Don Giovanni

Don Giovanni

Como, Parco di Villa Olmo
giovedì, 1 luglio 2010 – ore 21.30
domenica, 4 luglio 2010 – ore 21.30

Dramma giocoso in due atti KV 527. Musica di Wolfgang Amadeus Mozart.
Libretto di Lorenzo Da Ponte.

Prima rappresentazione:Praga, Nationaltheater, 29 ottobre 1787 . Vienna, Burgtheater, 7 maggio 1788

Don Giovanni Alessio Arduini
Don Ottavio Leonardo Cortellazzi
Donna Elvira Ekaterina Gaidanskaya
Donna Anna Alice Sunseri
Leporello Mirko Quarello
Masetto Stefano Cianci
Zerlina Francesca Bruni
Commendatore Carlo Malinverno
Servi, Contadine Federica Armillis, Annamaria Rossano

Direttore Oliver Gooch
Regia Stefano de Luca

Scene e costumi Leila Fteita
Light designer Claudio De Pace

Maestro del Coro Antonio Greco

Coro AsLiCo
Orchestra 1813

Produzione AsLiCo

 

Un carosello di ombre
Don Giovanni è un lampo che per un attimo squarcia le tenebre del palcoscenico – e dell’esistenza. È la vita, che brilla intensissima nel buio e poi subito si spegne. È gioco, nel senso più alto e insieme più terreno. È leggerezza e volgarità. Dionisiaco ed apollineo. Terra e cielo. Veli evanescenti e assi di palcoscenico. Un velo di cipria, un foglio di carta velina nel vento. O forse era una foglia, quella che ho visto passare? O l’immagine di un viso di donna sfumato dal ricordo di mille altre, diverse, ma sempre la stessa?
Sulla scena immagino grandi tende, come di finestra spalancata da un colpo di vento, perché inizia un temporale estivo. Sipari leggeri che coprono e rivelano insieme. Che scorrono rapidi e attraversano lo spazio come fantasmi, come nuvole di tenebra e di sangue.
Un Don Giovanni che sia proprio come un temporale estivo. Improvviso, inatteso, eccessivo. Che arriva svelto, sconvolge e scompare lasciando addosso un brivido. Come una passione, un innamoramento che sconvolge e lascia poi svuotati.
Immagino ombre che si inseguono, si ingrandiscono e si deformano sul sipario, al lume di candelabri tenuti da servitori smarriti. Un carosello di ombre di corpi, uomini e donne, che si abbracciano in amplessi o si contorcono come fossero divorati dalle fiamme.
Immagino il nostro Don Giovanni come il protagonista di un gioco spiccatamente, dichiaratamente, ostentatamente teatrale. Giovane affascinante antieroe, tutto preso da se stesso e da questo gioco scenico fatto di nulla che è la vita, in cui il travestimento, la rappresentazione di se stessi come vittime o come persecutori, come seduttori o sedotti, sia impudicamente ostentata. Recitata.
Un giovane Don Giovanni e un Don Giovanni fatto di giovani. Un Don Giovanni divertito e spero divertente, ma anche inesperto e persino impacciato – a tratti – nei suoi tentativi di seduzione. Persino infantile, a volte, nella sua semplicità. E in cui la relazione con il compagno di giochi Leporello riprenda ritmi, dinamiche e schemi corporei che affondano le loro radici nella vivace tradizione dei Comici dell’Arte.
Così lavoreremo insieme a questi giovani, straordinari protagonisti: provando ad accostarci all’assoluto del Don Giovanni di Mozart e Da Ponte, con lo stupore di bambini che – giocando – sfiorano il mistero.

Stefano de Luca