Don Quichotte
Don Quichotte
Don Quichotte
Don Quichotte
Don Quichotte
Don Quichotte

Don Quichotte

Comédie-héroïque in cinque atti. Musica di Jules Massenet. Libretto di Henri Caïn da Le Lorrain.
Prima rappresentazione: Monte Carlo, Grand Théâtre, 19 febbraio 1910.

Direttore Jacopo Brusa
Regia Kristian Frédric
Scene Marilène Bastien
Costumi Margherita Platé
Luci Rick Martin
Video Antoine Belot
Assistente Regia Richard Rittelmann

Maestro del coro Diego Maccagnola

Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali

Coproduzione Teatri di OperaLombardia

Nuovo allestimento

 

Il Teatro Sociale di Como chiude la Stagione d’opera 2025-26 con un titolo di rara esecuzione, Don Quichotte del compositore francese Jules Massenet, in scena venerdì 16 gennaio 2026 alle ore 20.00 e domenica 18 gennaio 2026 alle ore 15.30.

Don Quichotte è una comédie héroïque in cinque atti: un’opera lirica che fonde eroismo, comicità, malinconia e poesia attraverso una partitura elegante e raffinata, tipica dello stile di Massenet.
Giunto verso la fine della sua vita, Massenet si sentì irresistibilmente attratto dalla figura di Don Chisciotte come incarnazione di una classicità, eroica e sublime, che ormai volgeva al tramonto.
Nell’opera confluirono solo poche scene del capolavoro di Cervantes e venne data grande importanza al personaggio di Dulcinea, che diventa la coprotagonista dell’opera. All’interno della partitura, si ritrovano dettagli di pregio che rendono questo titolo un capolavoro della letteratura romantica, delineando personaggi malinconici e sognatori.

I Teatri di OperaLombardia propongono una nuova produzione di Don Quichotte, con la regia di Kristian Frédric e la direzione d’orchestra del M° Jacopo Brusa, che aveva già diretto per OperaLombardia Don Carlo nel 2023 e per il Teatro Sociale-AsLiCo al Festival Como Città della Musica Turandot, nella X edizione di 200.Com Un progetto per la città 2024.

In questa versione, Frédric, con il supporto delle scene di Marilène Bastien, i costumi di Margherita Platé, le luci di Rick Martin e i video di Antoine Belot, offre una lettura contemporanea e metaforica dell’opera.
Il protagonista è un ex intellettuale, colto, sensibile, la cui memoria lo sta abbandonando; vive in una casa di riposo, ma nella sua mente, i confini si sciolgono. I volti del quotidiano diventano personaggi di romanzo, gli oggetti si trasformano in compagni d’avventura. Infermieri, pazienti e oggetti quotidiani si trasformano in figure della fantasia cavalleresca: un mondo tra allucinazione, dolore, ironia e sogno.
Questa lettura rende l’opera un’occasione per riflettere sulla fragilità umana, sulla cura, sullo sguardo pieno di compassione verso chi si perde nei propri labirinti interiori, sull’illusione e sull’energia del sogno come ultima difesa dell’anima

La direzione di Jacopo Brusa mette in luce Don Quichotte come un vero “testamento musicale” di Massenet, valorizzandone la pluralità di linguaggi — dall’esotismo spagnolo al contrappunto, dal melodismo al finto barocco — sempre in stretta funzione teatrale e narrativa. La sua lettura, coerente con la regia, sottolinea il carattere crepuscolare e onirico dell’opera, evidenziando l’idea del sogno e della continuità tra inizio e fine della vita come nucleo poetico e musicale centrale.

Protagonisti saranno Nicola Ulivieri nel ruolo di Don Quichotte, Giorgio Caoduro in quello di Sancho, Chiara Tirotta in Dulcinée, e poi Raffaele Feo (Juan), Roberto Covatta (Rodriguez), Marta Leung (Pedro), Erica Zulikha Benato (Garcias), Alessandro Carrera e Marco Tomasoni (Primo e Secondo Valletto). Insieme a loro il Coro OperaLombardia diretto dal Maestro Diego Maccagnola e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali.

Un emozionante viaggio tra romanticismo e comicità, ricco di musica coinvolgente e atmosfere evocative.

 

Sala Bianca
domenica, 11 gennaio 2026 – ore 11.00
Aspettando… Don Quichotte
A cura di Fabio Sartorelli
scopri di più

venerdì, 16 gennaio 2026 – ore 20.00 Opera turno A
domenica, 18 gennaio 2026 – ore 15.30 Opera turno B
DON QUICHOTTE

Comédie-héroïque in cinque atti. Musica di Jules Massenet. Libretto di Henri Caïn da Le Lorrain.
Prima rappresentazione: Monte Carlo, Grand Théâtre, 19 febbraio 1910.

Don Quichotte Nicola Ulivieri
Sancho Giorgio Caoduro
La belle Dulcinée Chiara Tirotta
Juan Raffaele Feo
Rodriguez Roberto Covatta
Pedro Marta Leung
Garcias Erica Zulikha Benato
Primo Valletto Alessandro Carrera
Secondo Valletto Marco Tomasoni


Direttore
Jacopo Brusa
Regia
Kristian Frédric

Scene Marilène Bastien
Costumi Margherita Platé
Luci Rick Martin
Video Antoine Belot

Assistente Regia Richard Rittelmann
Assistente alle scene  Valeria Vago

Maestro del coro Diego Maccagnola

Coro OperaLombardia

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Coproduzione Teatri di OperaLombardia

Nuovo allestimento

NOTE DI REGIA
di Kristian Frédric Regista

«Ho voluto che questo Don Quichotte fosse il viaggio interiore di un uomo che cerca ancora un senso nel mondo che lentamente si dissolve»

Qui, Don Quichotte si chiama Nicola. È un ex intellettuale, colto, sensibile, la cui memoria lo sta abbandonando con dolcezza. Vive in una casa di riposo elegante, immersa in una luce tenue –ma nella sua mente, i confini si sciolgono. I volti del quotidiano diventano personaggi di romanzo, gli oggetti si trasformano in compagni d’avventura.

In questa regia non voglio mostrare la malattia, ma ciò che essa rivela:
la parte infantile che resiste, la potenza del sogno, la forza di inventare ancora, anche quando tutto sembra svanire. Renata diventa Dulcinea, Sancho diventa un fratello d’anima, e la casa si trasforma in un regno. Tra realtà e immaginazione, Nicola ritrova un soffio d’avventura, una dignità, una luce.

«Questo Don Quichotte non è quello della caduta, ma della trasfigurazione»

Parla della fragilità, della cura, dello sguardo pieno di compassione verso chi si perde nei propri labirinti interiori. E interroga ciò che l’arte può ancora fare quando la memoria scompare:
può raccogliere i frammenti di una vita, mantenere viva una traccia, come quelle mani d’ocra che un tempo si posavano sulle pareti delle grotte?

Forse creare, recitare, cantare – è semplicemente questo: lasciare un’impronta, un segno, un respiro contro l’oblio.

«L’arte non spiega. Testimonia. Sussurra con dolcezza: sono qui»

 

NOTE MUSICALI
di Jacopo Brusa Direttore d’orchestra

“Semplicemente, un sogno”

Il Don Quichotte è l’ultimo grande successo di Jules Massenet, compositore estremamente prolifico che, nel momento in cui l’opera debutterà a Monte Carlo nel 1910, aveva all’attivo più di trenta titoli in sessantotto anni di vita. Tutta l’esperienza e la maestria maturata negli anni si concentrano in quello che definirei un vero e proprio “testamento musicale”.

Nel Don Quichotte troviamo una moltitudine di linguaggi, assemblati magistralmente da un uomo di Teatro che riesce a farli coesistere facendoli apparire nell’esatto momento in cui l’azione scenica lo richiede, descrivendo i caratteri e i sentimenti con l’apparente e accattivante semplicità propria dei Grandi.

In questo “compendio” troviamo l’ammiccante esotismo spagnolo che, dopo Don César de Bazan, Le Cid o La Navarraise, Massenet utilizza con estrema disinvoltura; la tecnica contrappuntistica, magistralmente utilizzata nel Quinto Atto, frutto delle esperienze maturate negli Oratori e nelle Cantate Sacre; il facile e suadente melodismo ereditato dalle ottanta e più Canzoni scritte nel periodo di attività e, infine, le citazioni (più o meno originali) di quel finto Barocco che, da una parte, si lega ad identificare il “vecchio” Don Quichotte e dall’altra vuole ricordare l’ambientazione originale con danze tipiche “spagnoleggianti”, come la Sarabanda (anche se sembra Rameau!).

A proposito di citazioni, inevitabile è il collegamento al Falstaff verdiano. Anch’esso ultimo grande successo di un immenso compositore, come Don Quichotte riflette sulla vita dal punto di vista crepuscolare. La pomposità è in entrambi i casi parodistica ma, se da una parte la “morale” è che la vita è una burla e così bisogna prenderla, nel bene e nel male, qui Massenet ci invita a perseguire sempre i nostri ideali e, soprattutto, i nostri sogni.

Nel nuovo allestimento di Kristian Frédric, Don Quichotte diventa, ancora di più, “simbolo” di quegli ideali di virtù che germogliano nell’infanzia e che, molte volte, si perdono con l’età cosiddetta “matura”, facendoli rivivere in quella senilità che, a causa di una malattia tragica, riporta ai ricordi lontani più facilmente che a quelli vicini.

L’opera si aprirà, quindi, con l’incontro tra il Don Quichotte “bambino” e il Don Quichotte “anziano”. Per questa ragione, ho deciso di riprendere la scelta operata dal M° Georges Prêtre nel 1982 quando, alla Fenice, fece eseguire il Preludio della morte del Quinto Atto anche all’inizio dell’opera, per sottolineare l’ideale continuità tra l’inizio e la fine di quel grande sogno che è la vita.

Jacopo Brusa Direttore

Diplomato in organo e direzione d’orchestra, Jacopo Brusa è considerato uno dei più interessanti direttori d’orchestra della sua generazione. Fin dai suoi esordi, la critica nazionale ed internazionale lo considera “una piacevole scoperta” e la sua concertazione viene definita “impeccabile”, “vivace e ben calibrata”, “con spiccatissimo senso teatrale”.
Molteplici e significativi gli impegni delle ultime Stagioni che lo hanno portato a collaborare, sia in ambito operistico che sinfonico, con compagini italiane e straniere quali l’Orchestra e il Coro dell’Arena di Verona, la Real Orquesta Sinfonica di Siviglia, l’Orchestra Sinfonica di Milano,LA Sofia Philharmonic Orchestra, l’Orchestra del Teatro “Carlo Felice” di Genova, l’Orchestra e il Coro del Teatro “G. Verdi” di Trieste, la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Filarmonica Italiana, la CRR Symphony Orchestra di Istanbul, l’Orchestra “Virtuosi Brunenses” di Brno e l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” di Pesaro. Inoltre, è stato ospite di importanti teatri e festival come la Fondazione Arena di Verona, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Teatro de la Maestranza di Siviglia, la Bulgaria Hall, il Teatro Verdi di Trieste, il Macerata Opera Festival, il “Rossini in Wildbad” Belcanto Opera Festival, la Fondazione Donizetti di Bergamo, il Teatro Fraschini di Pavia, il Teatro Sociale di Como, il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Grande di Brescia, il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, l’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari e il “Lerici Music Festival”.
Jacopo Brusa ha debuttato con successo di pubblico e di critica le seguenti opere liriche: ”Turandot”, “Madama Butterfly” e “Gianni Schicchi” di G. Puccini; “Don Carlo”, “Il trovatore” e “La traviata” di G. Verdi; “Guglielmo Tell”, “La Cenerentola”, “L’inganno felice” e “La cambiale di matrimonio” di G. Rossini; “Carmen” di G. Bizet; “Così fan tutte” e “Flauto Magico” di W. A. Mozart; “Le maschere” di P. Mascagni; “Nozze Istriane” di A. Smareglia; “La serva padrona” di G. B. Pergolesi; “Ein Walzertraum” di O. Straus e “Il Sordo”, opera contemporanea su libretto di Leo Nucci.
Debutterà nell’autunno 2025 due titoli iconici del repertorio operistico: “Il barbiere di Siviglia” di G. Rossini e “Don Quichotte” di J. Massenet.
Ha registrato per le reti televisive nazionali Rai 3, Rai 5 e Radio Tre Rai.

 

Kristian Frédric Regista e librettista

Kristian Frédric appartiene a chi vede nel teatro e nella musica non un luogo di rappresentazione, ma un rifugio di umanità. Da sempre attraversa il confine sottile tra vita e sogno, tra visibile e invisibile – quel limbo fragile dove l’arte diventa respiro, dove il palco si fonde con la memoria e l’intimo soffio dell’anima.

Nato nel teatro, nutrito di poesia e letteratura, porta con sé il gusto delle grandi mitologie dell’uomo – quelle della caduta e della redenzione, della bellezza che resiste.

Eppure il suo gesto è contemporaneo: trasforma le opere, le sposta, le radica nel nostro mondo per farle vibrare ancora, incarnate, necessarie.

Libero pensatore, autore dei propri libretti, fa del testo un prolungamento della regia, un respiro di carne e di senso. Ogni parola, ogni silenzio, diventa materia drammatica: la scrittura si apre come spazio scenico, il palco diventa pagina viva dove si scrive l’emozione.

Nelle sue creazioni liriche – che nascono dal grande repertorio o da collaborazioni moderne – cerca sempre l’incontro tra l’intimo e l’universale. I personaggi che mette in scena sono attraversati dalla luce e dalla frattura, anime in cerca di senso, testimoni della bellezza nella fragilità del mondo.

La sua direzione di attori, fine e organica, privilegia la verità dello sguardo, la tensione del gesto, l’ascolto tra interpreti. Crea universi plastici di grande forza visiva, dove luce, video e spazio scenico diventano compagni di gioco e metafore poetiche.

Kristian Frédric appartiene a quella scuola di registi che scrivono mentre immaginano: compone mondi in cui la musica dialoga con il silenzio, in cui il reale si eleva a simbolo. Il suo teatro, profondamente umanista, celebra ciò che, in ciascuno di noi, rimane vivo nonostante la perdita: la capacità di amare, di credere ancora e di sognare!

 

Marilène Bastien Scene

Scenografa e costumista, Marilène Bastien è molto attiva nell’ambiente della danza contemporanea e collabora con numerosi coreografi rinomati, tra cui Louise Bédard, Virginie Brunelle, Sylvain Émard, Catherine Gaudet, Lucie Grégoire, Hélène Langevin, Alan Lake, Ginette Laurin, Louise Lecavalier, Ismaël Mouaraki, Anne Plamondon, Jacques Poulin-Denis e Manuel Roque.

Recentemente ha realizzato i costumi di Faust di Gounod per l’Opéra de Québec (regia di Jean-Romain Vespirini). Sempre in ambito operistico firma la scenografia e i costumi di Aliénor (musica e libretto di Alain Voirpy, regia e libretto di Kristian Frédric, Opéra de Limoges, Francia, 2021), così come i costumi per l’opera Fando et Lis (musica di Benoît Menut dall’opera di Fernando Arrabal, libretto e regia di Kristian Frédric, Opéra de Saint-Étienne, Francia).

Tra le sue creazioni di costumi per il circo si annoverano la recente produzione di Benoît Landry Après la nuit, nonché tre produzioni del Cirque du Soleil (Bôcca, regia di Pierre Lapointe; Le monde est fou e Tout écartillé, regia di Jean-Guy Legault). Con il Cirque Éloize realizza i costumi per la Cerimonia di apertura dei Giochi del CCG a Zahra, in Kuwait (regia di Susan Gaudreau), nonché per Serge Fiori Seul Ensemble (regia di Benoît Landry). Con Éloize Expo cura la scenografia della mostra Sous les glaces arctiques con Mario Cyr.

In teatro partecipa a diverse creazioni al fianco dei registi Nini Bélanger (Splendide jeunesse e Petite sorcière di Pascal Brullemans), Michel-Maxime Legault (Les inventions à deux voix di Sébastien Harrisson e Ce que nous avons fait di Pascal Brullemans) e Catherine Vidal (Je disparais di Arne Lygre).

Nel 2015 Marilène viene nominata protetta di Anick La Bissonnière, vincitrice del prestigioso Premio Siminovitch.

 

Margherita Platé Costumi

Margherita Platé studia scenografia e costume all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 2022 firma i costumi per Otello di Giulio Ciabatti e Daniel Oren per l’apertura di stagione del Teatro Verdi di Trieste e di Le maschere di Giulio Ciabatti e Jacopo Brusa al Festival Illica di Castell’Arquato. Lo stesso anno firma Le relazioni pericolose di Carmelo Rifici, prodotto dal LAC di Lugano e vincitore del premio Schweizer Theatertreffen 2023. Disegna e realizza i costumi di Se ci fosse luce di Francesca Garolla, prodotto da ERT e LAC, e de L’eterno marito scritto da Davide Carnevali e diretto da Claudio Autelli (2023) in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, al Mercadante di Napoli e al Piccolo di Milano (2025). Firma i costumi di Oleandra presso il Teatro Fontana di Milano nel 2025, di Caterina Filograno, insieme alla quale è nella short list del Schweizer Theatertreffen 2024 con Siamo quelli giusti. Nel 2025 disegna i costumi di Don Quichotte di Kristian Frédric e Jacopo Brusa per ASLICO e l’apertura di stagione del Teatro Fraschini di Pavia.

È assistente ai costumi nell’ambito dell’opera lirica per diverse produzioni e riprese tra il 2021 e il 2026. In particolare lavora all’ Opéra de Nancy-Lorraine e l’Opéra national du Rhin a Strasburgo su Alcina di Serena Sinigaglia e collaborando con Maria Carla Ricotti (al ROF per Adelaide di Borgogna, con Manon Manon Manon al Teatro Regio di Torino e Traviata, di Arnaud Bernard, al Verdi di Trieste). Collabora, sempre in qualità di assistente, con Vanessa Sannino (I Dialoghi delle Carmelitane di Emma Dante al Teatro la Fenice di Venezia, Macbeth presso il MOF di Macerata, Cavalleria Rusticana e La Voix Humaine al LAC di Lugano e Giovanna d’Arco al Teatro Nazionale Croato di Ivan de Zajc di Emma Dante). Ha lavorato nell’ambito cinematografico/ADV come assistente di Grazia Colombini, Francesca Cibischino, Valentina Carcupino e Erica Barbato. È stata assistente di Sarah Speack nell’ufficio stile di Clun Upstairs a Milano, e collabora con la scenografa Giulia Munari per i props tessili dei suoi set. Dal 2023 insegna storia e progettazione del costume presso la Scuola del Teatro Musicale al Teatro Coccia di Novara e al Teatro Arcimboldi a Milano.

 

Rick Martin Luci

Il Lighting & Scenic Designer Rick Martin crea opere visive per teatro, opera, danza e altri eventi dal vivo da oltre venticinque anni. I suoi lavori sono stati presentati negli Stati Uniti, in Europa e in Sud America. Collaboratore di lunga data della compagnia francese con sede a Bordeaux Clarac-Delœuil > le lab, ha realizzato progetti con Le Lab negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Belgio, Portogallo, Brasile, Argentina e in altri paesi. Membro fondatore del collettivo teatrale Thick Description con sede a San Francisco, Rick ha curato il design delle prime rappresentazioni di molte nuove opere, tra cui testi dei drammaturghi Octavio Solis, Brighde Mullins, Eric Ehn e del compositore David Conte.

Per il Great Lakes Theater e l’Idaho Shakespeare Festival, ha firmato la progettazione di oltre cento produzioni nel corso della sua carriera. Rick ha ideato numerose opere originali, comprese prime assolute di testi dei drammaturghi Christopher Durang, Chiori Miyagawa, Will Power e Neena Beber. Ha inoltre collaborato con architetti e designer per la creazione di nuovi spazi performativi a New York, in California, Ohio, Nevada e Idaho, e ha insegnato Lighting and Spatial Design al Bennington College, alla Fordham University e alla Carnegie Mellon. I lavori di Rick sono apparsi in numerose pubblicazioni, tra cui Lighting & Sound America e The Norton Anthology of Drama.

 

Antoine Belot Video

Antoine Belot è un artista video e designer che vive e lavora a Nantes. Laureato in DNSEP Design all’Istituto Superiore delle Arti di Tolosa, sviluppa fin da subito un interesse per la 3D e l’animazione come mezzo per simulare la realtà ed esplorarne i limiti. La sua pratica si radica nell’osservazione sensibile dei fenomeni naturali: ricreare, ad esempio, il comportamento delle membrane di palloni stratosferici nel suo film Un ballon qui dérive se fiche de savoir l’heure qu’il est (2017) diventa per lui un modo di sospendere il tempo e di immergersi in un’altra cadenza del mondo, a metà strada tra arte e scienza. Oltre alla sua produzione personale, Antoine mette la sua esperienza nella 3D al servizio di artisti contemporanei come Tatiana Trouvé, Boris Achour o Bertrand Dezoteux, supportandoli sia su progetti scultorei che su complesse animazioni video. Nel 2019, incontra il regista Kristian Frédric. Da questa collaborazione nasce la sua prima partecipazione a un’opera, Aliénor, e più recentemente la creazione video di Don Quichotte, dove prosegue la sua esplorazione di immagini sensibili, spazi immaginari e dispositivi narrativi ibridi.

 

Diego Maccagnola Maestro del coro

Ha iniziato lo studio del pianoforte a Cremona, la sua città, presso l’Istituto Musicale Claudio Monteverdi. Ha conseguito il diploma in Pianoforte e il Diploma accademico di II livello in Discipline Musicali con il massimo dei voti e la lode. Ha conseguito inoltre il Master di Secondo Livello in Musica da Camera presso il Conservatorio A. Boito di Parma. Ha frequentato masterclass di pianoforte con docenti di fama internazionale quali Massimiliano Damerini, Paolo Bordoni, Benedetto Lupo e Sergei Dorensky presso il Mozarteum di Salisburgo. Si è perfezionato in Musica da Camera all’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma con Rocco Filippini e presso l’Accademia Chigiana di Siena con Alexander Lonquich. Premiato in numerosi concorsi pianistici nazionali, si è esibito in importanti Rassegne e Festival italiani e stranieri, quali la Società dei Concerti di Milano e Milano Classica, la Stagione cameristica del Teatro La Fenice di Venezia, il Festival Plateaux di Vitry sur Seine (Parigi) e in sale concertistiche quali il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Comunale di Ferrara, l’Auditorium Parco della Musica e il Teatro Valle di Roma, il Teatro Vittoria di Torino, il Teatro Verdi di Trieste, il “héatre entre des Bords de Marne e Jean Vilar-Vitry sur Seine di Parigi, la Phoenix Hall di Osaka. Ha inciso musiche per l’etichetta Discantica, per Movimento Classical e per Amadeus. Nel 2017 e nel 2019 è stato protagonista di due tournée in Giappone oltre a recitals presso il Music Salon Amadeus di Kobe e la Phoenix Hall di Osaka. È membro fondatore, insieme alla violinista Lena Yokoyama e al violoncellista Alessandro Copia, del Trio Kanon. Affianca ad un’intensa attività didattica e concertistica come pianista, quella di maestro di coro. Dal 1998 è cantore e assistente alla direzione nelle produzioni del Coro Costanzo Porta di Cremona e dal 2007 collabora con il OperaLombardia in qualità di Maestro del Coro. Ha lavorato con direttori quali Gianluigi Gelmetti, Diego Fasolis, Carlo Goldstein e Valerio Galli.

 

Nicola Ulivieri Basso

Nicola Ulivieri è ormai una presenza stabile nel panorama lirico internazionale. Dotato di voce di particolare bellezza, unisce a questa la sua linea di canto e lo fanno interprete prezioso per il bel canto grazie anche alla sua ottima presenza scenica.

In questa stagione: Nabucco al Teatro delle Muse di Ancona, Le comte Ory al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, Il cappello di paglia di Firenze al Teatro Carlo Felice di Genova, Il barbiere di Siviglia a Trento, Messa da Requiem di Romeo Castellucci al Liceu di Barcellona e Stabat Mater con l’Orchestra Sinfonica di Milano.

Presente da anni nei principali cartelloni internazionali è stato ospite del Teatro alla Scala in diverse occasioni, del Regio di Torino, la Fenice di Venezia, l’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, l’Accademia di Santa Cecilia, il Verdi di Trieste, il Comunale di Bologna, il Comunale di Firenze, il Teatro Massimo di Palermo, il Carlo Felice di Genova, il Filarmonico di Verona, al Rossini Opera Festival di Pesaro e tanti altri.

All’estero è stato ospite del Metropolitan opera house di New York, al Festival di Salisburgo, al Festival di Aix en Provence, al Theater an der Wien, all’Opera di Washington, al Teatro Real di Madrid, al Liceo di Barcellona, al Festival di Edimburgo, al La Monnaie di Bruxelles, all’Opera di Lyon, alla Welsh National Opera, all’Opera di Los Angeles, al Teatro Colon di Buenos Aires, al Musica Festival di Strasburgo, al Palau de les Artes di Valencia, al Teatro Sao Carlos di Lisbona, alla Staatsoper di Amburgo, al Dresden Music Festival, alla Konzerthaus di Vienna, Festival di Musica delle Canarie. Ha anche partecipato a concerti con la Royal Philarmonic, la Philharmonie di Munich, la Filarmonica di Tel Aviv e Radio France.

È stato diretto da importanti direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Zubin Mehta, Kent Nagano, Daniele Gatti, Nikolaus Harnoncourt, András Schiff, Michele Mariotti, Daniel Harding, Jesùs Lopez Cobos, Gianandrea Noseda, Jordi Savall, Fabio Luisi, Lu Jia, Daniel Oren, Marcello Viotti, Alain Lombard, Rinaldo Alessandrini, Roberto Abbado, Carlo Rizzi, Gianluigi Gelmetti e James Colon.

Gli è stato conferito il Premio Abbiati della Critica Italiana per le sue interpretazioni mozartiane.

Tra i suoi impegni recenti: Maria Stuarda a Parigi e Ginevra, Così fan tutte al Comunale di Bologna, Il Viaggio a Reims ad Amsterdam, Roma, Copenaghen e Mosca, I Puritani a Torino, Roma, Montpellier, Palermo e Barcellona, Il Flauto magico a Bologna, La Sonnambula a Parigi, Firenze, Muscat e Torino, Don Giovanni a Trieste, Tokyo e Palma de Mallorca, L’Italiana in Algeri a Treviso, Ferrara e Trieste, Benvenuto Cellini a Roma, Il Barbiere di Siviglia a Bilbao, Dresda; Roma e Milano, Norma a Macerata e a Bologna, Roméo et Juliette a Barcellona, Ricciardo e Zoraide a Pesaro, Peter Pan e Pulcinella a Stresa, La donna del lago a Marsiglia, Don Pasquale a Buenos Aires e Firenze, I Capuleti e i Montecchi, il debutto in Turandot a Torre del Lago, Bianca e Fernando e Anna Bolena a Genova e a Oviedo, L’elisir d’amore a Parigi, Nabucco a Sankt Margarethen, Béatrice et Bénédict a Genova.

 

Giorgio Caoduro Baritono

Nato a Monfalcone, è uno dei più stimati baritoni italiani della sua generazione ed uno dei maggiori esponenti del repertorio belcantistico dei nostri giorni.

Ha debuttato giovanissimo nel ruolo di Belcore ne L’elisir d’amore al Teatro dell’Opera di Roma e lo poi interpretato alla San Francisco Opera, al Teatro alla Scala, alla Staatsoper di Berlino, al Teatro Regio di Torino, all’Opéra de Lausanne, al Teatro Colón Buenos Aires, al Teatro Carlo Felice di Genova. Fra gli altri ruoli donizettiani del suo repertorio ricordiamo inoltre: Enrico in Lucia di Lammermoor (Sydney, Melbourne, Barcellona e Bologna); Dulcamara ne L’elisir d’amore (Bordeaux e, diretto dal M° James Conlon alla Los Angeles Opera); Lo Czar ne Il borgomastro di Sardaam (Donizetti Opera Festival).

Negli ultimi anni si è sempre più imposto con grandi riscontri di pubblico e critica come interprete di riferimento del repertorio rossiniano interpretando: Figaro ne Il barbiere di Siviglia (Teatro alla Scala, Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Opéra National de Paris, Opéra de Lausanne, Théâtre du Capitole di Toulouse, Sydney Opera House, Teatro Petruzzelli di Bari, Budapest Summer Festival, LAC di Lugano); Dandini ne La cenerentola (Parigi, Nizza, Losanna, Roma, Firenze, Bologna, Francoforte, Glyndebourne, Cardiff); Taddeo ne L’italiana in Algeri (Liceu di Barcelona, Staatsoper di Berlino, Opera di Roma, Aix-en-Provence); Don Profondo ne Il viaggio a Reims (Melbourne Arts Centre e Sydney Opera House con la regia di Damiano Michieletto); Gaudenzio ne Il Signor Bruschino (Rossini Opera Festival e Teatro Comunale di Bologna); Filippo ne La Gazzetta Rossini Opera Festival diretto dal M° Carlo Rizzi).

In ambito mozartiano ha eseguito il ruolo di Figaro ne Le nozze di Figaro (Staatsoper e Deutsche Oper di Berlino, Aix-en-Provence), il ruolo del titolo in Don Giovanni (Teatro Petruzzelli di Bari) e Papageno in Die Zauberflöte (Festival di Sanxay).

Il suo vasto repertorio include inoltre i ruoli di Lescaut in Manon Lescaut (Washington National Opera), Ping in Turandot (Royal Opera House, Covent Garden), Marcello ne La bohème (Los Angeles Opera, Staatsoper di Berlino, Sydney Opera House); Germont ne La Traviata (Florida Grand Opera), Ford in Falstaff (Festival Verdi di Parma), il ruolo del titolo in Rigoletto (Sydney Opera House), Guy de Montfort ne Les vêpres siciliennes diretto dal M° Daniele Gatti all’Opera di Roma ed alla Welsh National Opera); Escamillo in Carmen (Welsh National Opera); Dulcamara ne L’elisir d’amore (Staatsoper Stuttgart).

Ha collaborato con direttori del calibro di: Bruno Bartoletti, Bruno Campanella, James Conlon, Riccardo Frizza, Daniele Gatti, Daniel Harding, Jesús López Cobos, Nicola Luisotti Conductor, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Daniel Oren, Michel Plasson, Carlo Rizzi, Michele Spotti, etc… e registi quali: Marco Bellocchio, Irina Brook, Sir Peter Hall, Denis Krief, Damiano Michieletto, Francisco Negrin, Laurent Pelly, Pier Luigi Pizzi, Massimo Ranieri, Luca Ronconi, Jérôme Savary, Andrei Serban, Toni Servillo, Jacopo Spirei, Stefano Vizioli, etc…

Nel 2012 ha ricevuto l’Australian Green Room Award quale miglior cantante dell’anno.

Nel 2021 ha pubblicato il suo recital rossiniano The Art of Virtuoso Baritone per la casa discografica

riscuotendo grandi consensi da tutta la stampa internazionale.

Tra i suoi impegni recenti e futuri: Bozzone in Cublai Kahn di Salieri diretto da Christophe Rousset al Theater an der Wien (con incisione discografica per Harmonia Mundi); Dandini ne La cenerentola con la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi al Teatro Verdi di Trieste; Arno von Stahl nella prima esecuzione in italiano di Falso tradimento di Tutino a Sassari; un Concerto con orchestra al Rossini Opera Festival di Pesaro; Tartaglia ne Le maschere di Mascagni per il suo debutto al Wexford Festival Opera; Figaro ne Le nozze di Figaro per l’inaugurazione di stagione al Teatro Regio di Torino ed alla Welsh National Opera di Cardiff; il Concerto di fine anno al Teatro Verdi di Trieste; Lucifero nella Resurrezione di Händel alle Terme di Caracalla per il Teatro dell’Opera di Roma; il suo debutto come Mustafà ne L’italiana in Algeri a Reggio Emilia, Modena e Piacenza.

 

Chiara Tirotta Mezzosoprano

Nata a Reggio Calabria, si è laureata in canto al Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria studiando col padre, il M° Gaetano Tirotta.

Nel 2014 ha vinto il primo premio al concorso “Comunità Europea del Teatro Lirico Sperimentale A. Belli” di Spoleto ed è stata invitata a partecipare al Festival dei due Mondi dove ha debuttato in Gianni Schicchi nel ruolo della Zita e nell’Opera Alfred di F. Donatoni nel ruolo di Eleonor sotto la direzione del M° Marco Angius.

Vincitrice del concorso per “Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici” del Teatro alla Scala di Milano, nelle stagioni scaligere ha debuttato come Angelina in La Cenerentola di G. Rossini e in Un pâtre ne L’Enfant et les Sortilèges di M. Ravel.

Successivamente ha debuttato il ruolo di Dorabella in Così Fan Tutte al Teatro Carlo Felice di Genova, ruolo che ha ripreso successivamente al Teatro dell’Opera di Dubai nella fortunata tournée del Teatro di San Carlo di Napoli.

Nel 2021 ha debuttato al Teatro Filarmonico di Verona nel ruolo di Rosina ne Il Barbiere di Siviglia.

Ha cantato al Rossini Opera Festival di Pesaro nel ruolo di Marianna ne Il Signor Bruschino e Melibea ne Il Viaggio a Reims.

Nel 2023 ha debuttato nel ruolo di Charlotte in Werther presso il Teatro Filarmonico di Verona, dove è tornata come Bradamante nell’ Orlando Furioso di A. Vivaldi.

Tra i recenti e prossimi impegni:

Ha debuttato all’Opera Royal de Wallonie in Rosina ne Il Barbiere di Siviglia, ruolo che ha ripreso al Teatro alla Scala di Milano e che riprenderà nel 2025 al Teatro Comunale di Bologna.

Ha cantato il ruolo di Angelina ne La Cenerentola nel Circuito Marchigiano.

Ha debuttato in Cherubino ne Le Nozze di Figaro al Filarmonico di Verona e al Teatro Comunale di Bologna.

Nel 2025 tornerà l’Opera Royal di Wallonie come Cherubino ne Le nozze di Figaro. Debutterà il ruolo di Dulcinée in Don Quichotte di J. Massenet nella prossima Stagione 2025-2026 di OperaLombardia.

 

 

Raffaele Feo Tenore

Nato a Imperia dimostra fin da piccolo una particolare predisposizione alla musica. All’età di 11 anni il M°Gianfranco Brizio e la moglie, il soprano Josella Ligi, lo invitano a intraprendere lo studio del canto lirico, notata la naturale attitudine. Inizia il suo percorso con Alessandra Brunengo e in seguito con Paola Pittaluga; nel 2015 consegue il diploma accademico di primo livello in canto a pieni voti presso il conservatorio N.Paganini di Genova, sotto la guida di Gloria Scalchi. Si è perfezionato negli anni in numerose accademie prestigiose: Santa Cecilia Opera Studio, Accademia pucciniana di Torre del Lago, Accademia Rodolfo Celletti di Martina Franca e Accademia del Teatro Comunale Luciano Pavarotti-Mirella Freni di Modena. Nel suo percorso ha potuto apprendere da docenti illustri, tra cui Renata Scotto, Domenico Colaianni, Antonio Lemmo, Sherman Lowe. Chris Merrit, Leone Magiera, Angelo Gabrielli, Mariella Devia, Roberto Scandiuzzi, Ercole d’Aleo, Sonia Prina, Marco Camastra, Elisabetta Scano. Raffaele Feo ha da sempre dimostrato grande musicalità, sensibilità e duttilità vocale, portandolo ad affrontare un ampio repertorio, che va dalla musica antica e barocca a composizioni del ‘900, dal repertorio sacro di tutte le epoche all’opera romantica. Si esibisce dal 2011 nelle stagioni dei teatri di Savona, Modena, Piacenza, Ferrara, Reggio Emilia, Reggio Calabria, Rimini, Ravenna, Comunale di Bologna, Fenice di Venezia, Opera di Roma. Tra gli ultimi impegni sicuramente sono da ricordare: a giugno/luglio 2025 ha interpretato Governor, Vanderdendur e Ragotski in Candide di L. Bernstein nei teatri di Trieste e Bologna, diretto da K. Rodes, regia R. Zanella; a gennaio 2025 è stato Jeppo Liverotto nell’opera Lucrezia Borgia di G. Donizetti al Teatro dell’Opera di Roma, direttore R. Abbado, regia V. Carrasco; nell’autunno 2024 si è esibito in concerto all’interno del Festival Verdi di Parma ne Il Canto Sospeso di L. Nono, diretto da M. Pascal; ha partecipato al riallestimento savonese di Madama Butterfly di G. Puccini, diretto da C. Della Sciucca e F. Angelico, con la regia di Renata Scotto ripresa da R. Bonajuto, con repliche a Savona, Ancona e Rete Lirica Marchigiana; ha cantato nuovamente nel circuito lirico lombardo in Rigoletto di G. Verdi, produzione del Teatro Fraschini di Pavia, diretto da A. D’Agostini e regia di M.M. Graziano con repliche a Como, Cremona e Bergamo. A gennaio 2024 Raffaele ha fatto il suo debutto al Teatro San Carlo di Napoli ne I Vespri Siciliani di Verdi, calcando il palcoscenico a fianco di alcuni dei maggiori interpreti odierni (Pretti, Agresta, Esposito, Olivieri), diretto da H. Nanasi e regia di E. Dante; in primavera e in estate è tornato a interpretare Altoum (Circuito Lirico Emiliano, direttore M. Guidarini, regia M. Frigeni) e Pang in Turandot (Teatro Sociale di Como, direttore J. Brusa, regia V. Carrasco) e ha partecipato a una coproduzione tra il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Alfieri di Asti esibendosi in Carmina Burana di C. Orff, direttori G. Di Stefano e G. Magnanini. Nel luglio 2022 e 2023 Raffaele ha partecipato al festival Illica di Castell’Arquato nella produzione di Le Maschere di Mascagni, interpretando il ruolo di Brighella, e nell’esecuzione della prima mondiale di “il 3001” Illica/Sarris, con grande consenso di pubblico e critica. Dall’autunno 2022, Raffaele si esibisce costantemente nel Circuito Lirico Lombardo, cantando nei teatri di Como, Pavia, Cremona, Brescia e Bergamo. Nel 2022/23 ha interpretato Rinuccio in Gianni Schicchi per l’associazione Voz Y Alma di Genova. Nel maggio 2023 è stato invitato a Londra per un concerto di musica da camera, con programma un ciclo di Lieder composti a Dachau dal compositore L.Kaczmarek in prima esecuzione mondiale.

Raffaele Feo sarà impegnato in novembre /dicembre in The Messiah di G. F. Handel con l’orchestra sinfonica di Padova e del Veneto, diretto da Filippo Maria Bressan e nella primavera del 2026 tornerà al teatro dell’Opera di Roma in Romeo et Juliette di C. Gounod.

 

Roberto Covatta Tenore

Roberto Covatta ha studiato canto con il soprano genovese Rosetta Noli e in seguito si è perfezionato con Roberto Coviello, Luciana Serra e Ugo Benelli. Ha debuttato al Teatro Regio di Torino nella Turandot messa in scena da Zang Yimou nel 1999, cui sono seguiti i debutti all’Opera Theatre of Dublin (Norma nel 2003, Tosca nel 2004), alla De Nederlandse Opera Amsterdam (Rigoletto 2004) e alla Fenice di Venezia (Parsifal, 2005).

Da allora viene regolarmente invitato da alcuni dei più prestigiosi teatri italiani ed europei: La Scala di Milano (Turandot con Riccardo Chailly), Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera (La fanciulla del West), La Monnaie de Bruxelles (Lucrezia Borgia, Trovatore, Guillaume Tell, Rigoletto, La Gioconda), Dutch National Opera Amsterdam (Simon Boccanegra, Lucia di Lammermoor, Turandot), Festspielhaus Baden-Baden (Tosca), Maggio Musicale Fiorentino (Gianni Schicchi, Orphée aux Enfers, Madama Butterfly), Opéra de Nice (Turandot), Arena di Verona (Carmen, Nabucco, Tosca), Teatro San Carlo di Napoli (Il cappello di paglia di Firenze, Tosca, Evgenij Onegin), Opera Lombardia (Il cappello di paglia di Firenze, Les Contes d’Hoffmann, Carmen Napoli milionaria di Nino Rota), Teatro Regio di Parma (Turandot, Carmen), Théâtre du Capitole de Toulouse (La forza del destino, La Gioconda).

Il suo repertorio spazia dall’opera buffa settecentesca (L’impresario in angustie di Cimarosa, La finta semplice e Bastiano e Bastiana di Mozart, Il filosofo di campagna di Galuppi) all’operetta francese (Offenbach) fino al Novecento italiano (I quatro rusteghi di Wolf-Ferrari, Volo di notte di Dallapiccola) e straniero (A Midsummer Night’s Dream di Benjamin Britten).

È stato diretto, fra gli altri, da Riccardo Chailly, Zubin Metha, Yannick Nezet-Seguin, Daniel Oren, Fabio Luisi, Paolo Arrivabeni, Alain Altinoglu, Carlo Rizzi, Evelino Pidò, Jurai Valčuha, Daniele Callegari, Alexander Anissimov, Daniele Rustioni, e da registi quali Nikolaus Lenhoff, Robert Carsen, Denis Krief, Hugo de Ana, Olivier Py, Tobias Kratzer, Barrie Kosky, Arnaud Berbard.

Impegni recenti: Rigoletto al Teatro La Fenice di Venezia; La traviata al Teatro Carlo Felice di Genova ed al Teatro La Fenice di Venezia; Madama Butterfly a Rovigo, Padova e Treviso; La fanciulla del West alla Bayerische Staatsoper di Monaco; Il tabarro e Gianni Schicchi al Teatro Regio di Torino ed a La Monnaie di Bruxelles; La Gioconda, Evgenij Onegin e Tosca al Teatro San Carlo di Napoli; Werther al Teatro Carlo Felice di Genova; Falstaff a Busseto per il Festival Verdi; nei teatri di Opera Lombardia; al Teatro San Carlo di Napoli; Turandot con la Israel Philharmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta.

Progetti futuri: Robin Hood di Dall’Ongaro (Little John) alla Royal Opera House di Muscat; Falstaff al Teatro Regio di Parma per il Festival Verdi; La Gioconda al Liceu di Barcellona; L’incoronazione di Poppea al Théâtre du Capitole de Toulouse.

 

Marta Leung Soprano

Apprezzata per la morbidezza, la bellezza del timbro e la musicalità spiccata, Marta Leung è un soprano italo-mauriziano vincitrice di numerosi concorsi lirici tra cui il 55° Concorso Voci Verdiane di Busseto, il IX concorso Città di Brescia Omaggio a Maria Callas, il II concorso internazionale Symphoniam, il Concorso lirico internazionale Enzo Sordello. Tra i suoi impegni recenti e futuri: Micaela ne La Carmen di Bizet, Solista ne la IX sinfonia di Beethoven, Solista nel Requiem di Faurè, Leonora in Il Trovatore, Zerlina in Don Giovanni di Mozart. Precedentemente ha vestito i ruoli di Mimì e Musetta in La Boheme di Puccini, Violetta ne La Traviata, Angelica in Suor Angelica, Reginotta ne IL 3001 (prima assoluta – vincitore del premio Festival Illica), Rosaura ne Le Maschere di Mascagni, Diana e Un femme greque in Iphigenie en Tauride di Gluck, Serpina ne La Serva Padrona di Pergolesi. Inoltre ha vestito i ruoli di Lola in Cavalleria Rusticana, Flora Bervoix ne La Traviata, Bianca e Gabriella ne La Rondine, Il gatto e Pulcinella nel Pinocchio di Valtinoni, Kate Pinkerton nella Madama Butterfly, Giovanna in Rigoletto, Nicklausse e la Muse ne Les conte d’Hoffmann, Dorabella in Così fan tutte, Rosina ne il Barbiere di Siviglia, Angelina ne la Cenerentola, Zaida ne Il turco in Italia, La Ciesca in Gianni Schicchi, La voce e Visita nel Markheim. Lavora con direttori quali Diego Fasolis, Fabrizio Maria Carminati, Sebastiano Rolli, Massimo Zanetti, Christian Franklin, Jacopo Brusa, Lorenzo Passerini, Alvise Casellati, Lorenzo Tazzieri, Daniel Smith , Jacopo Rivani, Mario Menicagli, Guy Condette, Giulio Laguzzi, Aldo Salvagno ,Giuseppe Acquaviva, Riccardo Bianchi e registi quali Emma Dante, Alfonso Antoniozzi, Alessio Pizzech, Lorenzo Amato, Giorgio Gallione, Cesare Scarton, Andrea Bernard, Luca Valentino, Giulio Ciabatti, Lorenzo Giossi, Alfonso De Filippis esibendosi in Italia e all’estero in teatri quali : Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Torino, Teatro Regio di Parma e Verdi di Busseto, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Politeama di Lecce, Tokyo Bunka Kaikan – Osaka Festival Hall e Nagoya Aichi Art Center, Anfiteatro Romano di Amman, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro Giglio di Lucca, Teatro Coccia di Novara, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Sociale di Como, Teatro Carcano di Milano, Teatro Brancaccio di Roma, Teatro Vespasiano di Rieti, Teatro della Valletta di Malta, Coliseu Dos Reicreios di Lisbona, il Festival Illica, il Centro Cultural Amaia di Irun, Konstantin Kisimov Theatre e il Gimyf di Genova. Si è fatta apprezzare come solista nel Gloria di Vivaldi, Stabat Mater di Pergolesi, Te Deum di Charpentier, la messa da Requiem di Mozart K626, La Passione nelle intonazioni del Laudario 91 di Cortona, Jephte di Carissimi come IV historicus, Vesprae Solemnes de Confessore di Mozart, Messa dell’incoronazione di Mozart, Messa k275 di Mozart. Si diploma col massimo dei voti presso il conservatorio A. Vivaldi di Alessandria e successivamente si perfeziona all’accademia nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Renata Scotto. Attualmente studia con Susy Dardo e Paolo Grosa. Negli anni si è perfezionata con artisti quali Lella Cuberli, Sonia Ganassi, Bernadette Manca Di Nissa, Roberto De Candia, Mariella Devia e con i maestri Richard Barker e Stefano Giannini.

 

Erika Zulikha Benato Mezzosoprano

Mezzosoprano, ha compiuto gli studi musicali presso i conservatori di musica “Cesare Pollini” di Padova e “Antonio Buzzolla” di Adria, dove si è brillantemente diplomata in Pianoforte e in Canto.

Attualmente si sta perfezionando con il mezzosoprano Luciana D’Intino.

Nel mese di novembre 2014 ha interpretato, presso la Sala Carmeli di Padova, il ruolo della Suora Zelatrice nell’opera: “Suor Angelica” di G. Puccini, con la regia di Mara Zampieri. Nel 2015 ha ricoperto il ruolo della Signora Guidotti nell’opera I Due di Nino Rota, una produzione realizzata dal conservatorio di Adria, con l’Orchestra del Conservatorio di Adria diretta dal M. Carla Delfrate e con la regia di Stefania Panighini. Si è esibita in un paio di concerti al teatro “C. Goldoni” di Venezia accompagnata dalla Serafin Youth Symphony Orchestra diretta dal maestro R. Banzato.

A marzo 2018 ha cantato alcune arie d’opera dedicate all’universo femminile presso il teatro “Mario del Monaco” di Treviso, durante lo spettacolo “Indomite donne” promosso dal comune di Treviso. Nell’ottobre 2018 è arrivata in finale al concorso lirico “F. Lattuada” di Morimondo (Mi).

Nell’autunno 2019 ha debuttato nel ruolo di Zerlina nel “Don Giovanni” di W.A.Mozart , allestito dall’Accademia Filarmonica di Camposampiero con la Venice Chamber Orchestra diretta dal Maestro P. Semenzato. A dicembre 2019 ha debuttato nel ruolo di Suzuki nella “Madama Butterfly” di G. Puccini presso il teatro “Barbarigo” di Padova e nel ruolo di Cherubino ne “Le nozze di Figaro” di W.A. Mozart presso il teatro comunale di Pergine.

A maggio 2021 è risultata finalista al concorso internazionale “Mario Orlandoni” di Como. A luglio 2021 ha debuttato il ruolo di Rosina da “Il Barbiere di Siviglia” durante il festival Ticino, rappresentato in più teatri del Canton Ticino tra cui il conservatorio di Lugano e il Lac.

Nel settembre 2021 è stata Zerlina dal “Don Giovanni” di W.A. Mozart presso il teatro “Zandonai” di Rovereto con la direzione di Giuseppe Sabbatini e la regia di Nicola Ulivieri. Nell’ottobre 2021 ha partecipato alla masterclass tenuta da Ildebrando D’Arcangelo sulla trilogia Mozart-Da Ponte.

Nel maggio 2022 è stata “La Ciesca” Da “Gianni Schicchi” di G. Puccini presso il teatro Comunale di Treviso durante le recite per le scuole. Sempre nel maggio 2022 ha vinto il secondo premio del concorso Ba Lirica International Voice Competition e ha ricevuto il premio speciale della giuria presieduta dal Tenore Nicola Martinucci. A marzo 2023 ha debuttato il ruolo di Carmen dall’omonima opera al teatro sociale di Busto Arsizio, diretta dal maestro M. Beretta e con la regia di A. Oliva mentre a dicembre è stata Mamma Lucia in Cavalleria Rusticana e La Maestra delle Novizie presso il teatro Verdi di Salerno per la direzione di Jacopo Sipari.

I singoli biglietti degli spettacoli saranno in vendita a partire da sabato 6  settembre ore 10.00, presso il botteghino del Teatro e online su questo sito.

Al momento sono in vendita gli abbonamenti… NON PERDERTELI!

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RECITE

venerdì, 16 gennaio 2026 – ore 20.00 Opera turno A
domenica, 18 gennaio 2026 – ore 15.30 Opera turno B

 

PREZZI

Il prezzo varia in base alla data della recita (Turno A 16/01, Turno B 18/01)

Platea – Palchi                  da 60€ a 55€ piu prev.
IV Galleria parapetto       da 30€ a 26€ piu prev.
IV Galleria rango              da 20€ a 19€ piu prev.
V Galleria parapetto        da 27€ a 24€ piu prev.
V Galleria rango               da 23€ a 16€ piu prev.
Under18                             15€

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