Il ritmo della danza

Il ritmo della danza

Charles Gounod (1818-1893)
Musica da balletto dall’opera Faust
Les Nubiennes. Valse (Allegretto)
Adagio – Animato
Danse antique (Allegretto)
Variations de Cléopâtre (Moderato maestoso)
Les Troyennes (Moderato con moto)
Variations du miroir (Allegretto)
Danse de Phryné (Allegro vivo) 

Gabriel Fauré (1845-1924)
Pavane, op. 50

Jules Massenet (1842-1912)
Musica da balletto dall’opera Le Cid
Aragonaise
Andalouse
Navarraise

Léo Delibes (1836-1891)
“Duo des fleurs” dall’opera Lakmé

Martina Bianculli
, soprano
Benedetta Mazzetto, mezzosoprano

Hector Berlioz (1803-1869)
Un bal dalla Symphonie fantastique, op.14

Jean-Philippe Rameau (1683-1764)
“Entrée pour les Muses, les Zéphyres, les Saisons, les Heures et les Arts” dall’opera Les Boréades

 

Direttore Bruno Dal Bon

Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Como

in collaborazione con Conservatorio di Como

 

Le musiche composte per essere danzate vivono di una dinamica ritmica interna che racchiude in sé la volontà liberatrice di un corpo. È noto come il ritmo di una danza, che sia sfrenato o malinconico, vivace o pacato, generi sempre un irresistibile desiderio d’abbandonarvisi scaricando le passioni e purificando lo spirito. Per queste ragioni, quando componemmo il programma musicale di questo concerto, pensammo subito di eseguire alcune delle più belle musiche francesi dedicate al balletto. Musiche che, in questi primi mesi di riapertura della vita musicale nei teatri, ci permettessero di rivivere insieme un momento festoso e liberatorio.

I sette episodi del balletto del Faust di Gounod aprono il concerto rievocando antiche danze ispirate a figure di donne emblematiche come Cleopatra o Frine. Sempre ad una donna, la contessa Elisabeth Greffulhe, è dedicato il secondo brano di Fauré, la celebre Pavane dalla suasiva melodia incantatrice. Veniamo invece trasportati nelle terre ispaniche con i tre brani tratti dal balletto dell’opera Le Cid di Massenet dai quali spicca la suadente danza andalusa. Ancora due donne saranno protagoniste dell’unico brano vocale del concerto, una cullante barcarola, tratta dall’opera Lakmé di Delibes, cantata sulle sponde fiorite di un lontano ruscello indiano.

Un concerto dedicato alla danza non poteva non presentare il ballo più celebre del repertorio sinfonico: il secondo movimento della Symphonie fantastique di Berlioz che evoca, appunto, il gaio tumulto di una festa danzante. Conclude il concerto una delle pagine più belle della musica barocca composta da Rameau per l’opera Les Boréades. Una musica lenta che, nell’opera, accompagnando l’ingresso in scena delle muse, delle stagioni, delle ore e delle arti, sembra quasi invitarci a ritrovare finalmente uno stato di raccoglimento e di pace.

 

CONCERTISTICA OFF

 

 

 

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