne una commedia, poi…
Allora pensai alla neve; pensai di far congelare tutto: togliersi i calzettoni e i pantaloni e stavano ritti. Ma poi, che succede? Poi, pensai ad una situazione particolare: la fame. Avevo letto della spedizione Donner, che si era persa nelle montagne innevate ed erano morti di fame, con fenomeni di cannibalismo, mangiando i lacci delle scarpe e qualunque altra cosa.
E pensai: – Beh, sì… c’è qualcosa di comico in questo.

Charlie Chaplin (intervista con Richard Meryman, LIFE 10 marzo 1967)