All'interno della Stagione dedicata alla scienza del Teatro Sociale, OHT Office for a Human Theatre affronta, per la prima volta, un classico immortale della letteratura occidentale sui limiti della scienza, sulla crudeltà della natura umana, sull’ambizione e sul perdono, scritto nel 1818 da una giovanissima Mary Shelley, Frankenstein o il moderno Prometeo.

Frankenstein

FRANKENSTEIN

Regia, scena e scrittura Filippo Andreatta
Produzione Office for a Human Theatre
Coproduzione TPE Teatro Piemonte Europa, Snaporazverein (CH)

 

All’interno della Stagione dedicata alla scienza del Teatro Sociale, in una platea svuotata dalle sue poltrone, OHT Office for a Human Theatre affronta, per la prima volta, un classico immortale della letteratura occidentale sui limiti della scienza, sulla crudeltà della natura umana, sull’ambizione e sul perdono, scritto nel 1818 da una giovanissima Mary Shelley, Frankenstein o il moderno Prometeo.

Ruotando attorno al momento dell’esperimento, opera affondi parziali e verticali nel testo, senza limiti di forma, linguaggio e durata. Il romanzo diventa materiale da esaminare, sezionare, ricucire, corpo disponibile per esperimenti diversi. Frammenti che mutuano l’oscenità del demone e diventano un assemblaggio deforme di materiale grezzo abbandonato precocemente; esperimenti che, mostrandosi nella loro inadeguatezza, innescano lo stesso corto-circuito all’origine della creatura di Frankenstein invitandoci a fare i conti con quello che siamo soliti omettere alla vista e consideriamo mostruoso.

Scritto da un’autrice ancora adolescente con l’intento di incutere paura, il capolavoro di Shelley anticipa l’ansia climatica contemporanea dando origine a un nuovo genere letterario; l’horror fantascientifico. Pubblicato subito dopo l’eruzione vulcanica più potente mai registrata dall’uomo, Frankenstein non è solo un’icona letteraria ma, innanzitutto, una reazione all’anomalia climatica provocata dal vulcano Tambora in Indonesia. Secondo i climatologi l’eruzione provocò l’Anno-Senza- Estate. Era il 1816 e in quell’atmosfera Mary Shelley scrisse Frankenstein.

La ricerca di OHT affonda nel cuore emotivo e letterario del romanzo per ascoltare la voce del mostro e riportarla al centro, scartando l’interpretazione di Frankenstein che ha sempre prevalso nell’immaginario sulla storia. La creatura rinasce come un neonato della letteratura occidentale, in fuga dalla solitudine e alla scoperta di sé stesso e del mondo. Un infante lasciato solo, a cui appaiono i primi colori, le forme acquisiscono volume, le mani iniziano ad afferrare, la gola e le labbra – fino a quel momento capaci soltanto di grida gutturali – articolano le prime parole. Una rinascita mostruosa che evade i confini letterari creando un nuovo immaginario.

 

Foyer
venerdì, 19 marzo 2027 – ore 19.30
FRANKENSTEIN, L’UOMO ELETTRICO
Video omaggio a cura di Mario Bianchi
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Platea
venerdì, 19 marzo 2027 – ore 20.30 Prosa OFF altrove

FRANKENSTEIN

Regia, scena e scrittura Filippo Andreatta
Testi tratti da Mary Shelley, Clarice Lispector
Suono e musica Davide Tomat
Performer Silvia Costa, Stina Fors / Maria Isidora Vincentelli
Luci Andrea Sanson
Costumi Lucia Gallone

Produzione Office for a Human Theatre
Coproduzione TPE Teatro Piemonte Europa, Snaporazverein (CH)

BIGLIETTI

I singoli biglietti degli spettacoli saranno in vendita a partire da sabato 5 settembre ore 10.00, presso il botteghino del Teatro e online su questo sito.

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RECITE

Platea
venerdì, 19 marzo 2027 – ore 20.30 Prosa OFF altrove

PREZZI

Posto unico     20€+ prev.
Under18          10€

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